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Eventus Damni

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482 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Azione revocatoria ordinaria: prova e presupposti
La Corte d'Appello di Firenze ha confermato l'inefficacia di atti di disposizione patrimoniale compiuti da un fideiussore a favore del figlio. Attraverso l'azione revocatoria ordinaria, l'istituto bancario ha dimostrato che la vendita di immobili e quote societarie ha arrecato un pregiudizio qualitativo al patrimonio, rendendo più difficile il recupero del credito. La difesa dei debitori, basata sull'estinzione di debiti pregressi, è stata respinta per mancanza di prove sulla destinazione delle somme.
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Azione revocatoria e ipoteca: quando è inutile
La Corte d'Appello di Firenze ha respinto la richiesta di azione revocatoria e ipoteca avanzata da una banca contro atti di rent to buy. Il giudice ha stabilito che, esistendo già un'ipoteca anteriore, manca il requisito del pregiudizio (eventus damni), rendendo l'azione legale una inutile superfetazione poiché il creditore gode già del diritto di sequela.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: guida al caso
La Corte d'Appello ha confermato l'inefficacia di un atto di costituzione di un fondo patrimoniale tra coniugi. L'azione revocatoria fondo patrimoniale è stata accolta poiché l'atto, avvenuto durante una crisi aziendale, sottraeva beni alla garanzia di una banca creditrice, nonostante la preesistenza di una fideiussione omnibus.
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Azione Revocatoria: Vendita a Parente non Salva Immobile dal Debito
Due fratelli debitori vendono un immobile ereditato alla convivente di uno di loro. La società creditrice agisce con un'azione revocatoria per rendere la vendita inefficace. La difesa si basa su una precedente sentenza di usucapione ottenuta dalla madre dei debitori, ma la Cassazione la respinge. Il principio sancito è che la sentenza di usucapione non è opponibile al creditore se quest'ultimo non ha partecipato a quel giudizio. La Corte Suprema conferma che la vendita era un atto fraudolento per sottrarre il bene alla garanzia del creditore. L'azione revocatoria viene quindi accolta, e la società creditrice vince la causa.
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Azione revocatoria ordinaria: immobili con ipoteca
La Corte d'Appello ha confermato la validità di un'azione revocatoria ordinaria promossa da un'agenzia di riscossione contro una società che aveva venduto i suoi unici immobili ai propri soci poco prima della liquidazione. La Corte ha stabilito che la presenza di ipoteche preesistenti non esclude il pregiudizio per il creditore, poiché le garanzie possono ridursi nel tempo, rendendo l'atto revocabile.
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Mala fede acquirente: vendita tra parenti revocata dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di una serie di vendite immobiliari tra familiari. Un debitore aveva venduto un immobile a un primo acquirente, che a sua volta lo aveva rivenduto a un terzo. I creditori hanno agito in revocatoria. La Corte ha stabilito che la mala fede del terzo acquirente può essere provata anche tramite indizi. In questo caso, gli stretti legami di parentela e affari tra tutte le parti coinvolte e la rapida successione delle vendite sono stati considerati sufficienti a dimostrare che l'acquirente finale era consapevole del pregiudizio arrecato ai creditori. Di conseguenza, la vendita è stata dichiarata inefficace nei confronti dei creditori, che potranno pignorare l'immobile.
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Banca interviene tardi nel processo: prove del credito escluse
Un debitore vende un immobile e una prima banca avvia un'azione revocatoria. Successivamente, una seconda banca interviene nella stessa causa per tutelare un proprio credito, ma lo fa dopo la scadenza dei termini per presentare le prove. La Cassazione ha stabilito che le regole su **intervento tardivo e preclusioni probatorie** sono rigide: chi interviene tardi non può produrre documenti che le altre parti non potrebbero più depositare. Di conseguenza, le prove del credito della seconda banca, presentate fuori tempo, sono state considerate inammissibili. La Corte ha annullato la precedente decisione, rinviando il caso per un nuovo esame che non tenga conto di tali prove.
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Azione revocatoria donazione: casa ai figli bloccata dalla banca?
Una banca ha avviato un'azione revocatoria contro un fideiussore che aveva donato ai figli la nuda proprietà di un immobile di pregio. La banca sosteneva che tale atto pregiudicasse la garanzia patrimoniale per un debito ingente. Il debitore si difendeva affermando che il suo restante patrimonio, incluse quote societarie, fosse sufficiente. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, non ha deciso nel merito la validità dell'azione revocatoria donazione. Ha invece rinviato la causa a una nuova udienza per riunirla a un altro ricorso pendente sulla stessa vicenda, come imposto dalla legge. La questione sulla sufficienza della garanzia residua resta quindi aperta.
