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Evasione

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1212 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Evasione: inammissibilità del ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. La decisione evidenzia come la mancanza di specificità e correlazione tra i motivi di ricorso e la sentenza impugnata precluda l'esame di legittimità, comportando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso per cassazione: i motivi
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso per cassazione presentato da un imputato condannato per il reato di evasione ex art. 385 c.p. La Suprema Corte ha rilevato che i motivi di doglianza erano del tutto generici, mancando di una reale correlazione critica con le motivazioni espresse dalla Corte d'Appello. Oltre al rigetto del ricorso, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Pene sostitutive: quando richiederle in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per evasione che lamentava un malfunzionamento del citofono e la mancata applicazione delle pene sostitutive. La Corte ha stabilito che la richiesta di pene sostitutive deve essere specifica e formulata tempestivamente durante il giudizio di merito, non potendo essere invocata in modo generico in sede di legittimità, ferma restando la possibilità di adire il giudice dell'esecuzione.
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Reato di evasione: no alla tenuità per il gratta e vinci
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. Il soggetto si era allontanato dal luogo di detenzione domiciliare per acquistare un biglietto 'gratta e vinci'. La Suprema Corte ha stabilito che tale condotta non può beneficiare della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'art. 131-bis c.p., a causa della futilità del motivo. Inoltre, i motivi del ricorso sono stati giudicati generici e volti a una inammissibile rivalutazione dei fatti in sede di legittimità.
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Reato di evasione e prova della visita medica
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione nei confronti di un uomo sorpreso fuori dal proprio domicilio durante un controllo di Polizia. L'imputato, trovato a bordo di un'auto in compagnia di un soggetto pregiudicato, aveva tentato di giustificare l'allontanamento adducendo la necessità di recarsi a una visita medica. Tuttavia, la difesa non ha fornito alcuna prova documentale, come una prenotazione sanitaria, a supporto di tale tesi. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché volto a una inammissibile rivalutazione dei fatti già accertati nei gradi di merito.
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Reato di evasione: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un'imputata condannata per il reato di evasione. La difesa lamentava una carenza di motivazione della sentenza d'appello in merito al trattamento sanzionatorio. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che tale questione non era stata oggetto di specifica impugnazione nel precedente grado di giudizio. In virtù del principio del devoluto, il giudice d'appello non è tenuto a motivare su aspetti della sentenza di primo grado che non sono stati contestati dalle parti. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto e reato di evasione.
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso contro una condanna per evasione e false dichiarazioni, negando l'applicazione della particolare tenuità del fatto. I giudici hanno stabilito che la valutazione della scarsa offensività non richiede l'analisi di ogni parametro legale, essendo sufficiente evidenziare elementi allarmanti come la durata dell'allontanamento e la commissione di un secondo reato per occultare il primo. Tali circostanze denotano un'intensità del dolo incompatibile con il beneficio richiesto.
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Pericolosità generica e confisca: i nuovi limiti.
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della pericolosità generica applicata alla confisca di prevenzione. Il caso riguarda un imprenditore inizialmente sospettato di legami mafiosi, accusa poi caduta, ma colpito da confisca per reati tributari e autoriciclaggio. La Suprema Corte ha annullato il provvedimento, stabilendo che lo status di evasore seriale non basta a giustificare la misura patrimoniale. È necessario dimostrare che il soggetto abbia vissuto abitualmente con i proventi illeciti, distinguendo tra profitti derivanti da attività criminali e semplice risparmio d'imposta su redditi di origine lecita.
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Evasione: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per evasione. Il ricorrente ha contestato la responsabilità e il diniego delle attenuanti in modo generico, senza confrontarsi con le motivazioni della sentenza di appello. La Corte ha confermato che l'allontanamento arbitrario, unito ai precedenti e alla recidiva, giustifica il rigetto delle attenuanti.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un imputato che aveva contestato la sentenza di appello attraverso otto motivi di ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione, rilevando che le notifiche erano regolari e che la mancata indicazione di specifici pregiudizi rendeva nulle le eccezioni procedurali. Particolare rilievo assume il rigetto della prescrizione: essendo maturata dopo la sentenza di secondo grado, l'inammissibilità del ricorso ne ha precluso il rilievo in sede di legittimità.
