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Estinzione Del Processo — Anno 2025

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409 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Processo

Provvedimenti

Riassunzione processo tributario: basta il deposito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5160/2025, ha stabilito un principio cruciale sulla riassunzione del processo tributario interrotto per morte di una parte. Contrariamente a quanto deciso dalla Commissione Tributaria Regionale, la Suprema Corte ha affermato che per la riassunzione del processo tributario è sufficiente il tempestivo deposito dell'istanza di trattazione in cancelleria. Non è onere della parte istante notificare l'atto agli eredi, in quanto tale compito di comunicazione della nuova udienza spetta alla segreteria dell'organo giudicante. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Estinzione del processo: no al doppio contributo
Una controversia di lavoro tra una dipendente e due società giunge in Cassazione. Le parti, tuttavia, raggiungono una conciliazione stragiudiziale e rinunciano ai ricorsi. La Corte dichiara l'estinzione del processo, chiarendo che in caso di rinuncia non si applica la sanzione del doppio contributo unificato, prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Estinzione del processo e contributo unificato
A seguito di un accordo stragiudiziale tra una lavoratrice e due società, queste ultime hanno rinunciato al ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, chiarendo un punto fondamentale: la rinuncia all'impugnazione non fa scattare l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione si applica solo in casi tassativi come il rigetto o l'inammissibilità del ricorso.
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Estinzione del processo: cosa succede se rinunci?
Un creditore ha rinunciato a un ricorso in Cassazione dopo la chiusura di un fallimento. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che le spese del rinunciante sono irripetibili perché la controparte non si era costituita. La decisione chiarisce che la rinuncia non comporta il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per rigetto o inammissibilità.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Un'associazione sportiva dilettantistica, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fiscale fino in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata della lite. La Suprema Corte, preso atto della richiesta e del relativo pagamento, ha dichiarato l'estinzione del processo, estendendo gli effetti della definizione anche ai legali rappresentanti dell'ente, in quanto coobbligati. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Definizione stragiudiziale lite: processo estinto
Una società di factoring, cessionaria di un credito IVA, si scontra con l'Amministrazione Finanziaria che nega parte del rimborso a causa di debiti della società cedente. Dopo un ricorso in Cassazione da parte dell'ente impositore, le parti raggiungono una definizione stragiudiziale della lite. La Corte Suprema dichiara quindi l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, confermando la volontà delle parti di chiudere la disputa.
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Estinzione processo tributario: rinuncia e accettazione
Un contribuente, dopo aver impugnato una cartella di pagamento fino in Cassazione, estingue il debito e rinuncia al ricorso. L'Agenzia delle Entrate accetta la rinuncia, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del processo tributario per cessata materia del contendere, senza pronunciarsi nel merito della questione originaria.
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Estinzione del processo tributario: il caso in Cassazione
Una contribuente impugnava una cartella di pagamento per IRAP non versata. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, ha saldato il debito e ha rinunciato all'impugnazione. L'Agenzia delle Entrate ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del processo tributario, chiudendo definitivamente la controversia senza una decisione nel merito.
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Estinzione del processo: quando va eccepita?
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che dichiarava l'estinzione del processo per tardiva ripresa dopo una sospensione. Poiché il giudizio era iniziato prima della riforma del 2009, la Corte ha stabilito che l'estinzione doveva essere eccepita dalla controparte. Essendo quest'ultima contumace (assente), l'eccezione non è mai stata sollevata, e il giudice non poteva rilevarla d'ufficio. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per proseguire.
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Rinuncia all’impugnazione: chi paga le spese legali?
Una società di trasporti, dopo aver perso in appello una causa contro un dipendente per il calcolo di alcune indennità, ricorre in Cassazione. Successivamente, decide per la rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte dichiara estinto il processo e, applicando il principio della soccombenza virtuale, condanna la società a pagare tutte le spese legali del dipendente, ritenendola la parte che avrebbe perso se il giudizio fosse proseguito.
