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Fase Rescissoria

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111 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Deducibilità spese rappresentanza: prova dell’inerenza
Una società di elettronica si è vista negare la deduzione di costi per omaggi ai clienti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per la deducibilità delle spese di rappresentanza è fondamentale che il contribuente fornisca la prova dell'inerenza del costo all'attività d'impresa. La sola congruità della spesa rispetto al fatturato non è considerata una prova sufficiente.
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Diritto di partecipazione: errore di fatto e annullamento
La Corte di Cassazione annulla una sentenza di condanna a causa di un errore di fatto. La Corte non aveva considerato la tempestiva richiesta di un imputato detenuto di presenziare all'udienza, violando il suo diritto di partecipazione. Nonostante la revoca della precedente ordinanza di inammissibilità, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione, chiudendo il caso.
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Ricorso per revocazione: errore della corte di merito
La Corte di Cassazione chiarisce la procedura del ricorso per revocazione. Una società contribuente, dopo aver perso un appello su un avviso di accertamento, ha proposto sia ricorso per cassazione sia ricorso per revocazione. La corte tributaria regionale ha accolto la revocazione, ma l'Agenzia delle Entrate ha impugnato tale decisione. La Cassazione ha stabilito che la corte di merito ha errato, saltando la fase preliminare (rescindente) che verifica l'esistenza dell'errore di fatto e passando direttamente a riesaminare il merito della causa (fase rescissoria). Di conseguenza, ha cassato la sentenza di revocazione, rinviando la causa per un corretto esame procedurale.
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Revisione penale: fasi e limiti del giudizio di merito
Un uomo condannato per reati legati agli stupefacenti ha richiesto una revisione penale. Dopo un primo annullamento da parte della Cassazione, la Corte d'Appello ha rigettato nuovamente l'istanza. La Suprema Corte ha confermato la decisione, chiarendo che nel procedimento di revisione penale il passaggio diretto alla fase di merito implica un superamento implicito della valutazione di ammissibilità (fase rescindente), senza che ciò costituisca una violazione procedurale. Ha inoltre ribadito che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in una nuova valutazione delle prove.
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Errore di fatto in Cassazione: il caso della revoca
La Corte di Cassazione ha revocato una sua precedente ordinanza a causa di un palese errore di fatto, consistente nell'aver omesso di esaminare uno dei motivi di ricorso. Una società aveva concesso in uso gratuito delle autovetture a due professioniste in cambio di assistenza legale. Sorta una controversia, la Cassazione, nel decidere il ricorso della società, aveva saltato per errore un motivo di gravame. La società ha quindi proposto ricorso per revocazione. La Corte ha prima accolto il ricorso nella fase rescindente, riconoscendo l'errore di fatto, per poi, nella fase rescissoria, rigettare nel merito il motivo originariamente omesso, ritenendolo infondato.
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Errore di fatto revocatorio: quando non si applica
Un avvocato ha proposto ricorso per la revocazione di una sentenza relativa a una controversia su compensi professionali con un condominio, lamentando un errore di fatto nell'imputazione di un pagamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo la distinzione fondamentale tra un semplice errore materiale, non idoneo a giustificare la revocazione, e un decisivo errore di fatto revocatorio. La Corte ha inoltre escluso il presunto contrasto tra giudicati, confermando l'interpretazione restrittiva di questo strumento processuale.
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Errore di fatto: quando è inammissibile la revocazione
Un automobilista ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione per un presunto errore di fatto, contestando l'uso del termine "autovelox" per un diverso dispositivo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che non si trattava di un errore di fatto, bensì di una questione giuridica già discussa, e che il nome del dispositivo è irrilevante se omologato. Il ricorrente è stato condannato per abuso del processo.
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Ricorso straordinario: errore di fatto della Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36535/2025, ha corretto un proprio errore percettivo. Inizialmente, aveva dichiarato inammissibile un ricorso straordinario confondendo il provvedimento impugnato. Riconosciuto lo sbaglio, la Corte ha revocato la precedente ordinanza e ha riesaminato il caso, dichiarando però il nuovo ricorso inammissibile perché mirava a una rivalutazione nel merito, estranea all'ambito dell'errore di fatto.
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Errore di calcolo termini: Cassazione annulla e decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza 14972/2024, ha affrontato un caso peculiare di errore di calcolo dei termini per l'impugnazione. Inizialmente, un ricorso era stato dichiarato inammissibile per tardività. Tuttavia, a seguito di un ricorso straordinario, la Corte ha riconosciuto il proprio errore percettivo nel conteggio dei giorni, annullando la precedente ordinanza. Successivamente, riesaminando il merito, ha comunque dichiarato inammissibile il ricorso originario, ritenendo infondate le censure mosse alla sentenza di condanna per ricettazione. La decisione sottolinea l'importanza della precisione procedurale e le conseguenze di un errore di calcolo termini.
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Errore di fatto: Cassazione annulla la sua sentenza
Un imprenditore, condannato per bancarotta fraudolenta, ha ottenuto l'annullamento di una sentenza della Corte di Cassazione a causa di un errore di fatto. La Corte aveva erroneamente calcolato i termini di prescrizione del reato, basandosi su un'inesatta interpretazione di un rinvio d'udienza. Riconosciuto l'errore, la stessa Cassazione ha revocato la propria decisione e disposto un nuovo giudizio.
