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Eventus Damni

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482 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Azione revocatoria e giudicato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10527/2025, ha rigettato il ricorso di due fideiussori contro l'azione revocatoria di un fondo patrimoniale. La decisione si concentra sul rapporto tra l'azione revocatoria e il giudicato formatosi su un precedente decreto ingiuntivo. La Corte ha stabilito che il giudicato impedisce di ridiscutere l'esistenza del credito, ma ha anche chiarito che la parte ricorrente deve rispettare il principio di autosufficienza per far valere un giudicato esterno che estingua il debito. L'appello è stato quindi respinto per inammissibilità e infondatezza.
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Credito litigioso: l’azione revocatoria è valida?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha affrontato il caso di un'azione revocatoria promossa da una società creditrice per far dichiarare inefficace la vendita di due immobili effettuata dalla società debitrice. Il punto centrale della controversia era la validità di tale azione a fronte di un credito litigioso, ovvero un credito la cui esistenza era ancora oggetto di accertamento in un separato giudizio. La Corte ha rigettato i ricorsi, confermando l'orientamento consolidato secondo cui l'azione revocatoria è uno strumento di tutela ammissibile anche per crediti non ancora certi, liquidi ed esigibili, equiparando la posizione del titolare di un credito litigioso a quella del titolare di un credito sottoposto a condizione.
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Azione revocatoria scissione societaria: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10478/2025, ha confermato che l'azione revocatoria per una scissione societaria è sempre ammissibile per tutelare i creditori. Un creditore, rappresentato dalla curatela fallimentare, aveva contestato una scissione che trasferiva un immobile di valore a una nuova società, riducendo la garanzia patrimoniale. La Corte ha stabilito che la revocatoria, che rende l'atto inefficace solo verso il creditore, può coesistere con l'opposizione preventiva. Ha inoltre ribadito che il giudice può fondare la sua decisione su una perizia di parte e su fatti notori, purché la motivazione sia adeguata.
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Azione revocatoria: fondo patrimoniale inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due debitori contro la sentenza che aveva reso inefficace la costituzione di un fondo patrimoniale. La Corte ha ribadito che l'azione revocatoria può essere esperita anche a tutela di un credito litigioso, non ancora accertato con sentenza definitiva. Per gli atti a titolo gratuito come il fondo patrimoniale, è sufficiente la conoscenza del debitore del potenziale pregiudizio alle ragioni del creditore, senza necessità di provare l'intento fraudolento.
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Azione revocatoria: vendita immobile e pregiudizio
Un fideiussore vende un immobile ipotecato a una società collegata alla sua coniuge separata. Il creditore agisce con un'azione revocatoria. La Cassazione conferma che la vendita è pregiudizievole per il creditore ('eventus damni'), anche in presenza di ipoteca e di accollo del mutuo da parte dell'acquirente, poiché modifica qualitativamente la garanzia patrimoniale del debitore, rendendo il recupero del credito più incerto.
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Azione revocatoria: vendita tra familiari inefficace
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due fratelli e della loro madre contro una sentenza che aveva accolto l'azione revocatoria di una società creditrice. La vendita di immobili dai figli-fideiussori alla madre era stata giudicata pregiudizievole per le ragioni del creditore, poiché i debitori si erano spogliati dei loro beni. La Corte ha confermato che, in caso di atti dispositivi tra familiari, la consapevolezza del pregiudizio si presume, rendendo l'atto inefficace nei confronti del creditore.
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Actio pauliana: prova del consilium fraudis del terzo
Una società creditrice agisce con actio pauliana per rendere inefficaci delle vendite immobiliari effettuate dalla società debitrice. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando la decisione di merito che aveva negato la sussistenza della prova del 'consilium fraudis' in capo all'acquirente terzo. La pronuncia ribadisce che la valutazione delle prove, anche presuntive, spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se non per vizi logici macroscopici.
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Soccombenza reciproca: costi legali e azione revocatoria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un importante principio in materia di soccombenza reciproca. Quando un'azione revocatoria viene accolta solo per uno dei diversi atti di disposizione impugnati, si configura una sconfitta parziale per entrambe le parti. Di conseguenza, il giudice non può condannare la parte parzialmente vittoriosa al pagamento integrale delle spese, ma deve valutare la loro compensazione. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva ingiustificatamente ignorato questo principio, definendo la decisione del primo grado una mera 'svista'.
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Azione revocatoria: le presunzioni bastano a provare?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha confermato la validità di un'azione revocatoria basata su presunzioni. Nel caso esaminato, due debitori avevano venduto i loro unici immobili a terzi, uno dei quali era un parente. La Corte ha ritenuto che indizi come la contestualità degli atti, un preesistente fondo patrimoniale e i legami familiari fossero sufficienti a dimostrare la consapevolezza di arrecare un danno al creditore, rendendo le vendite inefficaci nei suoi confronti. La sentenza ribadisce che la valutazione di tali presunzioni spetta al giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione se non per vizi logici.