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Evasione: basta un breve allontanamento da casa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La difesa sosteneva che l'allontanamento dal domicilio fosse di breve durata e avvenuto in un ambito territoriale circoscritto, rendendo il fatto non punibile. Tuttavia, i giudici hanno ribadito che ogni allontanamento non autorizzato dal luogo di detenzione configura il reato, indipendentemente dal tempo trascorso fuori o dalla distanza percorsa, confermando la condanna e le sanzioni pecuniarie.
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Dolo generico ed evasione: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione, nonostante la precedente assoluzione per particolare tenuità del fatto. Il fulcro della decisione risiede nella conferma del dolo generico come elemento sufficiente per la configurazione del reato. La Suprema Corte ha ribadito che i motivi personali o le finalità specifiche che spingono un soggetto ad allontanarsi dal luogo di detenzione sono del tutto irrilevanti ai fini della responsabilità penale, essendo necessaria e sufficiente la sola volontà di sottrarsi alla restrizione della libertà personale.
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Reato di evasione: l’attenuante del rientro
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che si era allontanato dagli arresti domiciliari. Il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento dell'attenuante del rientro spontaneo prevista dall'art. 385 comma 4 c.p., ma la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché la difesa non ha contestato in modo specifico le motivazioni del giudice d'appello, limitandosi a riproporre argomentazioni già esaminate e respinte.
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Reato di evasione: quando la condanna è inevitabile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che si era allontanato dal luogo degli arresti domiciliari. La difesa aveva richiesto l'applicazione della particolare tenuità del fatto e dell'attenuante per il rientro spontaneo. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto il ricorso inammissibile poiché i precedenti penali dell'imputato dimostravano un'abituale insofferenza alle regole. Inoltre, l'intensità del dolo e la gravità della condotta hanno reso irrilevante il ritorno volontario presso il domicilio, escludendo così ogni sconto di pena.
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Attenuanti generiche: quando vengono negate
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La difesa contestava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, ma la Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito. Il diniego è stato motivato dalla totale assenza di elementi positivi a favore del ricorrente e dalla presenza di numerosi precedenti penali, che rendono logicamente corretta l'esclusione di benefici sulla pena.
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Recidiva e condanna: la Cassazione sul ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dalla difesa. Il fulcro della controversia riguardava la contestazione della recidiva, che il ricorrente riteneva non correttamente indicata negli atti processuali. I giudici di legittimità hanno invece accertato che il decreto di citazione a giudizio menzionava esplicitamente l'aggravante, garantendo la piena corrispondenza tra l'accusa formulata e la sentenza emessa. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: ricorso dichiarato inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per reato di evasione. I giudici hanno stabilito che i motivi presentati dalla difesa erano meramente reiterativi di quanto già discusso e correttamente risolto nei gradi di merito. La sentenza conferma la responsabilità penale basata su un solido materiale probatorio e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva reiterata e divieto di attenuanti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La difesa contestava il mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche rispetto alla **recidiva reiterata**. Gli Ermellini hanno ribadito che, ai sensi della normativa vigente, esiste un divieto assoluto di prevalenza delle circostanze attenuanti quando sussiste una recidiva specifica e reiterata, confermando la condanna e infliggendo una sanzione pecuniaria per la manifesta infondatezza del ricorso.
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Reato di evasione: la Cassazione sui domiciliari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la condanna per il reato di evasione commesso da un soggetto che si era allontanato dalla custodia domiciliare. La Suprema Corte ha rilevato che i motivi di ricorso erano generici e meramente riproduttivi di quanto già esaminato in appello. È stata confermata la sussistenza dell'elemento soggettivo, in quanto l'imputato ha agito con la piena coscienza e volontà di violare le prescrizioni. Inoltre, è stata confermata l'esclusione delle attenuanti generiche a causa dei numerosi precedenti penali specifici del ricorrente.
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Reato di evasione: quando scatta la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione nei confronti di un soggetto che si era allontanato dal proprio domicilio senza autorizzazione. I giudici hanno ribadito che la durata dello spostamento e la distanza percorsa sono del tutto irrilevanti ai fini della configurazione del delitto. Inoltre, è stata ritenuta corretta l'esclusione delle attenuanti generiche a causa dei numerosi precedenti penali specifici dell'imputato, rendendo il ricorso inammissibile.
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