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Evasione

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1212 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso per evasione: inammissibile se ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per evasione presentato da un imputato agli arresti domiciliari. Il ricorso è stato respinto perché si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già confutate dalla Corte d'Appello, la quale aveva evidenziato una palese contraddizione nelle giustificazioni fornite dall'imputato stesso al momento del controllo.
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Evasione arresti domiciliari: deviare è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione arresti domiciliari a carico di un soggetto che, autorizzato a recarsi presso gli uffici comunali, aveva ripetutamente deviato dal percorso più breve e si era allontanato in orari incompatibili con l'apertura degli uffici. La Corte ha ritenuto che tali condotte, protratte nel tempo e non giustificate, integrassero pienamente il reato, escludendo la particolare tenuità del fatto e confermando la legittimità dell'applicazione della recidiva basata sulla pericolosità complessiva del soggetto.
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Evasione arresti domiciliari: quando è reato?
Un individuo ai domiciliari, con permesso di recarsi dall'avvocato, viene trovato in un altro luogo. La Cassazione conferma la condanna per evasione arresti domiciliari, stabilendo che un allontanamento incompatibile con le finalità del permesso costituisce reato e non una semplice infrazione.
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Evasione arresti domiciliari e pertinenze: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per evasione arresti domiciliari, stabilendo che trovarsi in un cortile adiacente, recintato e non accessibile a terzi, non costituisce reato se l'ordinanza cautelare indica genericamente l'intera struttura come luogo di detenzione. La decisione si fonda sull'assenza di offensività concreta del fatto e sulla mancanza di dolo, dato che l'imputato non si è mai sottratto alla possibilità di controllo da parte delle forze dell'ordine.
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Evasione: ricorso inammissibile se ripetitivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per evasione. La decisione si fonda sul fatto che i motivi di appello erano una mera riproduzione di argomentazioni già esaminate e respinte in precedenza, senza introdurre nuovi elementi critici. La Corte ha inoltre sottolineato come i numerosi precedenti penali dell'imputato, inclusi altri casi di evasione, escludessero la possibilità di considerare la condotta come occasionale, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per evasione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano semplici ripetizioni di argomentazioni già respinte in appello, in particolare la presunta lieve offensività del fatto (essersi allontanato per una passeggiata). Inoltre, la doglianza sulla prescrizione è stata ritenuta infondata, poiché il calcolo non teneva conto dei periodi di sospensione del processo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: malore esclude la colpa?
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per il reato di evasione a carico di una donna agli arresti domiciliari. La donna, dopo un'udienza in tribunale, era stata trovata priva di sensi sulla strada che conduceva al suo domicilio a causa di un probabile malore. La Corte ha stabilito che la sentenza di condanna era illegittima perché non aveva considerato che il malore improvviso potesse averle impedito di rientrare, escludendo così la volontà di sottrarsi alla misura cautelare.
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Liberazione anticipata: no se si evade dai domiciliari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto agli arresti domiciliari che si era visto negare la liberazione anticipata. La decisione si fonda su una duplice evasione, non giustificata da una certificazione medica ritenuta troppo generica perché priva di indicazioni orarie precise. La Corte ha ribadito che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito e che il ricorso non può mirare a un riesame delle prove.
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Evasione arresti domiciliari: fermarsi non è reato
Un individuo ai domiciliari, autorizzato a recarsi al Sert, era stato condannato per evasione per essersi fermato ad acquistare stupefacenti sulla via del ritorno. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, specificando che il reato di evasione arresti domiciliari si configura solo con una completa elusione della sorveglianza, non con una semplice sosta lungo il percorso autorizzato che non comporti una deviazione significativa.
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Permesso premio: quando la fuga diventa evasione
Una detenuta ottiene un permesso premio ma fugge. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il suo ricorso, confermando che l'assenza protratta per giorni, ben oltre le 12 ore previste dalla legge, costituisce il reato di evasione e non una semplice violazione disciplinare. La sentenza chiarisce il confine tra illecito disciplinare e penale in caso di mancato rientro.
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Conversione ricorso in appello: vizio di motivazione
Un imputato, condannato per evasione, presenta ricorso in Cassazione lamentando la mancanza di motivazione della sentenza di primo grado. La Suprema Corte, rilevando che le doglianze riguardano un vizio di motivazione e non una violazione di legge, dispone la conversione del ricorso in appello, trasmettendo gli atti alla corte territoriale competente. La decisione si fonda sull'articolo 569 del codice di procedura penale, che prevede la riqualificazione dell'impugnazione quando vengono dedotti motivi non consentiti per il tipo di ricorso prescelto.
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Reato continuato: evasione e disegno criminoso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato tra due episodi di evasione. La Corte ha ribadito che la vicinanza temporale e l'identità del reato non bastano a provare un 'medesimo disegno criminoso', che deve essere programmato prima del primo illecito e non può essere confuso con una generica insofferenza allo stato detentivo.
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Evasione arresti domiciliari: la sosta non autorizzata
La Corte di Cassazione ha stabilito che commette il reato di evasione arresti domiciliari chi, pur avendo un permesso per recarsi in ospedale, effettua una sosta non autorizzata in un luogo estraneo al percorso consentito. La Corte ha annullato la decisione del giudice di merito che non aveva convalidato l'arresto, chiarendo che la valutazione della polizia deve essere fatta 'ex ante', cioè sulla base delle circostanze note al momento del fatto, e non sulle giustificazioni fornite successivamente dall'indagato.
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Particolare tenuità del fatto: sì all’assoluzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore contro un'assoluzione per evasione. La decisione si fonda sul principio della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), valorizzando lo stato di fragilità psicologica dell'imputato come elemento chiave per valutare la ridotta offensività della sua condotta, nonostante si fosse allontanato per un'intera notte dal luogo di detenzione domiciliare.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per evasione. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici e meramente ripetitivi di quelli già respinti in appello. La Corte ha confermato che i precedenti penali dell'imputato giustificavano il diniego di benefici come la particolare tenuità del fatto e la sospensione condizionale della pena.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per evasione. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa di un precedente specifico per lo stesso reato, del tentativo di manomettere il braccialetto elettronico e della violazione di altre misure di prevenzione. L'ordinanza sottolinea che tali comportamenti sono incompatibili con il riconoscimento della lieve entità del reato.
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Attenuanti generiche: non sono un diritto automatico
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La richiesta di attenuanti generiche è stata respinta perché non sono un diritto automatico e devono basarsi su elementi positivi, assenti a fronte di una condotta grave come il taglio del braccialetto elettronico.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché generico e ripetitivo. L'imputato, condannato per evasione, non ha contestato le motivazioni della Corte d'Appello sul diniego della particolare tenuità del fatto, rendendo il suo ricorso una mera riproposizione dei motivi precedenti. Di conseguenza, è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: no con precedenti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per evasione. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa dei reiterati precedenti penali specifici dell'imputato, che per legge escludono la concessione del beneficio.
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Evasione arresti domiciliari: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per evasione dagli arresti domiciliari. Nonostante l'imputato sostenesse la lieve entità del fatto per essersi allontanato solo per pochi minuti, la Corte ha confermato la decisione di merito, evidenziando che la presenza in strada con altri soggetti e l'incertezza sulla durata e motivo dell'allontanamento escludono la particolare tenuità.
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