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Eventus Damni — Anno 2025

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123 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Eventus Damni

Provvedimenti

Azione revocatoria fondo patrimoniale: la decisione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, ritenendo ammissibile l'azione revocatoria contro la costituzione di fondi patrimoniali da parte di alcuni fideiussori. La Corte ha stabilito che, per l'esercizio dell'azione revocatoria fondo patrimoniale, non è necessaria la prova dell'opponibilità dell'atto ai creditori, essendo sufficiente il pericolo di danno (eventus damni) derivante dalla maggiore difficoltà nel soddisfare il credito. Inoltre, è stata negata la qualifica di consumatori ai fideiussori che avevano stretti legami funzionali con la società debitrice.
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Azione revocatoria: legame di parentela non basta
Un creditore ha agito con azione revocatoria contro le vendite immobiliari di un garante. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per gli atti a favore di familiari, il solo rapporto di parentela non è sufficiente a dimostrare la consapevolezza del terzo acquirente di arrecare un danno al creditore, soprattutto in presenza di prove contrarie come una crisi coniugale. La Corte ha quindi annullato la decisione per le vendite ai familiari, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Azione revocatoria preliminare: quando si valuta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17480/2025, si è pronunciata su un caso di azione revocatoria preliminare. Ha ribadito il principio secondo cui, in caso di vendita immobiliare preceduta da un contratto preliminare, il danno per il creditore (eventus damni) va valutato al momento del contratto definitivo. Invece, lo stato soggettivo del terzo acquirente (scientia damni) va accertato con riferimento alla data di stipula del preliminare. La Corte ha inoltre precisato che, nel caso di contratto per persona da nominare, il "terzo" rilevante ai fini della valutazione è la persona nominata, e la sua consapevolezza va verificata al momento dell'accettazione della nomina, applicando le regole sulla rappresentanza.
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Azione revocatoria: ipoteca non esclude pregiudizio
Un creditore ha esercitato un'azione revocatoria contro la vendita di immobili effettuata dal suo debitore. Il debitore sosteneva che la vendita non causasse pregiudizio, poiché gli immobili erano già ipotecati. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, affermando che l'esistenza di un'ipoteca non annulla l'"eventus damni" (il pregiudizio). La valutazione deve considerare la possibilità futura che l'ipoteca venga estinta, rendendo l'azione revocatoria uno strumento valido per tutelare i diritti del creditore. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto.
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Cessione crediti in blocco: la prova in giudizio
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla prova necessaria in un caso di cessione crediti in blocco e sull'azione revocatoria contro un fondo patrimoniale. Due coniugi avevano contestato la legittimazione di una società di gestione crediti, subentrata a una banca, a proseguire un'azione legale. La Corte ha stabilito che la produzione in giudizio del contratto di cessione, unita ad altri elementi indiziari come la dichiarazione del cedente, è sufficiente a provare l'avvenuto trasferimento del credito. Inoltre, ha confermato che l'azione revocatoria è esperibile anche a tutela di un credito non ancora liquido, se l'atto dispositivo riduce la garanzia patrimoniale del debitore. Il ricorso dei debitori è stato respinto.
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Eventus Damni: Inammissibile il Ricorso Tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due coniugi contro la sentenza che rendeva inefficace il loro fondo patrimoniale. I ricorrenti sostenevano la mancanza di 'eventus damni', ovvero di un reale pregiudizio per i creditori, introducendo però nuovi elementi di fatto solo in fase di appello e cassazione. La Corte ha ribadito che non è possibile presentare nuove questioni di fatto in sede di legittimità, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Azione revocatoria: onere della prova e mala gestio
La Corte di Cassazione si pronuncia su un'azione revocatoria promossa da un fallimento contro l'acquirente di un immobile venduto dall'ex amministratore. Quest'ultimo, responsabile di mala gestio, aveva ceduto un bene personale. La Corte ha confermato la revoca della vendita, stabilendo un principio chiave sull'onere della prova: spetta al debitore-amministratore, e non al creditore, dimostrare di possedere altri beni sufficienti a soddisfare i creditori. La trasformazione di un bene immobile in denaro è di per sé considerata un pregiudizio.
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Azione revocatoria: la prova della frode tra parenti
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha dichiarato inefficace, tramite azione revocatoria, una compravendita immobiliare tra nonna e nipote. La Corte ha ritenuto che il forte legame familiare e la convivenza tra i due fossero sufficienti a provare, tramite presunzioni, la consapevolezza della nonna del pregiudizio arrecato ai creditori del nipote, rendendo l'atto di vendita inefficace nei loro confronti.
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Azione revocatoria: donazione immobile e onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16845/2025, conferma l'inefficacia di una donazione immobiliare effettuata da un debitore ai propri familiari. Il caso riguarda un'azione revocatoria intentata da un creditore per tutelare la propria garanzia patrimoniale. La Corte ha rigettato il ricorso del debitore, stabilendo che per l'azione è sufficiente un credito anche solo potenziale o litigioso e che spetta al debitore, e non al creditore, l'onere della prova di possedere beni residui sufficienti a soddisfare il debito.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la Cassazione
Una creditrice, co-fideiussore che aveva parzialmente saldato un debito, ha agito con successo tramite azione revocatoria contro altri co-fideiussori che avevano costituito dei fondi patrimoniali per sottrarre i loro beni alla garanzia. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando i ricorsi dei debitori. La Suprema Corte ha ribadito che la costituzione del fondo patrimoniale è un atto gratuito revocabile e che, per dimostrare il pregiudizio, è sufficiente rendere più incerta la riscossione del credito, essendo irrilevante la capienza del patrimonio residuo.
