LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Eventus Damni

482 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il pregiudizio effettivo arrecato alle ragioni del creditore da un atto di disposizione del debitore, che ne diminuisce la garanzia patrimoniale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Sfoglia per anno

Provvedimenti

Azione revocatoria ordinaria e vendita ai figli dei garanti
Due garanti di una società debitrice hanno trasferito la proprietà di alcuni immobili ai propri figli mediante contratti definitivi di compravendita, preceduti da accordi preliminari. L'istituto di credito creditore ha promosso l'azione revocatoria ordinaria per dichiarare tali cessioni inefficaci nei propri confronti. I garanti hanno eccepito la presunta nullità della fideiussione omnibus per violazione delle norme antitrust e hanno contestato l'anteriorità del credito rispetto ai trasferimenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei garanti. I giudici hanno chiarito che l'azione revocatoria richiede solo l'esistenza del debito e non la sua esigibilità. Inoltre, l'intento fraudolento si valuta al momento del contratto preliminare, mentre il danno economico si concretizza con il rogito definitivo. La banca ha così confermato la piena inefficacia degli atti di trasferimento immobiliare.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria su immobili ceduti per quote
Una società debitrice ha trasferito il proprio intero patrimonio immobiliare a una nuova società e a un'associazione mediante vincoli di destinazione e cessioni a familiari. La Curatela del fallimento ha esercitato con successo l'azione revocatoria ordinaria per dichiarare inefficaci tali operazioni. I beneficiari dei trasferimenti hanno fatto ricorso in Cassazione sostenendo l'onerosità e la legittimità degli accordi. La Suprema Corte ha respinto il ricorso confermando che anche una semplice modifica qualitativa del patrimonio, come la sostituzione di solidi immobili con quote societarie ad alta volatilità, integra il pregiudizio per i creditori. L'ente fallimentare ottiene la definitiva inefficacia degli atti a protezione dei crediti.
Continua »
Azione revocatoria trust: vince la banca contro il blocco beni
Un fideiussore ha garantito i debiti di una società verso un istituto di credito. Successivamente, insieme alla moglie, ha costituito un trust conferendovi i propri beni immobili personali. La banca ha promosso l'azione revocatoria trust per ottenere l'inefficacia dell'atto. I coniugi si sono difesi sostenendo la presenza di un patrimonio residuo sufficiente e l'assenza di dolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei debitori. I giudici hanno chiarito che il pericolo di danno sussiste anche quando un atto rende soltanto più difficile o incerto il recupero del credito. La Suprema Corte ha confermato la revoca dell'atto e condannato i ricorrenti al pagamento delle spese legali.
Continua »
Debitore vende immobili, creditori agiscono: l’Azione Revocatoria al vaglio.
Un debitore ha venduto due immobili alla moglie e a un terzo, dopo aver contratto un debito significativo. I creditori hanno avviato un'azione revocatoria per rendere inefficaci queste vendite, sostenendo che i trasferimenti pregiudicavano il recupero del loro credito. I tribunali di primo e secondo grado hanno accolto la domanda, dichiarando le vendite inefficaci. Il debitore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la sussistenza dei requisiti per l'azione revocatoria e l'ammissibilità dell'intervento di un cessionario del credito. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sull'intervento del cessionario nell'azione revocatoria, ha rinviato la causa all'udienza pubblica per una decisione definitiva.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: credito modesto e vendita globale
Un professionista ha promosso una azione revocatoria ordinaria contro la società debitrice e la società acquirente per ottenere l'inefficacia della vendita di diversi beni immobili, a fronte di un credito professionale non saldato di circa 17.688 euro. Le società hanno contestato la decisione dei giudici di merito, lamentando la forte sproporzione tra l'importo del debito e l'ingente valore complessivo degli immobili ceduti con un unico atto notarile. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti specifici sulla possibilità di frazionare gli effetti della revoca rispetto a un atto dispositivo unitario, ha qualificato la questione come di rilevanza nomofilattica e ha rimesso la trattazione della causa alla pubblica udienza della Terza Sezione Civile.
Continua »
Simulazione compravendita immobiliare: beni nascosti, creditori tutelati
Un Creditore ha cercato di recuperare un credito significativo da un Debitore, il quale aveva trasferito immobili a familiari e società. Il Creditore ha avviato azioni legali per contestare tali trasferimenti. La Corte d'Appello ha riconosciuto la simulazione compravendita immobiliare di una nuda proprietà e l'inefficacia di una donazione di usufrutto. La Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando i ricorsi del Debitore e dei suoi familiari. La Corte ha ritenuto che il Debitore non avesse provato la sufficienza del patrimonio residuo e che i figli non avessero la capacità economica per l'acquisto. Il Creditore ha visto accolto parzialmente il suo ricorso incidentale sulle spese processuali.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: tutela debiti e fondo patrimoniale
Un professionista creditore ha promosso un'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficaci la costituzione di un fondo patrimoniale e la successiva donazione immobiliare eseguite dal proprio debitore a favore della consorte. I giudici di merito hanno accertato il danno economico per il creditore e la consapevolezza del debitore, dichiarando l'inefficacia degli atti dispositivi e condannando il debitore per lite temeraria. La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia della donazione e del fondo patrimoniale, tutelando pienamente il credito professionale. Tuttavia, la Suprema Corte ha cancellato la sanzione pecuniaria per responsabilità processuale aggravata, chiarendo che la semplice riproposizione in appello delle proprie tesi difensive non basta a dimostrare la colpa grave o la malafede.
