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Ex Multis

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che significa 'tra molte'. Viene usata nei testi giuridici per indicare che si sta citando solo una o alcune sentenze rappresentative di un orientamento giurisprudenziale consolidato, ma che ne esistono molte altre simili.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Amministratore di Fatto: Potere Senza Titolo, Piena Responsabilità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta di un soggetto che, pur senza una carica formale, gestiva un'azienda poi fallita. Il caso riguarda la piena responsabilità dell'amministratore di fatto per aver ordinato il trasferimento di beni aziendali, successivamente spariti. Secondo i giudici, chi esercita di fatto il potere di gestione ha anche il dovere di impedire gli atti illeciti che danneggiano la società e i suoi creditori. La sua posizione è equiparata a quella dell'amministratore di diritto, rendendolo pienamente responsabile per la distrazione del patrimonio sociale che ha contribuito al fallimento.
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Furto di alcolici e precedenti: niente attenuanti generiche
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentato furto di superalcolici a carico di un'imputata, negandole le circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha stabilito un principio chiaro: per negare questo beneficio è sufficiente anche un solo elemento negativo. In questo caso, i precedenti penali dell'imputata per guida in stato di ebbrezza sono stati considerati un fattore decisivo. I giudici hanno ritenuto logico e corretto valorizzare la condotta passata, anche se relativa a reati di natura diversa, per escludere lo sconto di pena, confermando così la decisione dei giudici di merito.
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Patrocinio a spese dello Stato: condanna valida anche senza risposta
La Cassazione ha stabilito che la mancata decisione del giudice sulla richiesta di ammissione al patrocinio a spese dello Stato non rende automaticamente nullo il processo. Questa omissione è una semplice irregolarità, a meno che non si dimostri che ha causato una lesione concreta ed effettiva del diritto di difesa. Nel caso specifico, un imputato per truffa ha perso il ricorso perché, pur in assenza di una decisione formale sul beneficio, era stato costantemente assistito dal suo avvocato di fiducia. Le scelte difensive, come la mancata consultazione degli atti, sono state considerate volontarie e non una conseguenza diretta dell'omissione del giudice. Pertanto, la condanna è stata confermata.
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Difensore non cassazionista: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso perché firmato da un difensore non cassazionista. Secondo la Corte, è irrilevante che l'atto sia stato originariamente presentato come appello e poi convertito in ricorso, poiché il requisito dell'abilitazione al patrocinio superiore rimane fondamentale.
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Mancata traduzione citazione: nullità intermedia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40569/2024, ha ribadito un principio consolidato: la mancata traduzione citazione a giudizio per un imputato che non comprende la lingua italiana integra una nullità di ordine generale a regime intermedio. Tale vizio non riguarda l'omessa convocazione, ma la violazione del diritto di difesa dell'imputato di comprendere appieno l'accusa.
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Violenza privata: quando costringere è reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per violenza privata. Il caso riguardava aver costretto delle persone a spostarsi da una pista da ballo a un locale separato. La Corte ha ribadito che per configurare il reato di violenza privata è sufficiente una significativa riduzione della capacità di autodeterminazione della vittima, senza che sia necessaria una perdita totale della stessa. Il ricorso è stato giudicato generico e volto a una non consentita rivalutazione dei fatti.
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Contributi minimi professionisti: obbligo e iscrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'iscrizione all'albo professionale è una condizione sufficiente per far scattare l'obbligo di iscrizione alla Cassa di previdenza e il versamento dei contributi minimi. La sentenza chiarisce che la natura occasionale dell'attività o l'assenza di reddito sono irrilevanti. Il caso riguardava un geometra, anche lavoratore dipendente, che si opponeva alla richiesta di pagamento della Cassa di categoria. La Corte ha accolto il ricorso della Cassa, riformando la decisione della Corte d'Appello e affermando la legittimità della pretesa contributiva basata sulla semplice iscrizione all'albo.
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