LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Evasione (Art. 385 C.P.)

44 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il reato commesso da chi, legalmente arrestato o detenuto, si allontana dal luogo di custodia, come l'abitazione in caso di arresti domiciliari.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reato di evasione: la Cassazione blocca il ricorso sul fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di evasione ex art. 385 c.p. L'uomo contestava l'accertamento della propria responsabilità penale stabilito nei precedenti gradi di merito. I giudici supremi hanno rilevato che l'impugnazione riproponeva mere questioni di fatto già ampiamente e correttamente disattese dalla Corte d'Appello. La Cassazione ha ribadito l'impossibilità di rivalutare le prove in sede di legittimità, confermando in via definitiva la condanna e sanzionando il ricorrente con il pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: stop alla lieve entità per la fuga in auto
Un uomo sottoposto a restrizione della libertà personale si allontana dal domicilio alla guida di un veicolo, percorrendo diversi chilometri senza fornire alcuna giustificazione. Accusato del reato di evasione, l'imputato contesta la regolarità della notifica del processo d'appello e richiede l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici confermano la piena validità della notifica ritualmente ritirata presso la casa comunale. Inoltre, la Suprema Corte stabilisce che la fuga per svariati chilometri in automobile impedisce di qualificare l'episodio come lieve, confermando la condanna e imponendo il versamento di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile per evasione: Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile per evasione, confermando la condanna a otto mesi di reclusione. Il Lavoratore aveva impugnato la sentenza di appello che lo riteneva responsabile del reato di evasione (art. 385 c.p.) e negava le attenuanti generiche. La Cassazione ha ritenuto i motivi del ricorso generici e già adeguatamente valutati dai giudici precedenti. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende. Questo caso evidenzia l'importanza di presentare ricorsi specifici e ben motivati.
Continua »
Reato di evasione: confermata la condanna per allontanamento
Un soggetto sottoposto a misura cautelare restrittiva si allontana arbitrariamente dal luogo prescritto, integrando così il reato di evasione. I giudici di merito accertano la condotta e pronunciano la condanna. L'imputato presenta ricorso contestando la valutazione delle prove e sostenendo il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. I giudici di legittimità dichiarano il ricorso inammissibile: la ricostruzione dei fatti risulta logica e priva di vizi, mentre le richieste difensive si riducono a mere censure di merito non proponibili. Inoltre, le attenuanti risultano già concesse dai gradi precedenti. L'interessato perde il ricorso e subisce la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato di evasione: arresti violati per il bar e ricorso respinto
Un uomo agli arresti domiciliari si è allontanato dalla propria abitazione ed è stato sorpreso dalle forze dell'ordine all'interno di un chiosco-bar, a seguito di una segnalazione anonima. I giudici di merito hanno confermato la condanna per il reato di evasione, escludendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa delle modalità della condotta e dell'incertezza sulla reale durata dell'allontanamento. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione, contestando la sussistenza della volontà colpevole e riproponendo questioni di fatto già respinte. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il divieto di riesaminare il merito delle prove in sede di legittimità e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione inammissibile: confermata la condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato l'impugnazione proposta da un imputato condannato per il reato di evasione. La difesa contestava la valutazione delle prove e la sussistenza della responsabilità penale, senza tuttavia formulare specifiche critiche ai passaggi logici della pronuncia di secondo grado. I giudici supremi hanno dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile a causa della totale genericità delle doglianze presentate. La decisione ha comportato la definitività della condanna, oltre al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione e ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un individuo condannato nei gradi di merito per il reato di evasione. L'imputato ha proposto ricorso denunciando l'errata ricostruzione dei fatti, l'assenza dell'elemento soggettivo del dolo e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. I giudici supremi hanno respinto ogni contestazione, dichiarando il ricorso totalmente inammissibile. La Suprema Corte ha ribadito che la sede di legittimità non consente una rilettura degli elementi di prova già ampiamente vagliati dai giudici territoriali, specie quando le censure risultano generiche e prive di un confronto reale con la sentenza impugnata. L'imputato perde definitivamente la causa ed è condannato alle spese di giustizia e a una sanzione di tremila euro.
Continua »
Reato di evasione: condanna confermata e sanzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. L'uomo contestava l'applicazione della recidiva, il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e la presunta estinzione del reato per intervenuta prescrizione. I giudici supremi hanno rilevato che i motivi del ricorso erano generici e riproducevano semplicemente le censure già respinte nei precedenti gradi di giudizio, senza confrontarsi criticamente con la decisione impugnata. La Corte ha inoltre accertato che il termine di prescrizione non era maturato prima della pronuncia d'appello. L'imputato ha perso definitivamente la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese legali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: ricorso generico e sanzione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato condannato in appello per il reato di evasione. L'individuo ha proposto ricorso lamentando l'errata valutazione delle prove, la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e il diniego delle attenuanti generiche. I giudici di legittimità hanno respinto l'impugnazione, ritenendo i motivi proposti del tutto generici e meramente riproduttivi delle tesi già disattese nei gradi di merito. Il ricorso non ha formulato specifiche obiezioni contro la motivazione del provvedimento impugnato. La Suprema Corte ha dunque dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna definitiva per il reato di evasione e imponendo al ricorrente il pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: ricorso generico e condanna confermata
La Corte di Cassazione ha esaminato l'impugnazione presentata da un imputato condannato per il reato di evasione. La difesa contestava il mancato rispetto dei termini a comparire nel processo e criticava la ricostruzione della colpevolezza già accertata nei gradi precedenti. I giudici di legittimità hanno giudicato le doglianze generiche e prive di un reale confronto con le spiegazioni fornite dai giudici territoriali. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile l'impugnazione, confermando la condanna penale e disponendo il pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende a carico del ricorrente.