Continua »
Fondo Patrimoniale vs. Creditori: Azione Revocatoria Confermata
Un debitore aveva costituito un fondo patrimoniale, trasferendo beni immobili, mentre aveva numerosi debiti. Il Fallimento della sua azienda ha agito in giudizio con un'azione revocatoria del fondo patrimoniale, sostenendo che l'atto aveva pregiudicato i creditori. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del debitore, confermando la decisione dei giudici precedenti. Questi avevano accertato che la costituzione del fondo aveva ridotto la garanzia patrimoniale per i creditori, configurando l'eventus damni, anche in presenza di ipoteche e debiti residui di entità minore.
Continua »
Trust e fideiussione: revocata la protezione patrimoniale
Due garanti di una società hanno costituito un fondo patrimoniale e un trust familiare trasferendovi i propri beni immobili mentre la società versava in difficoltà economica. La banca creditrice ha promosso un'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficaci tali atti di protezione patrimoniale. I debitori sostenevano che la banca non avesse ancora revocato i fidi e che l'atto istitutivo del trust non potesse essere revocato, ma solo gli atti traslativi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei debitori, confermando l'inefficacia dell'operazione. I giudici hanno chiarito che per agire in revocatoria basta l'esistenza del debito, anche se non ancora scaduto, e che l'impugnazione dell'atto istitutivo del trust travolge anche i trasferimenti immobiliari contestualmente eseguiti.
Continua »
Donazioni di quote societarie: l’Azione revocatoria prevale in Cassazione
Un creditore ha agito in giudizio con un'azione revocatoria per rendere inefficaci due donazioni di quote societarie fatte da una debitrice al figlio, suo difensore. Il Tribunale ha accolto la domanda, ritenendo che le donazioni pregiudicassero il credito e che la debitrice e il figlio fossero consapevoli del rischio. La debitrice e il figlio hanno proposto ricorso in Cassazione, sostenendo l'assenza di danno e l'irrilevanza della loro consapevolezza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando l'orientamento secondo cui l'azione revocatoria è valida anche se il bene donato ha valore nullo o il debito viene pagato successivamente alla sentenza.
Continua »
Azione revocatoria: trasferimenti inefficaci e ricorso inammissibile
Una Creditrice ha avviato un'azione revocatoria per contestare la validità di atti con cui un Debitore aveva ceduto quote societarie e la nuda proprietà di un immobile a una Società. La Creditrice sosteneva che questi trasferimenti avessero ridotto il patrimonio del Debitore, compromettendo la sua capacità di recuperare un credito. La Corte d'Appello aveva accolto la domanda, dichiarando inefficaci gli atti. Il Debitore ha presentato ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile. La Cassazione ha ritenuto che i motivi del ricorso mirassero a riesaminare fatti e valutazioni di prova, aspetti non sindacabili in sede di legittimità. Pertanto, la decisione della Corte d'Appello che aveva riconosciuto l'azione revocatoria è stata confermata, e il Debitore è stato condannato al pagamento delle spese legali.
Continua »
Azione revocatoria trust: l’atto istitutivo non salva il patrimonio
Un creditore ha agito in giudizio per rendere inefficace un atto di trust istituito da una socia di una società debitrice. La socia aveva trasferito beni in un trust a beneficio della figlia, poco prima di una condanna al pagamento. La Corte d'Appello aveva accolto la domanda di azione revocatoria trust. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che l'azione revocatoria può colpire direttamente l'atto istitutivo del trust, anche se il trasferimento dei beni avviene contestualmente. Ha anche ribadito che il creditore di un socio illimitatamente responsabile non deve prima escutere il patrimonio della società. Il ricorso della socia è stato rigettato.
Continua »
Azione revocatoria: inefficace la casa venduta alla moglie
Un garante societario ha venduto alla moglie la propria quota del 50% della casa coniugale con accollo del mutuo residuo. L'operazione mirava a sottrarre l'immobile all'esecuzione forzata dopo l'insorgenza dei debiti aziendali. La società cessionaria del credito bancario ha promosso l'azione revocatoria per dichiarare l'atto inefficace. La Corte d'Appello ha accolto la domanda revocatoria accertando il prezzo irrisorio dell'immobile e la piena consapevolezza della moglie circa la situazione debitoria del marito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della moglie confermando la piena legittimazione della società cessionaria e la validità delle presunzioni familiari utilizzate per provare il pregiudizio ai danni del creditore.
