La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione del reato di evasione in presenza dell'aggravante della recidiva reiterata. Un tribunale di merito aveva dichiarato estinti i reati contestati a un imputato, calcolando un termine di sette anni e sei mesi. Tuttavia, il Procuratore Generale ha impugnato la decisione, evidenziando che l'imputato era gravato dalla recidiva reiterata, circostanza che comporta un aumento dei termini di prescrizione fino a due terzi. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il giudice non può ignorare le aggravanti contestate nel calcolo del tempo necessario all'estinzione del reato. Poiché la recidiva non era stata esclusa, il termine corretto sarebbe stato di dieci anni. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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