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Etilometro

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167 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: prova e art. 131-bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso relativo a una condanna per guida in stato di ebbrezza, confermando che l'esito positivo dell'etilometro costituisce piena prova. Ha inoltre escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa della condotta di guida concretamente pericolosa dell'imputato, che aveva perso il controllo del veicolo creando un grave rischio per la circolazione.
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Funzionamento etilometro: la Cassazione decide
Un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza ha contestato il funzionamento etilometro per mancata taratura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la semplice assenza di revisione periodica non basta a invalidare il test se non si forniscono prove concrete di un malfunzionamento. La Corte ha inoltre confermato la mancata applicazione della causa di non punibilità per tenuità del fatto, a causa della pericolosità della condotta complessiva.
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Onere della prova etilometro: la Cassazione decide
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha contestato in Cassazione la validità del test alcolemico. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere della prova etilometro, in caso di presunto malfunzionamento, grava sulla difesa. È stata inoltre negata l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dell'elevato tasso alcolemico e dei danni provocati.
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Onere della prova etilometro: a chi spetta dimostrarlo?
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha contestato la validità dell'alcoltest. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'esito positivo dell'etilometro è una prova valida. L'onere della prova etilometro, ovvero dimostrare il suo malfunzionamento o la mancanza di revisioni, ricade interamente sulla difesa dell'imputato, non sull'accusa.
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Etilometro non revisionato: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per guida in stato di ebbrezza a causa di un etilometro non revisionato da oltre due anni. La sentenza sottolinea che, di fronte a specifiche contestazioni della difesa sull'affidabilità dello strumento, il giudice non può ignorarle. È stato inoltre censurato il diniego delle prove testimoniali della difesa, ritenuto una violazione del diritto di difesa. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Avviso difensore etilometro: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista sanzionato tramite etilometro, il quale lamentava la violazione del diritto di difesa. Il motivo centrale era il presunto mancato avviso difensore etilometro. La Corte ha stabilito che il ricorso era generico, non supportato da prove adeguate e che, di fatto, l'avviso era stato regolarmente dato e rifiutato. L'inammissibilità ha impedito anche la declaratoria di prescrizione del reato.
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Guida in stato di ebbrezza: prova e art. 131-bis
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Confermato che l'esito dell'alcoltest è prova sufficiente e spetta alla difesa dimostrare il malfunzionamento dell'etilometro. Esclusa anche la particolare tenuità del fatto per l'elevata pericolosità della condotta.
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Ricorso Etilometro: Inammissibile se Generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorso etilometro è stato respinto poiché i motivi erano generici, ripetitivi di questioni già decise e non specificamente critici verso la sentenza d'appello. La Corte ha ribadito che, a fronte di un test positivo, l'onere di provare il malfunzionamento dello strumento ricade sull'imputato. È stata inoltre confermata la non applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data l'elevata pericolosità della condotta.
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Onere della prova etilometro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21474/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. L'imputato contestava l'affidabilità dell'etilometro per mancata prova della taratura. La Corte ha ribadito che l'esito positivo del test è prova sufficiente, e spetta alla difesa l'onere della prova etilometro, ossia dimostrare concretamente il suo malfunzionamento o l'assenza dei controlli periodici.
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Guida in stato di ebbrezza: etilometro prova regina
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico molto elevato. La sentenza ribadisce la piena affidabilità dell'etilometro come prova legale, specificando che spetta all'imputato l'onere di contestare specificamente il suo malfunzionamento. La Corte ha inoltre ritenuto congrua la pena inflitta, poiché rientrante nella media edittale prevista per il reato aggravato.
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Onere della prova etilometro: la scelta del rito è decisiva
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata. La Corte ha stabilito che, scegliendo il rito abbreviato non condizionato, l'imputato accetta implicitamente la validità delle prove raccolte, inclusi i risultati del test alcolemico. Di conseguenza, l'onere della prova etilometro, ovvero dimostrare il suo malfunzionamento, ricade sull'imputato e non più sulla pubblica accusa.
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Guida in stato di ebbrezza: onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico molto elevato. La Corte ha ribadito che l'onere di provare il malfunzionamento dell'etilometro spetta alla difesa e ha chiarito che il periodo di sospensione cautelare della patente viene detratto da quello definitivo inflitto dal giudice.
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Onere della prova etilometro: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorrente contestava l'affidabilità dell'etilometro, ma la Corte ha ribadito che l'onere della prova etilometro spetta all'imputato. Non è sufficiente una generica contestazione del funzionamento del dispositivo, ma è necessario fornire prove concrete di vizi o difetti di strumentazione per invalidare il test.
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Ricorso inammissibile: genericità dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorso è stato respinto perché i motivi erano generici: le critiche al funzionamento dell'etilometro sono state giudicate infondate e gli altri motivi non contestavano specificamente le argomentazioni della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rifiuto etilometro: quando si configura il reato?
La Corte di Cassazione chiarisce che il reato per il rifiuto etilometro si perfeziona con la semplice manifestazione di volontà del conducente di non sottoporsi al test, anche se gli agenti non dispongono immediatamente dell'apparecchio. Nel caso di specie, un automobilista, fermato per guida pericolosa e con evidenti sintomi di alterazione, ha visto il suo ricorso dichiarato inammissibile perché il suo rifiuto verbale è stato considerato sufficiente a integrare il reato, essendo irrilevante la mancata disponibilità sul posto dell'etilometro.
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Onere della prova etilometro: chi deve provarlo?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Si ribadisce che l'onere della prova etilometro, riguardo a un suo presunto malfunzionamento, grava sull'imputato, che deve fornire prove specifiche e non mere contestazioni generiche. Negata anche l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa del tentativo di fuga dell'imputato.
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Guida in stato di ebbrezza: quando il ricorso è nullo
Un'automobilista ricorre in Cassazione contro una condanna per guida in stato di ebbrezza, aggravata da un incidente notturno. I motivi del ricorso, incentrati sulla validità dell'etilometro e sulla presunta violazione del diritto di difesa, vengono respinti. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che spetta all'imputato contestare specificamente il malfunzionamento dell'apparecchio e che non è possibile una rivalutazione dei fatti in sede di legittimità. Viene inoltre negata l'applicabilità della 'particolare tenuità del fatto' a causa della gravità della condotta.
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Guida in stato di ebbrezza: onere della prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Si ribadisce che l'esito positivo dell'alcoltest costituisce piena prova e l'onere di dimostrare il malfunzionamento dello strumento grava sulla difesa. Le argomentazioni difensive, se mera ripetizione di quelle già respinte in appello, non sono ammissibili.
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Attenuanti generiche: la Cassazione annulla sentenza
Un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza ricorre in Cassazione. La Suprema Corte accoglie parzialmente il ricorso, annullando la sentenza d'appello per un vizio di motivazione. Il giudice di secondo grado, infatti, aveva omesso di spiegare le ragioni del diniego delle attenuanti generiche, un punto specifico sollevato dalla difesa. La Corte ha quindi rinviato il caso ad un'altra sezione della Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo aspetto, rigettando le altre doglianze.
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Guida in stato di ebbrezza: alcoltest valido sempre?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. L'ordinanza chiarisce che la dicitura 'volume insufficiente' sullo scontrino dell'alcoltest non invalida la prova se l'apparecchio non segnala un errore e rileva un tasso alcolemico superiore ai limiti. Viene inoltre confermata la nozione ampia di 'incidente stradale', che include anche la semplice fuoriuscita dalla carreggiata senza il coinvolgimento di terzi, quale circostanza aggravante del reato.
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