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Errore di fatto: calcolo prescrizione e sospensione
La Corte di Cassazione ha revocato una propria precedente sentenza a causa di un errore di fatto nel calcolo dei termini di sospensione della prescrizione. Gli imputati avevano lamentato che 17 giorni erano stati erroneamente conteggiati due volte, sommando un periodo di sospensione per impedimento a quello previsto dalla normativa emergenziale Covid. La Corte, riconoscendo l'ambiguità del calcolo nella precedente motivazione, ha accolto il ricorso, annullato la sentenza e fissato una nuova udienza per la ridefinizione del merito.
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Tempestività riserve appalti: quando è obbligatoria?
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un ente pubblico per danni derivanti dalla sospensione dei lavori. La Corte di Cassazione ha confermato che le richieste dell'impresa (riserve) erano invalide perché non presentate tempestivamente. L'obbligo di tempestività delle riserve negli appalti sussiste anche in assenza di contabilità ufficiale, se l'impresa è consapevole del potenziale danno. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Eccezione di prescrizione: quando è tardiva in arbitrato?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un lodo arbitrale per appalti pubblici. La questione centrale era la tardività dell'eccezione di prescrizione sollevata dall'ente pubblico. Le società appaltatrici, pur avendo vinto parzialmente in sede arbitrale, hanno visto il loro ricorso dichiarato inammissibile dalla Cassazione per non aver riproposto correttamente in appello la questione sulla tardività dell'eccezione. La sentenza sottolinea l'importanza del principio di autosufficienza e della corretta riproposizione delle eccezioni nei vari gradi di giudizio.
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Errore di fatto: Cassazione annulla sua sentenza
La Corte di Cassazione ha revocato una propria precedente sentenza a causa di un errore di fatto. L'errore consisteva nell'aver omesso l'esame di uno dei due atti di ricorso presentati dalla difesa. Riconosciuta la svista percettiva, la Corte ha disposto un nuovo giudizio per garantire la completa valutazione di tutte le argomentazioni difensive, applicando lo strumento del ricorso straordinario.
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Giudizio di rinvio: limiti e inammissibilità del ricorso
Alcuni ex dipendenti di un ente pubblico hanno intentato una causa per l'adeguamento di un fondo pensione integrativo che era stato "congelato" nel 1982. Dopo un complesso iter giudiziario, che ha incluso una prima sentenza della Corte di Cassazione che ha rinviato il caso alla Corte d'Appello, il loro ricorso finale è stato respinto. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché, nell'ambito del giudizio di rinvio, i ricorrenti hanno sollevato nuovi argomenti legali che non erano stati presentati nel loro precedente ricorso in Cassazione.
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Istanza di revisione: i limiti del giudice preliminare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza che negava la revisione di una condanna per omicidio. Il caso verteva su una istanza di revisione basata su una nuova prova (un alibi). La Corte ha precisato che, nella fase preliminare, il giudice deve valutare solo l'astratta idoneità della nuova prova a ribaltare la condanna, senza entrare nel merito della sua attendibilità. Tuttavia, l'istanza è stata respinta perché il ricorrente non aveva adeguatamente motivato le ragioni per cui la nuova prova, unita a quelle già esistenti, avrebbe dovuto portare al proscioglimento, rendendo la richiesta di revisione manifestamente infondata.
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Errore di fatto in Cassazione: ordinanza revocata
La Corte di Cassazione revoca una propria ordinanza a causa di un errore di fatto. Inizialmente, aveva dichiarato un ricorso improcedibile per il presunto mancato deposito della relata di notifica della sentenza impugnata. Il ricorrente ha però dimostrato, tramite una copia conforme rilasciata dalla stessa cancelleria della Corte, che il documento era stato regolarmente depositato. La Corte, riconosciuto l'errore, ha revocato la precedente decisione e ha riesaminato il ricorso nel merito, rigettandolo.
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Revisione penale: i limiti del giudice preliminare
Un uomo condannato per omicidio preterintenzionale chiede la revisione penale basandosi su una nuova confessione e una perizia. La Corte d'Appello la dichiara inammissibile. La Cassazione annulla la decisione, stabilendo che la valutazione preliminare non può consistere in un'analisi approfondita delle prove, riservata alla fase di merito, ma deve limitarsi a un esame della loro non manifesta infondatezza.
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Errore di fatto: revocata ordinanza della Cassazione
La Corte di Cassazione accoglie un ricorso per revocazione contro una propria precedente ordinanza, riconoscendo di aver commesso un errore di fatto. L'errore consisteva nell'aver omesso di pronunciarsi su un motivo di ricorso relativo alla liquidazione delle spese legali. La Corte, revocata la precedente decisione, riesamina il motivo omesso, accogliendolo in parte e riformando la condanna alle spese, dimostrando come anche le decisioni del massimo organo giurisdizionale possano essere corrette attraverso lo strumento della revocazione.
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Revisione processo: i limiti del giudice preliminare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità di una richiesta di revisione processo. Il caso riguardava una condanna per omicidio e una nuova testimonianza. La Corte ha stabilito che nella fase preliminare (rescindente), il giudice non può valutare nel merito la credibilità della nuova prova, ma deve limitarsi a un esame astratto della sua potenziale idoneità a ribaltare la condanna. La valutazione approfondita è riservata alla successiva fase di merito (rescissoria).
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