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Espulsione Straniero

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85 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Espulsione straniero: legami familiari e diritto difesa
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di espulsione straniero, rigettando il ricorso di un cittadino extracomunitario. La Corte ha stabilito che la mera presenza di una sorella sul territorio e la pendenza di un procedimento penale non costituiscono ostacoli all'espulsione, soprattutto in assenza di un effettivo radicamento sociale e familiare, come una fissa dimora o fonti di sostentamento. La decisione sottolinea la prevalenza della sicurezza pubblica sui deboli legami individuali.
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Espulsione straniero: quando è illegittima?
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di espulsione straniero emesso per sottrazione ai controlli di frontiera. La Corte ha stabilito che se il migrante, pur essendo entrato irregolarmente, viene identificato e fotosegnalato dalle autorità al suo arrivo, non si configura l'ipotesi di elusione dei controlli. Il provvedimento di espulsione deve basarsi su presupposti di fatto corretti e specifici, e il giudice non può convalidarlo per motivi diversi da quelli contestati.
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Espulsione straniero: la vita privata va sempre tutelata
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice di pace che confermava il decreto di espulsione di un cittadino straniero. La Corte ha stabilito che, anche in sede di opposizione all'espulsione, il giudice ha l'obbligo di valutare l'impatto della misura sulla vita privata e familiare dell'individuo, considerando il suo livello di integrazione sociale e lavorativa in Italia. Non è corretto ritenere che tale valutazione sia riservata solo alle procedure di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno. L'espulsione straniero non può essere un atto automatico ma richiede un'analisi concreta dei diritti fondamentali della persona.
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Espulsione straniero: quando la traduzione non è nulla
Un cittadino straniero condannato ha impugnato il provvedimento di espulsione, lamentando la mancata traduzione dell'atto e il rischio di trattamenti inumani nel suo Paese d'origine. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Si è chiarito che l'elenco degli atti da tradurre obbligatoriamente nel processo penale è tassativo e non include i provvedimenti del procedimento di sorveglianza. Inoltre, per bloccare l'espulsione dello straniero, non è sufficiente allegare un rischio generico legato alla situazione del Paese di rimpatrio, ma occorre dimostrare un pericolo concreto e personale.
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Espulsione straniero: quando i legami familiari non bastano
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di uno straniero contro un provvedimento di espulsione. La Corte ha stabilito che i legami familiari addotti non erano un ostacolo all'espulsione, in quanto non concreti né effettivi, mancando figli minori, convivenza pregressa e contatti durante la detenzione. La decisione conferma la necessità di una valutazione della pericolosità del soggetto in rapporto alla reale situazione familiare.
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Espulsione straniero: quando il giudice deve motivare
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna limitatamente alla mancata applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione straniero. Sebbene la misura non sia automatica, il giudice non può omettere di pronunciarsi su di essa se, nella stessa sentenza, ha affermato la pericolosità sociale dell'imputato. La Corte ha riscontrato una contraddizione insanabile tra l'aver evidenziato la pericolosità dei condannati e il silenzio sulla conseguente misura di sicurezza, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sul punto.
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Espulsione straniero: obbligo di motivazione del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per reati di droga limitatamente alla mancata decisione sulla misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero. La Corte ha ribadito che il giudice, pur non essendo l'espulsione automatica, ha l'obbligo di valutare la pericolosità sociale dell'imputato e di motivare esplicitamente la sua decisione in merito, anche in caso di giudizio abbreviato. L'omissione di tale valutazione costituisce un vizio di motivazione che comporta l'annullamento con rinvio della sentenza sul punto.
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Espulsione straniero: quando i legami familiari contano
Un cittadino straniero, destinatario di un decreto di espulsione per soggiorno irregolare, ha impugnato il provvedimento lamentando la mancata valutazione dei suoi legami familiari in Italia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il giudice non può liquidare la questione con formule generiche. È necessario un accertamento effettivo e concreto dei vincoli familiari, come quelli con una sorella convivente, prima di convalidare un'espulsione straniero. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Espulsione Straniero: omissione misura di sicurezza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per non aver deciso sulla misura di sicurezza dell'espulsione straniero condannato per reati di droga. Anche se il giudice aveva riconosciuto la pericolosità dell'imputato per altri fini, non ha effettuato la valutazione specifica richiesta dalla legge per l'espulsione. La Corte ha ribadito che tale omissione deve essere contestata con ricorso per cassazione e non con appello, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sul punto.
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Espulsione straniero: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8462/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una misura di sicurezza di espulsione straniero. La decisione si fonda sulla mancanza di un valido permesso di soggiorno e sulla manifesta infondatezza delle doglianze del ricorrente, che non ha provato la sussistenza di condizioni ostative all'espulsione, nonostante una richiesta di protezione internazionale pendente.
