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Estinzione Del Processo

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1326 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata: come estingue il processo
Un contribuente, coinvolto in un contenzioso fiscale con l'Amministrazione Finanziaria giunto fino in Cassazione, ha ottenuto l'estinzione del processo aderendo alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. La Suprema Corte, preso atto della domanda e del pagamento, ha dichiarato chiuso il giudizio, stabilendo che ogni parte debba sostenere le proprie spese legali. Questa decisione conferma l'efficacia della sanatoria come strumento per chiudere le liti pendenti con il Fisco.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
Una società di produzione dolciaria ha ottenuto l'estinzione del processo tributario in Cassazione grazie all'adesione alla definizione agevolata. L'Ordinanza 7705/2024 chiarisce che, in assenza di un'istanza di trattazione entro i termini di legge, il perfezionamento della sanatoria comporta la fine del contenzioso. La Corte Suprema ha dichiarato estinto il giudizio, con spese a carico della parte che le ha anticipate.
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Estinzione del processo tributario: il caso del ricorso
Una società agricola aveva impugnato una cartella di pagamento per la tassa sui rifiuti. Durante il giudizio in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la società ha rinunciato al ricorso e la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo tributario, senza pronunciarsi nel merito della questione e senza disporre il raddoppio del contributo unificato.
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Ecotassa discarica abusiva: la guida completa
Una società, autorizzata allo stoccaggio temporaneo di rifiuti, ha superato il limite di un anno per il loro recupero, trasformando di fatto l'area in una discarica illegale. La Regione ha quindi imposto l'ecotassa discarica abusiva, una decisione confermata dai giudici tributari. La vicenda si è conclusa in Cassazione con la rinuncia al ricorso da parte della società, che ha portato all'estinzione del processo. La sentenza riporta i principi applicati dai giudici di merito per determinare l'obbligo fiscale.
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Rinuncia al ricorso: quando il processo si estingue?
Un contribuente, dopo aver impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale, ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte, preso atto della rinuncia ritualmente comunicata all'Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'estinzione del processo ai sensi dell'art. 391 del codice di procedura civile, stabilendo che le spese restassero a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Estinzione del processo: la definizione agevolata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo in una controversia fiscale a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. La richiesta del contribuente, supportata dalla domanda di definizione e dalla prova del pagamento, ha portato alla chiusura del giudizio, superando l'analisi nel merito del ricorso presentato dall'Agenzia Fiscale. Le spese legali sono state poste a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Rinuncia al ricorso e spese legali: la decisione
Una lavoratrice, dopo aver impugnato in Cassazione un decreto del Tribunale relativo all'ammissione al passivo fallimentare, ha effettuato una rinuncia al ricorso. Nonostante la richiesta di compensazione delle spese, la Corte di Cassazione, accogliendo l'istanza della controparte, ha dichiarato estinto il processo e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese legali, applicando il principio di causalità.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una lavoratrice rinuncia al ricorso in Cassazione contro una società fallita, proponendo la compensazione delle spese. La Corte dichiara estinto il processo per rinuncia al ricorso e, su richiesta della controparte, condanna la ricorrente al pagamento delle spese legali, escludendo il doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione senza spese in Cassazione
Un'azienda pubblica, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro alcuni dipendenti per differenze retributive, ha deciso di rinunciare all'impugnazione. I dipendenti hanno accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo, chiarendo che, in virtù dell'accettazione, il ricorrente non è stato condannato al pagamento delle spese legali. Inoltre, la Corte ha specificato che in caso di rinuncia non è dovuto il versamento del cosiddetto 'doppio contributo unificato'.
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Estinzione processo Cassazione: rinuncia e spese
Un'azienda manifatturiera aveva impugnato in Cassazione la sentenza che riteneva illegittima una sanzione disciplinare contro un dipendente. Le parti hanno poi depositato un atto di rinuncia congiunta, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del processo Cassazione. La decisione chiarisce che, in caso di rinuncia accettata con accordo sulla compensazione delle spese, la Corte non si pronuncia sui costi del giudizio e non sussistono i presupposti per il versamento del doppio contributo unificato.
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Estinzione del processo: cosa accade con la rinuncia
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla società ricorrente e accettata dalla controparte. La decisione si fonda sull'articolo 391 del Codice di Procedura Civile, che in questi casi prevede la chiusura del giudizio senza una pronuncia sulle spese legali. Il caso evidenzia come l'accordo tra le parti possa determinare la conclusione anticipata di una controversia legale.
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Definizione agevolata: processo tributario estinto
Un contribuente, titolare di una farmacia, aveva impugnato un avviso di accertamento fiscale fino alla Corte di Cassazione. Durante il giudizio, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, pagando quanto dovuto. La Corte Suprema, prendendo atto della riuscita della procedura di sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese legali restassero a carico di chi le aveva anticipate.
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Estinzione del processo: rinuncia e accordo transattivo
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla società ricorrente. La decisione si fonda sull'avvenuto accordo transattivo tra le parti, che ha risolto la controversia in essere. La Corte non si pronuncia sulle spese legali poiché la controparte non ha svolto attività difensiva nel giudizio di legittimità, confermando l'efficacia degli accordi stragiudiziali nel definire le liti pendenti.
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Rinuncia al ricorso: niente contributo unificato doppio
Una società navale, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in materia di Tassa sui Rifiuti (T.I.A.) relativa ad aree portuali, ha raggiunto un accordo transattivo con il Comune. Di conseguenza, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo, chiarendo un principio fondamentale: in caso di rinuncia al ricorso, non si applica l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, poiché tale misura ha natura sanzionatoria e si applica solo nei casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 6181/2024, ha dichiarato l'estinzione di un processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, accettata dalla controparte. La decisione chiarisce che in caso di rinuncia al ricorso non è dovuto il versamento del raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Estinzione processo tributario per sanatoria fiscale
Una società aveva impugnato una cartella di pagamento per IVA e IRES. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, aderendo a una definizione agevolata, ha rinunciato al ricorso. L'Agenzia delle Entrate ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del processo tributario, compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione del processo: rinuncia e spese in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. La controversia, nata per la tutela possessoria di un terreno ad uso civico, si conclude con l'estinzione del processo. La Corte stabilisce che, data l'adesione della controparte alla rinuncia, non si procede alla statuizione sulle spese di lite e viene escluso l'obbligo del doppio contributo unificato.
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Estinzione del processo: la rinuncia spegne il ricorso
Un contribuente e l'Agenzia delle Entrate rinunciano reciprocamente ai propri ricorsi in Cassazione. La Corte dichiara l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, compensando integralmente le spese legali. La decisione si fonda sulla volontà concorde delle parti di porre fine alla lite, confermando l'applicabilità dell'art. 391 c.p.c. in materia di estinzione del processo.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza gli effetti della rinuncia al ricorso in materia tributaria. A seguito di un accordo di conciliazione con l'Agenzia delle Entrate, un imprenditore ha rinunciato al proprio ricorso. La Corte, prendendo atto della rinuncia formalmente accettata dalla controparte, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza disporre sulle spese e escludendo l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato.
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Estinzione lite fiscale: come funziona la definizione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di una lite fiscale relativa a IRES e IRAP. La società contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, presentando domanda e versando la prima rata. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, il processo è stato dichiarato estinto, con spese legali a carico delle parti che le hanno anticipate.
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