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Estinzione Del Giudizio — Anno 2022

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776 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Giudizio

Provvedimenti

Atto Notarile Conteso: Rinuncia al Ricorso e Estinzione del Giudizio
Un Ricorrente ha impugnato una sentenza d'Appello che aveva respinto la sua richiesta di dichiarare nulli un atto notarile e scritture private, e di ottenere la restituzione di somme. La Corte d'Appello aveva accolto l'impugnazione dei Controricorrenti Principali, ribaltando la decisione di primo grado che aveva dato ragione al Ricorrente. Giunto il caso in Cassazione, il Ricorrente ha presentato un atto di rinuncia al ricorso, accettato dai Controricorrenti Principali. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito. Questa estinzione del giudizio chiude definitivamente la questione.
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Fisco vs Azienda: L’Estinzione del Giudizio Tributario e le Spese
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso dell'Amministrazione finanziaria contro una società, riguardante un avviso di accertamento fiscale per oltre 287.000 euro. Durante il processo, la società ha presentato una domanda di definizione agevolata (una forma di 'pace fiscale'). Questa azione ha portato all'**Estinzione del giudizio tributario**. La Suprema Corte ha dichiarato il processo estinto e ha stabilito che le spese processuali restano a carico della parte che le ha anticipate. Inoltre, ha chiarito che il 'doppio contributo unificato' (una tassa aggiuntiva) non si applica in caso di estinzione.
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Dalla lite all’accordo: la rinuncia al ricorso in Cassazione
Una società in liquidazione ha impugnato una sentenza d'appello davanti alla Corte di Cassazione, notificando il relativo atto alla controparte. Il cittadino intimato ha depositato il proprio controricorso difensivo. Prima della decisione della Suprema Corte, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per comporre definitivamente la vertenza. I rispettivi difensori, muniti di apposita procura speciale, hanno depositato la formale rinuncia al ricorso con contestuale accettazione della controparte e richiesta di integrale compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione ha preso atto della cessazione della materia del contendere e ha dichiarato estinto il giudizio, disponendo la compensazione totale delle spese.
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Fatture False e Fisco: La Cassazione Dichiara l’Estinzione del Giudizio Tributario
L'Amministrazione Fiscale contestava a un'Azienda l'uso di fatture false per il 2006, negando deduzioni di costi e detrazione IVA. L'Azienda ha impugnato l'atto, perdendo nei primi due gradi di giudizio, e ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, l'Azienda ha aderito a una procedura di definizione agevolata (un condono fiscale) e ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. Le spese processuali sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, e non è stato dovuto un ulteriore contributo unificato.
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Fisco vs Contribuente: L’Estinzione del Giudizio Tributario chiude la lite
Un'Azienda e i suoi Soci hanno presentato ricorso contro l'Agenzia delle Entrate per un accertamento fiscale. Successivamente, i Contribuenti hanno chiesto l'estinzione del giudizio tributario, dichiarando di aver aderito alla definizione agevolata della lite prevista dalla legge. L'Agenzia delle Entrate non si è opposta a questa richiesta. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta dei Contribuenti, dichiarando l'estinzione del giudizio e ponendo le spese a carico dei Ricorrenti, come previsto dalla normativa.