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Espulsione straniero: quando non ferma il processo
La Corte di Cassazione chiarisce che l'espulsione di uno straniero sottoposto a procedimento penale non ferma il processo se eseguita senza il necessario 'nulla osta' dell'autorità giudiziaria. In questo caso, il ricorso di un imputato, espulso prima del processo per reati di droga, è stato dichiarato inammissibile perché la sua espulsione è stata ritenuta illegittima, non potendo quindi invocare l'improcedibilità dell'azione penale.
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Espulsione straniero: quando non è alternativa al carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro l'ordinanza di espulsione straniero come misura alternativa alla detenzione. Il ricorrente sosteneva un rischio di persecuzione religiosa e ritorsioni nel suo paese d'origine, ma la Corte ha ritenuto le sue affermazioni generiche e prive di adeguato supporto probatorio, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza.
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Espulsione straniero: quando è illegittima?
La Corte di Cassazione ha annullato la misura di sicurezza dell'espulsione straniero disposta da un giudice nell'ambito di una sentenza di patteggiamento. La Corte ha stabilito che la concessione della pena sospesa è incompatibile con la misura dell'espulsione, poiché il beneficio della sospensione implica una valutazione prognostica favorevole che esclude l'attuale pericolosità sociale del condannato, presupposto indispensabile per l'applicazione di qualsiasi misura di sicurezza.
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Espulsione straniero: quando il decreto è nullo?
Un cittadino straniero, da anni in Italia e padre di un figlio nato nel paese, si è visto notificare un decreto di espulsione straniero a seguito del rigetto della sua istanza di regolarizzazione. Il Giudice di Pace aveva respinto il suo ricorso senza analizzare i motivi specifici sollevati, quali la mancata concessione di un termine per la partenza volontaria e l'omessa valutazione dei suoi legami familiari. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione per vizio di 'omessa pronuncia', stabilendo che il giudice ha l'obbligo di rispondere puntualmente a tutte le doglianze sollevate, pena la nullità del provvedimento.
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Espulsione straniero: quando il giudice deve decidere
Un individuo straniero è stato condannato per detenzione di stupefacenti. Il Procuratore ha impugnato la sentenza perché il giudice non si era pronunciato sulla misura di sicurezza dell'espulsione straniero. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza su questo punto, stabilendo che il giudice ha sempre l'obbligo di valutare la pericolosità sociale del condannato per decidere sull'espulsione, anche se poi decide di non applicarla. La mancata valutazione è un errore di legge.
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Espulsione straniero: la Cassazione valuta la vita privata
Un cittadino straniero, in Italia da 13 anni, ha affrontato un'ordinanza di espulsione a seguito del diniego del rinnovo del permesso di soggiorno. Il Giudice di Pace aveva inizialmente confermato l'espulsione, limitandosi a una verifica formale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudice di merito deve effettuare una valutazione completa della situazione personale dell'individuo. Questo include la sua integrazione sociale, i legami familiari e il diritto alla vita privata, secondo i principi della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che consideri tutti questi aspetti sostanziali, superando il mero dato burocratico dell'assenza del titolo di soggiorno.
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Espulsione straniero: i legami familiari non bastano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro il provvedimento di espulsione. Nonostante l'appellante avesse citato la presenza di una nipote in Italia, la Corte ha stabilito che tali legami erano troppo deboli e generici per impedire l'espulsione straniero, misura alternativa alla detenzione. La decisione sottolinea che il diritto alla vita familiare deve essere bilanciato con le esigenze di sicurezza, e in assenza di una reale integrazione sociale e familiare, l'espulsione è legittima.
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Espulsione straniero: quando è legittima? Analisi
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione straniero come misura alternativa alla detenzione, rigettando il ricorso di un cittadino del Gambia. La decisione si fonda sulla comprovata pericolosità sociale del soggetto, desunta dalla sua presenza irregolare, assenza di mezzi di sostentamento e numerosi precedenti penali. La Corte ha inoltre stabilito che le generiche allegazioni su un presunto rischio di persecuzione nel Paese d'origine non sono sufficienti a bloccare l'espulsione, soprattutto quando lo Stato in questione, come il Gambia, è ufficialmente classificato come "Paese sicuro".
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Espulsione straniero: i criteri di valutazione
Un cittadino straniero impugna la sentenza che ne dispone l'espulsione a seguito di una condanna per spaccio. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che la valutazione della pericolosità sociale, necessaria per l'espulsione dello straniero, non si basa solo sulla mancanza del permesso di soggiorno, ma anche su altri indici concreti come l'assenza di legami familiari stabili e una storia di lavoro irregolare.
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Espulsione straniero: no se c’è pena sospesa
Tre individui sono stati condannati per la coltivazione di una grande quantità di marijuana. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso riguardante l'aggravante della quantità ingente, ma ha accolto quello sull'espulsione straniero. La Corte ha stabilito che l'espulsione, in quanto misura di sicurezza, è incompatibile con la concessione della sospensione condizionale della pena, poiché quest'ultima presuppone un giudizio di non pericolosità sociale.
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