La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione dalla detenzione domiciliare. I giudici hanno stabilito che l'intento colpevole (dolo) consiste nella semplice e consapevole violazione dell'obbligo di rimanere a casa, senza che sia necessaria una specifica finalità. Inoltre, hanno confermato che non esiste una durata minima dell'allontanamento, come le dodici ore, affinché il reato sia configurabile nel caso di esecuzione domiciliare della pena.
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