Continua »
Evasione e particolare tenuità del fatto: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un uomo condannato per il delitto di evasione, il quale ha presentato ricorso richiedendo il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il ricorrente ha contestato la decisione dei giudici di merito senza però affrontare in modo specifico le argomentazioni della sentenza di condanna. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso totalmente inammissibile: le censure formulate si sono limitate a riprodurre le medesime lamentele già ampiamente respinte in secondo grado e sono risultate generiche. L'imputato ha perso definitivamente il giudizio ed è stato condannato al pagamento delle spese legali del processo, oltre al versamento di una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Recidiva reiterata e specifica: confermato l’aumento per evasione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un uomo condannato per il reato di evasione. L'imputato ha proposto ricorso contestando l'applicazione dell'aumento di pena legato alla recidiva reiterata e specifica, chiedendone l'esclusione. I giudici di legittimità hanno dichiarato l'inammissibilità totale dell'impugnazione. Il motivo del ricorso si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza criticare in modo mirato la decisione impugnata. La presenza di numerosi precedenti penali, tra cui uno specifico per lo stesso reato, dimostra infatti una crescente pericolosità del soggetto che giustifica pienamente la sanzione più severa. Il condannato deve pagare le spese legali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: confermata la condanna senza scriminanti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. La difesa contestava la mancata applicazione dello stato di necessità, del reato impossibile, della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche. I giudici di legittimità hanno rilevato che i motivi miravano a una rivalutazione dei fatti già motivati dalla Corte di Appello. Il protrarsi dell'allontanamento e la presenza di precedenti penali specifici hanno confermato l'abitualità della condotta, escludendo ogni beneficio e determinando la condanna al pagamento delle spese e dell'ammenda.
Continua »
Allontanamento in bici e reato di evasione dai domiciliari
Un uomo sottoposto a detenzione domiciliare si è allontanato dalla propria abitazione a bordo di una bicicletta senza alcuna autorizzazione. Le forze dell'ordine hanno accertato la sua assenza durante un controllo, verificando l'intero perimetro dell'immobile e raccogliendo la testimonianza della madre, la quale ha confermato l'allontanamento del figlio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando la sussistenza del reato di evasione. I giudici hanno ritenuto generiche le censure difensive e hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: comprare medicine non evita la condanna
Un imputato agli arresti domiciliari è uscito dalla propria abitazione in anticipo rispetto all'orario autorizzato dal giudice, sostenendo la necessità di acquistare medicinali urgenti per la madre. I giudici hanno confermato la condanna per il reato di evasione, rilevando l'assenza di prove sullo stato di urgenza al momento del controllo. L'eventuale emergenza sanitaria doveva essere gestita tramite i servizi sanitari pubblici. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando l'uomo al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: confermata la condanna senza attenuanti
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. Il ricorrente contestava la decisione della Corte di Appello, lamentando la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche e ribadendo censure già respinte nei precedenti gradi di giudizio. I Supremi Giudici hanno rilevato la totale genericità dei motivi di impugnazione. L'imputato non ha fornito argomenti nuovi né ha evidenziato elementi positivi idonei a ridurre la sanzione. La gravità oggettiva della violazione commessa giustifica pienamente il diniego delle attenuanti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato l'imputato al pagamento delle spese legali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione conferma il controllo elettronico
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di una persona sottoposta agli arresti domiciliari con controllo a distanza. La difesa sosteneva un presunto malfunzionamento del braccialetto elettronico. I giudici di merito hanno invece accertato la perfetta efficienza del dispositivo, il quale ha registrato con precisione l'uscita non autorizzata dall'abitazione e il successivo rientro avvenuto solo dopo l'intervento delle forze dell'ordine. I giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputata, condannandola al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Inammissibilità del ricorso per cassazione: stop ai benefici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione presentato da un uomo condannato per il reato di evasione. Il ricorrente contestava la configurabilità del reato e lamentava il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto, motivo quest'ultimo mai proposto in appello. Con motivi aggiuntivi, chiedeva inoltre l'applicazione del lavoro sostitutivo introdotto dalla riforma Cartabia. I giudici di legittimità hanno stabilito che l'inammissibilità originaria del ricorso principale preclude l'esame di qualsiasi motivo nuovo, anche se basato su norme sopravvenute più favorevoli. Tali benefici sanzionatori potranno essere richiesti esclusivamente davanti al giudice dell'esecuzione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Evasione Notturna: Condanna Confermata, Negata la Tenuità del Fatto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per evasione di un uomo agli arresti domiciliari. L'imputato si era allontanato dalla sua abitazione di notte per un lungo periodo e senza alcuna giustificazione. La sua richiesta di applicare la causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto è stata respinta. I giudici hanno stabilito che le modalità dell'azione (orario notturno, durata prolungata) e i precedenti penali dell'uomo impedivano di considerare il reato come lieve. La sentenza chiarisce che la valutazione sulla tenuità del fatto per evasione deve tenere conto di tutti gli elementi concreti che ne dimostrano la gravità, escludendo ogni automatismo.
Continua »
Evasione per curare i cani: Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per evasione dagli arresti domiciliari di un uomo trovato fuori dalla sua abitazione, in un'area recintata esterna. L'imputato si era giustificato sostenendo di doversi prendere cura dei suoi cani. I giudici hanno ritenuto questa motivazione irrilevante, poiché l'allontanamento era avvenuto senza alcuna autorizzazione del magistrato. La sentenza stabilisce un principio chiaro: nessuna esigenza personale, nemmeno la cura degli animali, può giustificare la violazione degli arresti domiciliari se non è stata preventivamente autorizzata dall'autorità giudiziaria. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva.
Continua »