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Evasione Domiciliare

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Evasione domiciliare: non rispondere al citofono basta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26494/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per evasione domiciliare per non aver risposto al citofono e alla porta durante un controllo di polizia. Secondo la Corte, la mancata risposta a tentativi di contatto ripetuti e insistenti per un tempo prolungato è sufficiente per presumere legittimamente l'allontanamento dal luogo di detenzione, rendendo la giustificazione di non aver sentito il campanello una mera congettura non in grado di far sorgere un ragionevole dubbio.
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Evasione domiciliare per una birra: le motivazioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto agli arresti domiciliari, uscito di casa di notte per fumare e bere una birra. La Corte ha confermato che tale condotta costituisce reato di evasione domiciliare, escludendo la non punibilità per tenuità del fatto e le attenuanti generiche, a causa della volontarietà dell'azione, dell'orario notturno e dei precedenti dell'imputato.
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Evasione domiciliare: ogni allontanamento è reato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10774/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per il reato di evasione domiciliare. La Corte ha ribadito che, nel caso di esecuzione della pena presso il domicilio ai sensi della L. 199/2010, qualsiasi allontanamento, indipendentemente dalla sua durata, configura il reato. Non trova applicazione la norma che esclude la punibilità per assenze inferiori alle dodici ore.
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Evasione domiciliare: la gravità della condotta
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per evasione domiciliare nei confronti di un individuo che, durante l'allontanamento, aveva aggredito una persona. La Corte ha ritenuto che la gravità della condotta durante la fuga escluda l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e giustifichi l'applicazione della recidiva, in quanto indice di una maggiore pericolosità sociale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Evasione domiciliare: fuga e precedenti escludono tenuità
Un soggetto condannato per evasione domiciliare ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando vizi di notifica e chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la fuga successiva all'evasione e i precedenti penali dell'imputato dimostrano un'intensità del dolo e una gravità della condotta tali da escludere sia la tenuità del fatto sia la concessione delle attenuanti generiche.
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