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Azione Revocatoria: Ipoteca per vecchi debiti, la prova del danno
Una banca concede un nuovo finanziamento garantito da ipoteca a una società. La società utilizza immediatamente la somma per estinguere un suo precedente debito non garantito con la stessa banca. Successivamente, la società fallisce. Il curatore fallimentare agisce con un'azione revocatoria per annullare l'ipoteca, sostenendo che essa danneggia gli altri creditori. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: per vincere, il curatore non può limitarsi a dimostrare che l'ipoteca avvantaggia la banca. Deve provare concretamente il danno (eventus damni), dimostrando che quell'atto ha ridotto il patrimonio in modo tale da rendere più difficile o impossibile il pagamento degli altri creditori. La semplice concentrazione di garanzie non è una prova sufficiente.
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Azione revocatoria: donazioni alle figlie inefficaci per la banca
Un debitore, per sottrarre i propri beni alla garanzia di una Banca creditrice, effettua diverse donazioni immobiliari a favore delle figlie. La Banca agisce in giudizio con un'azione revocatoria per far dichiarare inefficaci tali atti. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, dando ragione alla Banca. La sentenza stabilisce che le donazioni hanno effettivamente ridotto il patrimonio del debitore, creando un pregiudizio concreto per il creditore. Di conseguenza, l'azione revocatoria è accolta e gli atti di donazione vengono resi inefficaci nei confronti della Banca, che potrà così agire sui beni come se fossero ancora del debitore.
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Revocatoria Trust Familiare: Protezione Fallita, Vince la Banca
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della revocatoria di due trust familiari. Alcuni debitori avevano trasferito i loro immobili in due trust per soddisfare esigenze familiari. Una società creditrice, il cui credito era sorto prima della costituzione dei trust, ha agito in giudizio. I giudici hanno stabilito che la costituzione di un trust familiare è un atto a titolo gratuito che, sottraendo beni alla garanzia del creditore, ne pregiudica i diritti. Di conseguenza, l'azione di revocatoria del trust familiare è stata accolta, rendendo gli atti di trasferimento inefficaci nei confronti della creditrice, che ora può pignorare gli immobili come se fossero ancora nel patrimonio dei debitori.
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Azione Revocatoria: Cede Immobili ma il Fallimento li Recupera
Un amministratore, condannato a pagare un ingente debito verso la sua stessa società poi fallita, cede i propri immobili con una vendita e una permuta. La Curatela fallimentare agisce con un'azione revocatoria per rendere inefficaci tali operazioni. La Cassazione conferma la decisione, stabilendo che le cessioni hanno causato un danno concreto ai creditori (eventus damni). Sostituire la piena proprietà con un semplice diritto di usufrutto e vendere altri beni ha ridotto la garanzia patrimoniale del debitore. Di conseguenza, l'azione revocatoria è stata accolta, permettendo al Fallimento di aggredire gli immobili come se non fossero mai stati ceduti. Il ricorso del debitore è stato respinto.
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Azione revocatoria: conferimento in società inefficace per debiti
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un'azione revocatoria contro un conferimento in società. Alcuni debitori, garanti di un'altra azienda, avevano trasferito i loro immobili personali in una nuova società, rendendosi di fatto privi di beni. Un creditore ha agito per rendere inefficace tale operazione. La Corte ha stabilito che il conferimento di beni in una società, pur essendo un atto formalmente lecito, può essere revocato se pregiudica le ragioni dei creditori. L'operazione impoverisce il patrimonio personale del debitore, sostituendo beni concreti (immobili) con quote societarie, rendendo più difficile il recupero del credito. Di conseguenza, il creditore ha vinto la causa.
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Azione Revocatoria del Curatore: Vendita a Parenti Annullata
Un debitore vende diversi immobili ai propri familiari per sottrarli alla garanzia di un creditore. Quest'ultimo avvia un'azione legale per revocare le vendite. Durante la causa, il debitore fallisce e il curatore fallimentare subentra nel processo. La Cassazione chiarisce un principio fondamentale: l'azione revocatoria del curatore è diversa da quella del singolo creditore. Il curatore agisce per conto di tutti i creditori e non deve provare il pregiudizio specifico, poiché il suo obiettivo è ricostituire l'intero patrimonio del fallito. Di conseguenza, la Corte ha respinto il ricorso dei familiari acquirenti, confermando che l'azione del curatore ha presupposti più ampi e una tutela più forte per la massa dei creditori.
