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Evasione (Art. 385 C.P.)

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44 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Evasione e particolare tenuità del fatto: ricorso generico bocciato
Una persona, condannata per evasione, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo è che l'impugnazione era generica e si limitava a ripetere argomenti già esaminati e respinti correttamente dal giudice precedente. La sentenza stabilisce che non è possibile ottenere il beneficio della particolare tenuità del fatto con un ricorso privo di specificità. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Evasione e particolare tenuità del fatto: condanna confermata
Una persona condannata per il reato di evasione dagli arresti domiciliari ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato chiedeva di non essere punito invocando la 'particolare tenuità del fatto', sostenendo che la sua violazione fosse di minima importanza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ritenuto che i motivi del ricorso fossero generici e semplici ripetizioni di argomentazioni già respinte correttamente nei gradi precedenti. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Evasione e Particolare Tenuità del Fatto: Condanna Confermata
Un imputato, condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che i motivi presentati erano generici e si limitavano a ripetere argomentazioni già esaminate e respinte correttamente nel giudizio precedente. Di conseguenza, la condanna per evasione è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione. La sentenza sottolinea che per invocare la particolare tenuità del fatto è necessario un ricorso specifico e non una mera riproposizione di censure già valutate.
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Fame o Furto? No all’evasione per stato di necessità
Un uomo agli arresti domiciliari esce di casa senza permesso, sostenendo di dover comprare cibo. Viene però trovato alla guida di un'auto con borse schermate per eludere i sistemi antitaccheggio. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna per il reato di evasione. I giudici hanno escluso l'ipotesi di evasione per stato di necessità, poiché l'uomo aveva già un'autorizzazione per le sue esigenze alimentari e le modalità della sua uscita (l'uso di borse per furti) dimostravano un'intenzione diversa dal semplice bisogno di cibo. L'appello dell'imputato è stato quindi respinto.
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