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Rinuncia al ricorso: costi e conseguenze in Cassazione
Una società di trasporti, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa di lavoro su indennità retributive, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha optato per la rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo e, applicando il principio della soccombenza virtuale, ha condannato la società a pagare le spese legali al dipendente, ritenendo che l'appello sarebbe stato verosimilmente respinto.
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Rinuncia al ricorso: spese legali e conseguenze
Una società di trasporti, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole in una causa di lavoro, ha presentato una rinuncia al ricorso. Nonostante la mancata adesione dei lavoratori, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione chiarisce che la parte rinunciante deve comunque pagare le spese legali della controparte, poiché ha dato causa al giudizio. Tuttavia, non è tenuta al versamento del doppio contributo unificato, in quanto tale sanzione non si applica ai casi di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso e estinzione del processo
Una lavoratrice aveva presentato ricorso in Cassazione contro una decisione che limitava il suo accesso al Fondo di Garanzia dell'ente previdenziale. Prima dell'udienza, la lavoratrice ha presentato un atto di rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, decidendo inoltre per la compensazione delle spese legali tra le parti in virtù di un recente consolidamento della giurisprudenza sulla materia.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue il processo
Un lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione contro un ente previdenziale per una questione relativa all'accesso a un fondo di garanzia. Prima dell'udienza, il ricorrente ha formalizzato la rinuncia al ricorso. L'ente ha accettato la rinuncia, chiedendo la compensazione delle spese. La Corte di Cassazione, prendendo atto dell'accordo tra le parti, ha dichiarato l'estinzione del processo senza pronunciarsi sulle spese, conformemente a quanto previsto dal codice di procedura civile.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società di trasporti, dopo aver perso in appello contro un gruppo di lavoratori, presenta ricorso in Cassazione ma in seguito vi rinuncia. La Suprema Corte, con ordinanza, dichiara l'estinzione del processo. Nonostante la mancata adesione alla rinuncia da parte dei lavoratori, la Corte condanna la società ricorrente al pagamento delle spese legali. Viene inoltre chiarito che la sanzione del raddoppio del contributo unificato non si applica in caso di rinuncia al ricorso.
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Estinzione del processo: rinuncia e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo in una controversia di lavoro relativa a un trasferimento d'azienda. A seguito della rinuncia al ricorso da parte delle società appellanti e dell'accettazione da parte dei lavoratori, la Corte ha stabilito che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese processuali. Inoltre, ha chiarito che l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato non si applica nei casi di estinzione del processo, ma solo in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso.
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Estinzione processo per rinuncia: ecco quando succede
Una società, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello sfavorevole in una causa di lavoro, ha raggiunto un accordo con i dipendenti. A seguito della transazione, ha rinunciato al ricorso. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, specificando che in questi casi non vi è condanna alle spese né l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, previsto solo per rigetto o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Una contribuente ha impugnato in Cassazione un avviso di pagamento per contributi previdenziali. A seguito di una nuova sentenza sfavorevole su un caso identico, ha presentato una rinuncia al ricorso per carenza di interesse. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese legali tra le parti proprio in virtù del mutato orientamento giurisprudenziale.
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Rinuncia al ricorso: costi e conseguenze legali
Un'azienda di trasporti, dopo aver perso in appello una causa sulla corretta retribuzione feriale di un dipendente, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha deciso di effettuare una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha quindi dichiarato estinto il processo, rendendo definitiva la sentenza d'appello e condannando l'azienda a pagare le spese legali della controparte in base al principio di causalità.
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Rinuncia al ricorso: quando il processo si estingue
Un lavoratore, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in una causa di lavoro, ha raggiunto un accordo transattivo con l'azienda. Di conseguenza, ha presentato una rinuncia al ricorso. L'azienda ha accettato la rinuncia, e la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo, stabilendo che, in virtù dell'accordo tra le parti, non vi era luogo a provvedere sulle spese legali.
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