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Azione revocatoria: conferisce beni a una società, la banca vince
Alcuni fideiussori, per proteggere i loro beni immobili da una banca creditrice, prima costituiscono diritti di abitazione e uso tra familiari, poi conferiscono gli stessi beni in una società immobiliare di nuova costituzione. La banca agisce con un'azione revocatoria per rendere inefficaci tali operazioni. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, dando ragione alla banca. La Suprema Corte stabilisce che anche il conferimento di beni in una società, pur a fronte dell'acquisto di quote, può costituire un pregiudizio per il creditore, rendendo più difficile e incerto il recupero del credito. L'appello dei debitori viene dichiarato inammissibile, consolidando il successo dell'azione revocatoria.
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Azione Revocatoria: Vende Casa ma la Banca Annulla l’Atto
Una coppia di debitori vende la nuda proprietà di un appartamento a un familiare. La banca creditrice agisce con un'azione revocatoria per rendere la vendita inefficace nei suoi confronti. I debitori si difendono sostenendo che un successivo piano di ristrutturazione del debito della loro azienda avrebbe comunque soddisfatto la banca. La Corte di Cassazione dà ragione alla banca, stabilendo un principio chiave: il danno per il creditore (eventus damni) va valutato al momento in cui l'azione revocatoria viene avviata. Un futuro e incerto piano di rientro non può sanare un atto che, al momento del compimento, ha ridotto le garanzie del creditore. La vendita resta quindi inefficace verso la banca.
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Azione Revocatoria: Debitori vendono casa, la Cassazione rinvia
Una banca ha agito contro alcuni fideiussori che avevano venduto i propri immobili, rendendo difficile il recupero di un ingente credito. L'istituto ha utilizzato l'azione revocatoria per rendere inefficaci tali vendite, sostenendo che fossero state fatte in frode ai suoi diritti. La Corte di Cassazione, tuttavia, non si è pronunciata sul merito della questione. Ha invece rinviato la causa a una nuova udienza a causa di un vizio di procedura: la mancata comunicazione della data di discussione ai difensori. La decisione finale sull'efficacia delle vendite è quindi sospesa, in attesa che il processo riprenda nel pieno rispetto del diritto di difesa.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: ex amministratore perde tutto
Un ex amministratore di una società, poi fallita, aveva costituito un fondo patrimoniale per proteggere i propri beni. La società fallita ha agito contro di lui per i danni derivanti dalla sua cattiva gestione. La Cassazione ha confermato che l'azione revocatoria del fondo patrimoniale è legittima. Il principio chiave è che, se il fondo viene creato dopo l'insorgere del debito (in questo caso, dopo gli atti di mala gestio) e svuota l'intero patrimonio del debitore, si presume sia la consapevolezza di danneggiare i creditori sia il danno effettivo. Di conseguenza, il fondo è inefficace e i creditori possono aggredire i beni al suo interno.
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Azione Revocatoria Fondo Patrimoniale: la Cassazione sta col creditore
Una Banca ha agito contro una Garante che, insieme al marito, aveva costituito un fondo patrimoniale per proteggere i propri beni. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'azione revocatoria fondo patrimoniale promossa dalla Banca. I giudici hanno stabilito un principio chiave: il credito, ai fini della revocatoria, sorge al momento della firma della garanzia (fideiussione), non quando il debito viene richiesto. Di conseguenza, la costituzione del fondo, avvenuta dopo la fideiussione, è stata considerata un atto successivo e pregiudizievole. La consapevolezza della Garante di danneggiare la Banca è stata dedotta dal suo ruolo di socia nella società debitrice e dalla tardiva creazione del fondo, a 40 anni dal matrimonio. La Banca vince e può aggredire i beni del fondo.
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Azione Revocatoria e Ipoteca: Banca Perde, il Rent to Buy è Salvo
Una banca, creditrice garantita da un'ipoteca su un immobile, agisce in giudizio per rendere inefficace un successivo contratto di 'rent to buy' stipulato dal proprietario del bene. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul rapporto tra azione revocatoria e ipoteca. Se l'ipoteca è stata iscritta prima dell'atto contestato, il creditore è già pienamente tutelato. L'ipoteca, infatti, gli consente di pignorare il bene anche se concesso a terzi. Di conseguenza, manca il presupposto del 'danno' (eventus damni) necessario per l'azione revocatoria, che risulta quindi infondata. La banca perde la causa perché la sua garanzia reale era già sufficiente e prevalente.
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