Continua »
Azione Revocatoria: La Cassazione conferma l’inefficacia della vendita tra parenti
Un creditore ha avviato un'azione revocatoria contro una società debitrice e l'acquirente di un immobile, figlio dell'amministratore, sostenendo che la vendita rendeva il patrimonio della società insufficiente a coprire il debito. La Corte d'Appello ha dichiarato l'inefficacia dell'atto di compravendita, riconoscendo sia il pregiudizio per i creditori (eventus damni) sia la consapevolezza del danno (consilium fraudis) da parte delle parti, anche in base al rapporto di parentela. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'acquirente, confermando la decisione d'Appello. Ha ribadito che il debitore deve dimostrare la capienza del patrimonio residuo e che il rapporto di filiazione può presumere la consapevolezza del danno.
Continua »
Azione revocatoria: cedere immobili per quote non salva i beni
I garanti di una società fallita hanno conferito due beni immobili di loro proprietà a una società immobiliare terza, ricevendo in cambio quote societarie. Due banche creditrici hanno avviato l'azione revocatoria per far dichiarare inefficace tale conferimento, sostenendo che le quote societarie sono molto più difficili da pignorare rispetto agli immobili. I garanti hanno impugnato la decisione sfavorevole sostenendo che la causa andasse sospesa per la pendenza di un giudizio sull'esatto ammontare del credito. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei garanti. I giudici hanno chiarito che l'azione revocatoria può essere esercitata anche per un credito contestato o non ancora quantificato. La sostituzione di immobili pignorabili con quote societarie costituisce una variazione peggiorativa del patrimonio e danneggia direttamente i creditori.
Continua »
Azione revocatoria: Quando la vendita non è fraudolenta
Una ex-moglie ha avviato un'azione revocatoria contro il suo ex-marito, che aveva venduto un immobile. La donna rivendicava crediti per assegni di mantenimento del figlio non versati. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto la sua richiesta, non trovando prova né del danno ai creditori (eventus damni), poiché il prezzo di vendita era di mercato, né della consapevolezza fraudolenta degli acquirenti (participatio fraudis). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la valutazione degli elementi indiziari per l'azione revocatoria spetta ai giudici di merito. La ricorrente ha perso e deve pagare le spese legali.
Continua »
Donazione vs. Fallimento: L’Azione Revocatoria Prevale sui Beni
Un debitore, prima del fallimento della sua azienda, ha donato l'usufrutto di un appartamento alla moglie e la nuda proprietà ai figli. Il Fallimento ha avviato un'azione revocatoria per rendere inefficace questa donazione, sostenendo che pregiudicava i suoi diritti di creditore. I giudici di merito e la Cassazione hanno confermato che l'azione revocatoria era fondata. Hanno ribadito che il pregiudizio per i creditori (eventus damni) esiste anche se il debitore possiede altri beni, purché l'atto di donazione renda più difficile o incerta la riscossione del credito. La Corte ha dichiarato il ricorso del debitore inammissibile, condannandolo al pagamento delle spese legali.
Continua »
Azione revocatoria: Donazione al nipote non salva il patrimonio del debitore
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di Azione revocatoria. Un Ente Garante aveva garantito un finanziamento a un Debitore. Dopo l'inadempimento del Debitore, l'Ente Garante ha dovuto pagare la banca. L'Ente Garante ha poi scoperto che il Debitore aveva donato un immobile al nipote e venduto un altro bene, riducendo la sua garanzia patrimoniale. Il nipote sosteneva che il credito dell'Ente Garante fosse sorto dopo la donazione. La Cassazione ha stabilito che il credito era sorto al momento della prestazione della garanzia (2012), quindi prima della donazione (2013). Ha confermato l'azione revocatoria, riconoscendo l'esistenza del danno (eventus damni) e la consapevolezza del danno (scientia damni) da parte del Debitore. Il ricorso del nipote è stato rigettato, con condanna alle spese e per responsabilità aggravata.
Continua »
Azione Revocatoria: Fideiussori perdono immobili venduti a società controllata
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due soci-liquidatori, confermando l'efficacia dell'azione revocatoria proposta da una banca. I ricorrenti avevano venduto immobili a una società da loro controllata, dopo aver prestato fideiussione per un debito. La Corte ha ribadito che il credito del fideiussore nasce al momento della fideiussione, non alla scadenza del debito principale. L'atto di vendita, sebbene anteriore al decreto ingiuntivo, era successivo alla fideiussione. La presenza di ipoteche preesistenti non esclude l'eventus damni, poiché la valutazione del pregiudizio va fatta in prospettiva futura. L'azione revocatoria è stata quindi confermata.
Continua »
Donazioni ai parenti e azione revocatoria ordinaria
Una lavoratrice ha chiesto di saldare crediti di lavoro arretrati dovuti da una società di cui il debitore era socio illimitatamente responsabile. Prima dell'accertamento giudiziale definitivo del debito, ma dopo la richiesta formale di conciliazione, il debitore ha donato alcuni immobili alla moglie e alla figlia e ha venduto un terreno a una società immobiliare di famiglia. La lavoratrice ha quindi esercitato l'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficaci questi trasferimenti di beni. La Corte di Cassazione ha confermato l'accoglimento della domanda. I giudici hanno chiarito che per l'azione revocatoria ordinaria è sufficiente l'esistenza di un credito anche solo eventuale o litigioso. Inoltre, i vincoli di parentela dimostrano la consapevolezza di arrecare un danno alle ragioni del creditore.
Continua »