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Azione revocatoria e vendita di cosa altrui: la Cassazione
Una creditrice agisce con un'azione revocatoria per rendere inefficace la vendita di un immobile effettuata dal suo debitore a una società. Il debitore si difende sostenendo che la vendita, derivante da un preliminare di vendita di cosa altrui, non ha depauperato il suo patrimonio. La Corte di Cassazione, tuttavia, dichiara il ricorso inammissibile per vizi procedurali, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano accolto l'azione revocatoria.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di un fondo patrimoniale costituito da un fideiussore e dal coniuge. Con la presente ordinanza, i giudici hanno stabilito che, ai fini dell'azione revocatoria del fondo patrimoniale, il debito del fideiussore sorge al momento della sottoscrizione della garanzia, anche se per obbligazioni future. Pertanto, la successiva costituzione del fondo è soggetta a revoca se pregiudica le ragioni dei creditori, essendo sufficiente la consapevolezza del fideiussore di arrecare tale pregiudizio.
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Riunione dei giudizi: Cassazione e azione revocatoria
Un fideiussore aveva donato degli immobili alle figlie. La società cessionaria del credito del creditore originario ha agito con successo in revocatoria nei primi due gradi di giudizio. In Cassazione, il fideiussore ha chiesto e ottenuto la riunione dei giudizi, unendo il procedimento sull'azione revocatoria a quello, già pendente, sull'accertamento del credito stesso. La Suprema Corte ha accolto l'istanza per l'evidente connessione tra le due cause, dato che l'esito della revocatoria dipende dall'effettiva esistenza del credito.
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Azione revocatoria: la prova per presunzioni
Un creditore agisce in giudizio per revocare la vendita di un immobile effettuata dal suo debitore. La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha dichiarato l'atto di vendita inefficace. Il punto centrale della decisione è la prova della consapevolezza del compratore del pregiudizio arrecato al creditore (scientia damni), dimostrata tramite presunzioni. Elementi come gli stretti legami familiari tra l'acquirente e un soggetto precedentemente diffidato, uniti alla breve distanza temporale tra la diffida e l'acquisto, sono stati ritenuti sufficienti a fondare la prova. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove presuntive spetta al giudice di merito e non può essere oggetto di un nuovo esame in sede di legittimità.
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Azione revocatoria: la prova per presunzioni
La Corte di Cassazione conferma la revoca di un atto di disposizione immobiliare, chiarendo i criteri per la prova dell'azione revocatoria. La consapevolezza del terzo acquirente (scientia damni) può essere provata tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, come la natura atipica dell'accordo e la sua prossimità temporale a una sentenza di condanna del debitore. Inoltre, spetta al debitore, e non al creditore, dimostrare che il suo patrimonio residuo è sufficiente a garantire il credito.
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Azione Revocatoria: trasferimento tra coniugi inefficace
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia di un trasferimento immobiliare tra coniugi, avvenuto il giorno dopo la notifica di un pignoramento. L'azione revocatoria del creditore ha successo perché la consapevolezza del danno (scientia damni) da parte della moglie è stata provata tramite presunzioni, come il rapporto coniugale e la sospetta tempistica dell'atto, rendendo l'operazione pregiudizievole per le ragioni creditorie.
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Azione revocatoria donazione: la decisione della Corte
Una creditrice ha avviato un'azione revocatoria per una donazione fatta dal fratello defunto ai propri figli. Poiché uno dei beni donati era in comunione legale, è stata coinvolta anche la moglie del defunto. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'azione, rigettando le eccezioni sulla mancanza di legittimazione passiva della moglie e sulla necessità di coinvolgere tutti gli eredi, i quali avevano rinunciato all'eredità. L'ordinanza chiarisce i presupposti per l'azione revocatoria in contesti familiari complessi.
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Fondo patrimoniale: la sua costituzione è revocabile
Una coppia ha costituito un fondo patrimoniale su un nuovo immobile, in sostituzione di uno precedente. I creditori hanno impugnato con successo l'atto tramite azione revocatoria. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della coppia, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La Corte ha ritenuto il ricorso carente del requisito di autosufficienza, ribadendo che la costituzione del nuovo fondo patrimoniale è un atto autonomo e potenzialmente lesivo per i creditori.
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Azione revocatoria: quando il credito è inesistente?
Un istituto di credito avvia un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile tra padre e figlio, sostenendo che l'atto ledeva le sue ragioni di credito. La Corte di Cassazione ha annullato le decisioni dei giudici di merito, accogliendo il ricorso del padre e del figlio. È stato decisivo un nuovo giudicato che ha accertato come, al momento della vendita, fosse il padre ad avere un credito verso la banca e non viceversa. Questo fatto nuovo ha eliminato il presupposto fondamentale dell'azione revocatoria, ovvero il pregiudizio per il creditore (eventus damni), rendendo l'azione improcedibile per carenza di interesse ad agire.
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Azione revocatoria: onere della prova e fideiussione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due garanti che si opponevano a un'azione revocatoria avviata da un istituto di credito. I garanti avevano costituito un fondo patrimoniale e sostenevano la nullità della fideiussione sottostante per violazione di norme antitrust. La Corte ha stabilito che l'onere di provare tale nullità e la sua incidenza sul contratto spettava ai debitori, i quali non avevano fornito prove adeguate. Inoltre, ha ribadito che per l'esercizio dell'azione revocatoria è sufficiente una semplice 'ragione di credito', non essendo necessario un suo accertamento definitivo. Il ricorso è stato giudicato come un tentativo di riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
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