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Estinzione Del Processo — Anno 2025

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409 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Processo

Provvedimenti

Estinzione del processo: niente raddoppio contributo
Un ex presidente di un istituto di credito, sanzionato dall'Autorità di vigilanza, ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello che aveva ridotto la sanzione. Successivamente, ha rinunciato al ricorso con l'accettazione della controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, chiarendo che in questo caso non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura ha natura sanzionatoria e si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo relativo alla retribuzione feriale di una lavoratrice. La società datrice di lavoro, dopo aver perso in appello, ha presentato ricorso per cassazione per poi rinunciarvi. La Corte stabilisce che la rinuncia al ricorso è efficace anche senza accettazione della controparte e condanna la società rinunciante al pagamento delle spese legali in base al principio di soccombenza virtuale, poiché l'impugnazione era manifestamente infondata.
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Estinzione del processo: cosa succede se c’è rinuncia
A seguito di una controversia su un trasferimento d'azienda, alcuni lavoratori hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo, portando alla rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, specificando che in questi casi non è dovuto il pagamento del doppio contributo unificato, previsto solo per rigetto o inammissibilità.
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Estinzione del processo: quando non si paga il doppio
Un socio lavoratore aveva impugnato in Cassazione la sentenza che confermava la sua esclusione da una società cooperativa. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando alla rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, chiarendo un punto fondamentale: in caso di estinzione per rinuncia, il ricorrente non è tenuto a versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Estinzione del processo: guida alla rinuncia al ricorso
Un lavoratore ottiene la reintegrazione dalla Corte d'Appello. La società datrice di lavoro ricorre in Cassazione, ma durante il giudizio le parti raggiungono un accordo. La società rinuncia al ricorso e il lavoratore accetta. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo, specificando che in questo caso non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per rigetto o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
Una società, dopo aver impugnato in Cassazione degli avvisi di accertamento fiscale, ha aderito alla 'rottamazione' dei debiti, estinguendo il debito tributario. Di conseguenza, ha presentato una rinuncia al ricorso, non avendo più interesse alla prosecuzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, sottolineando che la rinuncia è un atto che non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Definizione agevolata: processo estinto per notifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo tributario relativo a un accertamento IRPEF a carico di una socia. La contribuente aveva richiesto la definizione agevolata della lite. L'Agenzia delle Entrate ha negato la richiesta, ma non è riuscita a provare la corretta notifica del diniego. Secondo la Corte, la mancata prova della notifica rende la definizione agevolata perfezionata, con conseguente estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario relativo a un accertamento IRPEF. La controversia riguardava la presunta distribuzione di utili extra-contabili a una socia di una s.r.l. a ristretta base azionaria. Decisiva è stata l'adesione della contribuente alla definizione agevolata prevista dalla legge, che, una volta perfezionata, determina la chiusura della lite pendente.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Un contribuente, socio di una S.r.l., impugna un avviso di accertamento IRPEF. Durante il giudizio in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata, pagando la prima rata. La Corte, constatato il mancato diniego dell'Agenzia delle Entrate, dichiara l'estinzione del processo tributario.
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Estinzione del processo tributario: il caso della lite
Un contribuente, socio di una s.r.l. a ristretta base, impugnava un avviso di accertamento IRPEF basato sulla presunzione di distribuzione di utili extra-contabili. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario poiché il contribuente aveva aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018, pagando la prima rata, e l'Agenzia delle Entrate non aveva notificato alcun diniego nei termini di legge.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario relativo a un accertamento IRPEF a carico di una socia di una S.r.l. a ristretta base. Nonostante le sentenze sfavorevoli nei primi due gradi di giudizio, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge. Avendo presentato domanda e pagato la prima rata, e in assenza di un diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate entro i termini, il processo si è estinto per legge, senza alcuna pronuncia sul merito della controversia.
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Estinzione processo tributario: il caso della sanatoria
L'ordinanza analizza un caso di estinzione del processo tributario a seguito della domanda di definizione agevolata presentata da una contribuente. La Corte di Cassazione, preso atto del pagamento e della mancata notifica del diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate entro i termini di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio pendente, sorto da un accertamento IRPEF per presunti utili non dichiarati.
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Estinzione processo tributario: il caso rottamazione
Un contribuente impugnava una cartella di pagamento per vizi di forma e motivazione. Dopo i primi due gradi di giudizio sfavorevoli, durante il ricorso in Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata (rottamazione-ter), pagando il dovuto e rinunciando al giudizio. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del processo tributario, ponendo fine alla controversia.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze sulle spese legali
Un'azienda di trasporti, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole in una causa di lavoro, presenta una rinuncia al ricorso in Cassazione. Poiché la controparte non accetta la rinuncia, la Corte Suprema dichiara estinto il processo ma condanna la società rinunciante al pagamento delle spese legali. La Corte chiarisce inoltre che la sanzione del raddoppio del contributo unificato non si applica in caso di rinuncia, ma solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: le conseguenze sulle spese
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una società di trasporti. Poiché i lavoratori resistenti non hanno accettato la rinuncia, la Corte ha condannato la società ricorrente al pagamento delle spese legali. È stato inoltre chiarito che il raddoppio del contributo unificato non si applica in caso di rinuncia, essendo una misura prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
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Estinzione processo: rinuncia e accettazione in Cassazione
Un lavoratore, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole della Corte d'Appello, ha deciso di rinunciare al proprio ricorso in Cassazione. Le società controparti hanno accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo la compensazione delle spese legali tra le parti e l'insussistenza dei presupposti per il versamento di un ulteriore contributo unificato da parte del ricorrente.
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Rinuncia al ricorso: quando il processo si estingue
Un consulente, dopo aver perso in Appello contro una società di trasporti, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, le parti raggiungono un accordo e il consulente presenta una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara estinto il processo, senza statuire sulle spese, poiché regolate nell'accordo privato tra le parti.
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Estinzione del processo: cosa succede se rinunci
Un contribuente, dopo aver ricevuto una sanzione per omessa registrazione di un rapporto di lavoro e aver visto il suo appello dichiarato inammissibile, ha presentato ricorso in Cassazione. Prima della decisione, ha rinunciato al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, chiudendo definitivamente la causa senza una pronuncia nel merito e senza condanna alle spese, poiché la controparte non si era costituita in giudizio.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Una parte, dopo aver perso in Appello in una causa su un testamento olografo, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, deposita una rinuncia al ricorso basata su un accordo transattivo. La Cassazione dichiara estinto il processo, spiegando che la rinuncia è un atto unilaterale che non richiede l'accettazione delle altre parti per essere efficace. Le spese legali vengono compensate in virtù dell'accordo tra le parti.
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Estinzione del processo: rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo in una causa di lavoro a seguito della rinuncia congiunta al ricorso da parte del dirigente e dell'associazione datoriale. La decisione chiarisce che in caso di estinzione non si dispone sulle spese e non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per rigetto o inammissibilità.
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