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Responsabilità solidale: venditore e agenzia pagano
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9969/2025, ha stabilito il principio di responsabilità solidale tra una società venditrice, poi fallita, e l'agenzia immobiliare mediatrice. Una promissaria acquirente aveva versato una cospicua somma per un immobile da costruire, scoprendo poi che la venditrice non era proprietaria del terreno. La Corte ha chiarito che, nonostante la diversa natura delle responsabilità (contrattuale per la venditrice, extracontrattuale per il mediatore), entrambe le parti hanno concorso a causare un unico danno patrimoniale all'acquirente. Di conseguenza, l'agenzia può essere condannata a risarcire l'intero danno, inclusa la somma versata alla venditrice insolvente, a causa della sua violazione dei doveri di corretta informazione.
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Datio in solutum: la Cassazione sulla revocabilità
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha confermato che la cessione di un immobile per estinguere un debito (datio in solutum) non è un atto dovuto e, pertanto, può essere soggetto ad azione revocatoria. Se tale atto di disposizione patrimoniale rende più incerta la riscossione del credito da parte di altri creditori, questi ultimi possono chiederne l'inefficacia. La Corte ha ribadito che la natura discrezionale della datio in solutum la differenzia dal mero adempimento di un debito scaduto, escludendola dall'esenzione prevista dalla legge.
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Azione revocatoria locazione: quando è inefficace
Una società debitrice concede in locazione un immobile ipotecato, rendendo più difficile l'espropriazione da parte del creditore. Il creditore agisce con un'azione revocatoria locazione. La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia del contratto, chiarendo che sono revocabili anche gli atti che semplicemente complicano il recupero del credito e che la nullità per mancata interruzione del processo a seguito di fallimento di una parte può essere eccepita solo dal curatore fallimentare.
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Azione revocatoria: patrimonio del socio separato
La Corte di Cassazione stabilisce un principio chiave in materia di azione revocatoria contro il socio di una società di persone. La vendita dell'unico bene personale del socio per estinguere un debito scaduto non è revocabile, anche se la società di cui fa parte possiede un patrimonio capiente. La valutazione del pregiudizio ai creditori (eventus damni) va condotta esclusivamente sul patrimonio del singolo socio debitore, poiché questo è nettamente separato da quello sociale.
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Azione revocatoria: donazione inefficace, appello K.O.
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia di una donazione immobiliare da padre a figlia, eseguita per sottrarre beni alla garanzia di un creditore. Con l'azione revocatoria, il creditore ha dimostrato che l'atto, successivo al sorgere del credito, era stato compiuto con la consapevolezza del debitore di arrecare un pregiudizio. L'ordinanza dichiara inammissibile il ricorso, ribadendo i rigidi limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione dei fatti e la specificità richiesta per i motivi di appello.
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Azione revocatoria: il conferimento in società estera
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia di un conferimento di tutti i beni immobili di un debitore in una società estera di nuova costituzione. L'operazione, volta a sottrarsi al pagamento di assegni di mantenimento, è stata colpita da azione revocatoria. La Suprema Corte ha ritenuto provata la consapevolezza del pregiudizio (participatio fraudis) in capo alla società terza attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti, come la tempistica sospetta della costituzione societaria e il controllo totale del debitore sulla stessa.
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Azione revocatoria contratto preliminare: quando agire?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito aspetti fondamentali dell'azione revocatoria contratto preliminare. Viene stabilito che l'atto da impugnare è il contratto definitivo, non il preliminare, poiché solo il primo trasferisce la proprietà e causa un effettivo pregiudizio al creditore. Di conseguenza, il termine di prescrizione di cinque anni decorre dalla data del contratto definitivo. La Corte ha inoltre confermato che la consapevolezza del terzo acquirente del danno arrecato al creditore può essere provata tramite presunzioni, come la trascrizione di un sequestro conservativo sull'immobile prima della stipula del definitivo.
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Azione revocatoria: valida anche con credito contestato
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un'azione revocatoria promossa da un istituto di credito per rendere inefficace una serie di compravendite immobiliari. La società acquirente aveva contestato la legittimazione del creditore e la prova dell'intento fraudolento. La Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo che l'azione revocatoria è esperibile anche a tutela di un credito non ancora accertato giudizialmente e che la prova della consapevolezza del pregiudizio può essere fornita tramite presunzioni.
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Azione revocatoria e scientia damni del terzo acquirente
Una banca esercita un'azione revocatoria contro un garante che ha venduto un immobile al proprio genero. La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia della vendita, stabilendo che la consapevolezza del terzo acquirente del pregiudizio arrecato al creditore (scientia damni) può essere provata tramite presunzioni, come lo stretto legame familiare e il rapporto di lavoro con la società debitrice.
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Azione Revocatoria: Cassazione e la Prova Presuntiva
Una società debitrice cede le proprie partecipazioni societarie ad altre entità riconducibili alla stessa famiglia. Un creditore agisce con successo tramite un'azione revocatoria per rendere inefficaci tali atti. La Corte di Cassazione conferma la decisione, legittimando l'uso della prova presuntiva, basata su indizi come i legami familiari e la sproporzione del prezzo, per dimostrare il pregiudizio alle ragioni del creditore (eventus damni) e la consapevolezza di tale danno.
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Principio di autosufficienza: ricorso inammissibile
Una coppia si oppone a una decisione che rendeva inefficace la costituzione di un fondo patrimoniale a tutela dei creditori. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, sottolineando la violazione del principio di autosufficienza, poiché le argomentazioni non erano supportate da riferimenti specifici e documenti allegati, rendendo impossibile per la Corte valutarne il merito.
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