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Estinzione Del Processo — Anno 2024

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212 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Processo

Provvedimenti

Estinzione processo Cassazione: rinuncia e spese
Un professionista, dopo aver impugnato in Cassazione il diniego di prededuzione per un suo credito professionale in un fallimento, ha rinunciato al ricorso. A seguito dell'accettazione della controparte, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo in Cassazione. La decisione chiarisce che, in caso di estinzione, il ricorrente non è tenuto al pagamento del doppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
A seguito della rinuncia al ricorso da parte di una lavoratrice, accettata dall'azienda dopo un accordo transattivo, la Cassazione ha dichiarato estinto il processo del lavoro. La decisione chiarisce che, in questi casi, le spese legali sono regolate dall'accordo privato e non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del processo: rinuncia e spese compensate
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tra un ente comunale e una società di servizi a seguito della rinuncia congiunta al ricorso principale e incidentale. Le parti avevano raggiunto un accordo globale, portando la Corte a compensare le spese legali. La decisione chiarisce inoltre che in caso di rinuncia non è dovuto il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società e alcuni contribuenti avevano impugnato un avviso di liquidazione per l'imposta di registro. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha aderito alla "Rottamazione cartelle", una forma di definizione agevolata, pagando l'intero importo dovuto. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, poiché la legge prevede che l'adesione a tale procedura comporti la rinuncia alle liti pendenti.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassa rinuncia
Una Cassa di previdenza aveva imposto un contributo di solidarietà su una pensione già maturata. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno dichiarato illegittimo tale prelievo. In Cassazione, la Cassa ha ritirato il ricorso, riconoscendo l'orientamento giurisprudenziale consolidato contro questa pratica. Il processo è stato dichiarato estinto.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione estingue
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo riguardante l'applicazione di un contributo di solidarietà su una pensione già maturata. La Cassa di previdenza dei professionisti, dopo aver perso in primo e secondo grado, ha rinunciato al ricorso in Cassazione, riconoscendo l'esistenza di un orientamento giurisprudenziale consolidato che ritiene illegittima tale trattenuta. La decisione di estinzione del processo rafforza il principio di tutela dell'affidamento del pensionato sulla consistenza economica del proprio trattamento.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, accettata dalla controparte. La decisione chiarisce che, in caso di accettazione della rinuncia, non vi è condanna alle spese processuali e non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, delineando un importante strumento di definizione del contenzioso.
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Estinzione del processo: rinuncia e accordo tra le parti
Una congregazione religiosa aveva presentato ricorso in Cassazione contro un ente comunale. Durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale, a seguito del quale la congregazione ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese legali come concordato tra le parti e chiarendo che in questi casi non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del processo: la conciliazione vale sempre
Un Comune ricorre in Cassazione a seguito dell'annullamento di un avviso di accertamento IMU. Durante il giudizio, le parti raggiungono un accordo transattivo che risolve la lite. La Suprema Corte, prendendo atto della conciliazione, dichiara l'estinzione del processo per cessata materia del contendere, compensando le spese e chiarendo l'inapplicabilità del doppio contributo unificato in questi casi.
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Nullità provvedimento giudiziario senza firma relatore
La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità di un'ordinanza di estinzione del processo emessa da una Corte d'Appello perché priva della firma del giudice relatore. Secondo la Suprema Corte, un provvedimento che, pur avendo forma di ordinanza, decide in via definitiva sul processo ha natura sostanziale di sentenza. La mancanza della sottoscrizione del relatore, richiesta dall'art. 132 c.p.c., costituisce una nullità insanabile, rilevabile d'ufficio, che comporta la cassazione del provvedimento con rinvio al giudice precedente. Questa decisione sottolinea l'importanza dei requisiti formali per la validità degli atti giudiziari.
