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Eterogeneità Delle Sostanze

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La presenza simultanea di diversi tipi di sostanze stupefacenti, considerata un indizio che la detenzione non sia finalizzata al consumo personale ma alla vendita a consumatori con preferenze diverse.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Spaccio di lieve entità: troppe dosi e droghe diverse dicono no
L'Imputato veniva trovato in possesso di cocaina, marijuana e hashish, quest'ultimo sufficiente per oltre quattromila dosi, oltre a materiale da taglio. Sebbene il primo giudice avesse qualificato il fatto come spaccio di lieve entità, la Corte d'Appello riformava la decisione escludendo tale attenuante a causa dell'elevato numero di dosi e della diversità delle droghe. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che per concedere lo spaccio di lieve entità occorre una valutazione globale di tutti gli elementi, e che la presenza di droghe diverse e in quantità rilevanti impedisce di considerare il fatto di minore gravità. L'Imputato è stato condannato a tre anni di reclusione, a una multa di 14.000 euro e al pagamento delle spese processuali.
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Lieve entità dello spaccio: l’organizzazione nega lo sconto
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due soggetti condannati per spaccio di stupefacenti, confermando l'esclusione della circostanza della lieve entità dello spaccio. Gli imputati avevano richiesto la riqualificazione del reato, ma i giudici di merito hanno accertato un'attività organizzata, continuativa e con canali stabili di approvvigionamento. La Suprema Corte ha ribadito che la diversità delle sostanze trattate non esclude automaticamente la lieve entità dello spaccio, ma richiede una valutazione complessiva di tutti gli elementi concreti. Nel caso specifico, l'organizzazione e la frequenza delle cessioni giustificano l'applicazione della pena ordinaria.
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Lieve entità nel reato di spaccio: quando la varietà nega lo sconto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati che chiedevano il riconoscimento della lieve entità nel reato di spaccio. I giudici hanno confermato l'esclusione di questa attenuante a causa della diversità, della quantità e della qualità delle droghe sequestrate. La decisione sottolinea che la presenza di sostanze stupefacenti eterogenee impedisce di considerare il fatto come un episodio di minore gravità. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Detenzione di stupefacenti per spaccio: contanti e dosi bastano
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo accusato di detenzione di stupefacenti per spaccio. Sebbene il solo superamento del limite di quantità per uso personale non sia una prova decisiva, diventa determinante se unito ad altri indizi. Nel caso specifico, l'imputato possedeva diverse tipologie di droghe già suddivise in dosi, una somma di denaro contante non giustificata (740 euro) e risultava disoccupato. Secondo i giudici, l'insieme di questi elementi rendeva del tutto inverosimile la tesi dell'uso personale, provando invece l'intenzione di vendere la sostanza. L'imputato ha quindi perso il ricorso e la sua condanna è diventata definitiva.
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Fatto di lieve entità: No con droga, pistola e videosorveglianza
La Corte di Cassazione ha negato la qualifica di fatto di lieve entità per la detenzione di stupefacenti. Un uomo è stato trovato in possesso di hashish, cocaina e una pistola modificata, con l'abitazione protetta da videosorveglianza. Secondo i giudici, la valutazione non può basarsi solo sulla quantità di droga. La presenza contemporanea di droghe leggere e pesanti, un'arma e un sistema di controllo indicano una pericolosità e un'organizzazione tali da escludere l'ipotesi del piccolo spaccio. Di conseguenza, la richiesta di attenuare la misura cautelare è stata respinta, confermando la detenzione in carcere.
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Particolare tenuità del fatto: no se c’è organizzazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La richiesta di applicare la non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta, poiché la detenzione di diverse tipologie di droghe (hashish e cocaina) e la disponibilità di strumenti per il taglio indicavano una dedizione stabile all'attività illecita, incompatibile con la lieve entità del reato.
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Uso personale stupefacenti: quando è spaccio?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per spaccio di lieve entità. La difesa sosteneva la tesi dell'uso personale stupefacenti, ma la Corte ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito. Una serie di indizi, tra cui il possesso di droghe diverse (ketamina ed ecstasy) già suddivise in dosi, una cospicua somma di denaro contante e precedenti specifici, sono stati considerati sufficienti a escludere l'uso personale e a configurare l'ipotesi dello spaccio.
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Uso Personale Stupefacenti: quando è escluso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo trovato in possesso di diverse sostanze stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione di merito, escludendo l'ipotesi di Uso Personale Stupefacenti sulla base di tre indizi chiave: l'eterogeneità delle droghe (hashish e cocaina-crack), la quantità significativa e la sproporzione tra il valore delle sostanze e la condizione economica dell'imputato, un extracomunitario senza reddito e fissa dimora. Questi elementi, valutati complessivamente, sono stati ritenuti indicativi di un'attività di spaccio.
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Fatto di lieve entità: i criteri per l’esclusione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, escludendo l'ipotesi del fatto di lieve entità. La decisione si fonda non solo sulla quantità e sulla diversità delle sostanze (cocaina e hashish), ma anche sulla non occasionalità della condotta, desunta dalla recidiva specifica dell'imputato, indicativa di un suo stabile inserimento nel mercato illecito.
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