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Rinuncia al ricorso: l’estinzione del giudizio e il credito ceduto
Un'Azienda Immobiliare aveva avviato un'azione revocatoria contro una Banca per un credito. La Banca ha poi ceduto il credito a una Società di Servizi. L'Azienda Immobiliare ha presentato ricorso in Cassazione, contestando che la cessione del credito non includesse l'azione revocatoria e che la Banca avesse perso interesse ad agire. Tuttavia, durante il processo, l'Azienda Immobiliare ha rinunciato al ricorso e la controparte ha accettato. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che, data la rinuncia, non era dovuto l'ulteriore importo del contributo unificato. Questo caso illustra come la rinuncia possa portare all'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata avviso di liquidazione: il Fisco perde
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un avviso di liquidazione a un'Azienda, richiedendo l'imposta di registro in misura proporzionale anziché fissa a seguito dell'omologazione di un concordato. L'Azienda ha impugnato l'atto e successivamente ha presentato domanda per la definizione agevolata avviso di liquidazione ai sensi della normativa sul condono fiscale. Il Fisco ha rigettato la richiesta, sostenendo la natura non impositiva dell'atto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che l'avviso di liquidazione ha natura di atto impositivo quando esprime per la prima volta una pretesa fiscale maggiore basata su una riqualificazione giuridica dell'ufficio. Pertanto, la Suprema Corte ha annullato il diniego dell'amministrazione e ha dichiarato l'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata della controversia: stop alla lite fiscale
Una società commerciale ha impugnato un avviso di accertamento relativo alle imposte sui redditi. Durante il giudizio pendente in Cassazione, la società ha fatto ricorso alla definizione agevolata della controversia, pagando l'importo dovuto stabilito dalla legge sulla pace fiscale. L'Amministrazione Finanziaria ha depositato la documentazione necessaria attestando il regolare versamento dei contributi e la correttezza della domanda. Nessuna parte ha richiesto l'ulteriore trattazione della causa. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno dichiarato l'estinzione del giudizio e disposto la compensazione delle spese di lite tra le parti. La Corte ha inoltre precisato che non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché l'estinzione del processo non equivale al rigetto dell'impugnazione.
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Errata Estinzione Processo Tributario: La Cassazione Annulla la Decisione
Un gruppo di professionisti ha contestato avvisi di accertamento fiscale e, in appello, ha chiesto la sospensione del processo per aderire a una definizione agevolata (pace fiscale). La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato l'estinzione processo tributario, ritenendo non presentata l'istanza di trattazione entro il 31 dicembre 2020. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il termine per l'istanza non era perentorio e che, comunque, la decisione di estinzione era stata presa prima della scadenza effettiva del termine. La sentenza della CTR è stata annullata.
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Tassazione terreni edificabili: la rinuncia estingue il giudizio
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di **tassazione terreni edificabili** per l'ICI. Alcuni proprietari contestavano gli avvisi di accertamento del Comune, che considerava i loro terreni edificabili anziché agricoli. La controversia era sorta a seguito di una variante al Piano Regolatore Generale che aveva inserito i terreni in zona residenziale. Dopo vari gradi di giudizio, e una sentenza del TAR Veneto che confermava l'edificabilità, i contribuenti hanno rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, con compensazione delle spese legali tra le parti, a causa della rinuncia.
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Definizione agevolata della controversia: stop alle liti fiscali
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la deduzione di costi aziendali, riqualificandoli come spese di rappresentanza. Dopo la decisione favorevole alla società nei gradi di merito, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, la società ha presentato istanza di definizione agevolata della controversia ai sensi della disciplina sulla pace fiscale, provvedendo al versamento degli importi previsti con modello F24. Non essendoci stato alcun diniego da parte del fisco né ulteriori richieste di trattazione, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, le spese di lite sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, come previsto dalla normativa sulla definizione agevolata della controversia.
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Accertamenti Fiscali: L’Estinzione del Giudizio Tributario Salva le Aziende?
L'Autorità Fiscale aveva avviato un ricorso contro due Aziende per accertamenti IRES e IRAP del 2008. Durante il processo in Cassazione, l'Autorità ha rinunciato al ricorso relativo all'IRAP. Per l'IRES, ha richiesto l'estinzione del giudizio tributario perché una delle Aziende aveva aderito a una definizione agevolata (una sorta di condono fiscale) secondo il D.L. 119/2018, estesa anche all'altra Azienda co-obbligata. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha compensato le spese legali, riconoscendo che la controversia non aveva più ragione di esistere.
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Rinuncia al ricorso e sanzioni: quando il giudizio si estingue
Un cittadino ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione il decreto del Giudice di Pace relativo a sanzioni amministrative irrogate dalla Prefettura. Successivamente, la parte privata ha presentato formale atto di rinuncia al ricorso. Le amministrazioni pubbliche intimate non si sono costituite e non hanno svolto alcuna attività difensiva. La Corte Suprema ha preso atto della decisione del cittadino e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Nessuna somma è stata addebitata a titolo di spese processuali, data la mancata difesa delle autorita statali.