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Estinzione processo esecutivo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso volto a ottenere l'estinzione di un processo esecutivo. I debitori sostenevano che il creditore non avesse versato le spese per la pubblicità della vendita entro un termine stabilito, ma la Corte ha ritenuto il ricorso non sufficientemente specifico. L'appello si concentrava su una diversa interpretazione dei fatti anziché su una chiara violazione di legge, violando l'onere di specificità dei motivi richiesto per il ricorso in Cassazione. La decisione finale ha confermato la validità della procedura esecutiva.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza il caso di una società immobiliare che, durante un contenzioso con l'Agenzia Fiscale per una maggiore imposta di registro, ha aderito alla definizione agevolata. Avendo regolarmente pagato le rate e in assenza di un'istanza di trattazione, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese legali tra le parti. La decisione chiarisce l'efficacia di questo strumento per chiudere le liti pendenti.
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Rinuncia al ricorso: effetti sulla memoria tardiva
Un dipendente pubblico presenta una rinuncia al ricorso in Cassazione contro un Comune. Il Comune non deposita un controricorso nei termini, ma solo una memoria tardiva. La Corte dichiara la memoria inammissibile e, di conseguenza, estingue il processo per effetto della rinuncia al ricorso, anche se non notificata. Le spese legali vengono compensate e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata della lite. Il caso riguardava un avviso di accertamento per IRPEF su redditi da partecipazione non dichiarati. La Corte ha verificato la regolarità della procedura di definizione agevolata e, in assenza di istanze di trattazione, ha applicato la legge che prevede l'estinzione del giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Termine deposito note scritte: ordinatorio, non perentorio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15331/2024, ha stabilito un principio cruciale riguardo al processo civile durante l'emergenza Covid-19. La Corte ha chiarito che il termine per il deposito delle note scritte, previsto per sostituire l'udienza in presenza, è da considerarsi ordinatorio e non perentorio. Di conseguenza, il deposito tardivo delle note non può essere equiparato alla loro totale omissione e non comporta l'estinzione del processo, la quale si verifica solo se nessuna delle parti deposita alcunché. La sentenza ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente dichiarato estinto il giudizio per un tardivo deposito.
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Rinuncia ricorso Cassazione: no contributo unificato
Una società aveva impugnato una decisione della Commissione Tributaria Regionale. Successivamente, ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato estinto il processo, chiarendo un punto fondamentale: in caso di rinuncia, il ricorrente non è tenuto a versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato (il cosiddetto 'raddoppio'). Questa sanzione, spiega la Corte, si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso, e non può essere estesa per analogia alla rinuncia.
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Estinzione del processo: rinuncia al ricorso in Cassazione
Una società aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello relativa a presunte irregolarità in contratti di mutuo, come usura e anatocismo. Tuttavia, una volta giunta in Cassazione, la società ha formalmente rinunciato al proprio ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi nel merito della controversia e senza disporre sulle spese, data l'assenza di attività difensiva della controparte.
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Estinzione del processo per rinuncia: analisi del caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo in una causa di pubblico impiego relativa a mansioni superiori. A seguito di un accordo tra le parti, è stata presentata una dichiarazione congiunta di rinuncia al giudizio. La Corte ha stabilito che, in caso di estinzione del processo, non si deve provvedere sulle spese e, soprattutto, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale ipotesi non è prevista dalla legge.
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Estinzione del processo: rinuncia al ricorso TARI
Una società ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa al pagamento della TARI, sostenendo che i propri rifiuti da imballaggio fossero speciali e quindi esenti. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale. La società ha quindi rinunciato al ricorso, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del processo. La sentenza chiarisce anche che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del processo: accordo tra le parti
Una controversia di lavoro tra un'agenzia di stampa e un giornalista sulla natura del rapporto (autonomo o subordinato) giunge in Cassazione. Dopo la sentenza d'appello favorevole al lavoratore, le parti decidono di porre fine alla lite. Attraverso la rinuncia reciproca ai rispettivi ricorsi, la Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo. Questa decisione chiude definitivamente il caso senza una pronuncia nel merito, esonerando le parti dal pagamento delle spese e dal raddoppio del contributo unificato.
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