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Violazione Distanze: L’Estinzione del Giudizio in Cassazione per Accordo
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di violazione delle distanze tra proprietà e risarcimento del danno. I Ricorrenti avevano presentato ricorso contro una sentenza d'Appello. Tuttavia, durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Hanno quindi congiuntamente rinunciato al ricorso, chiedendo anche la compensazione delle spese legali. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio in Cassazione, senza pronunciare alcuna condanna sulle spese, accogliendo la volontà delle parti.
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Definizione Agevolata: Debito INPS Estinto, Giudizio Chiuso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio riguardante l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per un'Ingegnere già dipendente. L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale aveva contestato la decisione di appello che escludeva tale obbligo. Tuttavia, la Lavoratrice ha aderito alla **definizione agevolata debiti** (rottamazione-ter), pagando regolarmente le rate dovute. Questo adempimento ha portato alla cessazione della materia del contendere, rendendo superfluo il proseguimento del processo. La Corte ha quindi estinto il giudizio, riconoscendo l'avvenuto pagamento del debito contributivo.
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Estinzione del Giudizio Tributario: Contributo Non Versato, Ricorso Perso
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di estinzione del giudizio tributario. Una società aveva presentato ricorso contro l'Agenzia delle Entrate per un avviso di accertamento. Dopo che la Commissione Tributaria Regionale aveva respinto l'appello della società, quest'ultima ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, la società non ha versato il contributo dovuto per la definizione della controversia, come previsto dalla legge. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, ponendo le spese a carico della società ricorrente. Questo evidenzia l'importanza del rispetto degli adempimenti procedurali.
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Rottamazione ter: il giudizio si sospende, non si estingue subito
Un Contribuente ha impugnato avvisi di accertamento per Irpef e Iva relativi a diversi anni. L'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso. Durante il processo, il Contribuente ha aderito alla 'rottamazione ter', una definizione agevolata dei debiti tributari, chiedendo l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'adesione alla rottamazione ter non comporta l'estinzione immediata del giudizio. Invece, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo, sospendendo la causa fino al completamento dei pagamenti previsti dalla definizione agevolata, fissato al 30 novembre 2023. L'estinzione avviene solo dopo il perfezionamento effettivo della definizione e la prova dei pagamenti.
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Lite contrattuale e rinuncia al ricorso per cassazione
Una società commerciale stipulava con il proprietario di un terreno un patto di opzione e un contratto di locazione per realizzare un impianto di distribuzione di carburanti. Successivamente, il proprietario citava in giudizio la società lamentando inadempimenti contrattuali e chiedendo il risarcimento dei danni. La vertenza approdava in Corte di Cassazione dopo l'esito dei precedenti gradi di merito. Nelle more del procedimento di legittimità, le parti avviavano trattative dirette e raggiungevano un accordo transattivo definitivo. La società depositava quindi la formale rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici supremi hanno dichiarato estinto il processo, escludendo il pagamento del raddoppio del contributo unificato e non addebitando ulteriori spese legali alla ricorrente.
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Danni alle merci in nave: responsabilità del vettore marittimo
Una società acquista cinque imbarcazioni affidandone il trasporto marittimo dagli Stati Uniti all'Italia. Durante la traversata le imbarcazioni subiscono danni gravissimi con perdita totale del carico. L'assicurazione risarcisce l'acquirente per oltre un milione e mezzo di euro e avvia la rivalsa contro la compagnia di navigazione. Nei gradi di merito i giudici limitano il risarcimento a meno di centomila euro, applicando la clausola di contenimento del debito: per superare tale tetto occorre provare la consapevolezza del danno da parte del trasportatore. La compagnia assicurativa ricorre in Cassazione contestando i criteri di prova sulla responsabilità del vettore marittimo. Prima della decisione definitiva, le parti raggiungono un accordo transattivo extragiudiziale con rinuncia al ricorso. La Suprema Corte dichiara quindi estinto il giudizio con integrale compensazione delle spese di lite.
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Rinuncia al Ricorso Tributario: l’IMU e l’estinzione del giudizio
Un'Azienda Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU emesso dall'Ente di Riscossione, contestando la sua motivazione. Dopo aver perso in primo e secondo grado, l'Azienda ha presentato un ricorso per Cassazione. Successivamente, l'Azienda ha deciso di esercitare la rinuncia al ricorso tributario, che è stata accettata dall'Ente di Riscossione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese legali. Il processo si è concluso senza una decisione sul merito, e ogni parte ha pagato le proprie spese.
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