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Espulsione Straniero

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85 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Espulsione straniero e pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la misura di sicurezza dell'espulsione. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale, necessaria per l'espulsione straniero, era stata correttamente motivata dai giudici di merito basandosi sulla gravità dei reati commessi (rapina e lesioni a danno di un anziano), ritenuti indicatori concreti di tale pericolosità.
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Espulsione straniero: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la misura dell'espulsione. La decisione si fonda sulla valutazione della sua pericolosità sociale, comprovata da numerosi precedenti penali e dalla mancanza di un'occupazione stabile, elementi che indicano un sostentamento da attività illecite. Questo caso chiarisce i criteri per l'applicazione della misura dell'espulsione straniero in seguito a condanne penali.
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Espulsione straniero: quando i legami familiari non bastano
Un cittadino straniero, condannato a una pena detentiva, ha contestato l'ordine di espulsione emesso come misura alternativa, adducendo la presenza di legami familiari in Italia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando l'espulsione dello straniero. La Corte ha stabilito che le affermazioni sui vincoli familiari non erano state adeguatamente provate e che il breve periodo di permanenza in Italia non era sufficiente a costituire un ostacolo all'allontanamento, in linea con la normativa sul diritto alla vita privata e familiare.
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Espulsione straniero: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione straniero come sanzione alternativa alla detenzione, anche in assenza di una valutazione sulla pericolosità sociale. Nel caso esaminato, il ricorso di un cittadino straniero, sposato con una cittadina italiana residente all'estero, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che la mancanza di legami familiari effettivi e stabili sul territorio italiano e la natura amministrativa della misura, volta a ridurre il sovraffollamento carcerario, rendono irrilevante la valutazione della pericolosità del soggetto ai fini dell'applicazione dell'art. 16, comma 5, d.lgs. 286/1998.
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Espulsione straniero: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro un'ordinanza di espulsione. La Corte ha stabilito che l'espulsione straniero, come misura alternativa alla detenzione, è obbligatoria quando il permesso di soggiorno è scaduto e non rinnovabile a causa dello stato di detenzione. Elementi come un precedente permesso di lungo periodo o la buona condotta in carcere sono considerati irrilevanti ai fini della decisione, che deve basarsi sulla legge in vigore al momento dell'emissione del provvedimento.
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Espulsione straniero: la Cassazione annulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso del Procuratore Generale contro una sentenza che, pur condannando un cittadino straniero per detenzione di stupefacenti, aveva omesso di applicare la misura di sicurezza dell'espulsione. La Corte ha annullato la sentenza su questo punto, rinviando il caso al Tribunale per una nuova valutazione sulla pericolosità sociale dell'imputato, presupposto necessario per l'espulsione dello straniero.
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Espulsione straniero: quando la motivazione è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento limitatamente alla misura di sicurezza dell'espulsione straniero. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione da parte del giudice di merito riguardo alla pericolosità sociale dei condannati, un presupposto indispensabile per l'applicazione di tale misura. La Corte ha ribadito che il mero riferimento alla norma di legge non è sufficiente a giustificare un provvedimento così incisivo.
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Espulsione straniero: valutazione vita privata decisiva
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice di Pace che confermava un decreto di espulsione straniero. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha l'obbligo di valutare la situazione personale, familiare e sociale del cittadino straniero in Italia, anche in pendenza di un ricorso per protezione speciale. L'omessa valutazione di questi elementi, come i legami familiari e il radicamento sociale, rende illegittimo il provvedimento, che deve essere riesaminato alla luce del diritto al rispetto della vita privata e familiare.
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Espulsione straniero: quando è illegittima la misura
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento nella parte in cui applicava la misura di sicurezza dell'espulsione a un cittadino straniero condannato per reati di droga. La Corte ha stabilito che la motivazione del giudice di merito era insufficiente e tautologica, in quanto non conteneva una valutazione concreta e individualizzata della pericolosità sociale dell'imputato, come richiesto dalla giurisprudenza costituzionale. L'espulsione straniero non può essere una conseguenza automatica della condanna, ma deve fondarsi su un accertamento effettivo del pericolo che l'individuo rappresenta per la società. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Espulsione straniero: legami familiari e decisione
Un cittadino straniero, condannato e destinatario di un'ordinanza di espulsione come misura alternativa alla detenzione, ha impugnato il provvedimento sostenendo la violazione del suo diritto all'unità familiare, data la presenza di un padre di nazionalità italiana. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la semplice esistenza di un vincolo di parentela non è sufficiente a bloccare l'espulsione straniero. È indispensabile dimostrare l'effettività del legame, che nel caso di specie mancava, non essendo mai stati provati contatti o relazioni significative. La Corte ha quindi confermato la legittimità dell'espulsione, sottolineando l'assenza di un reale inserimento sociale e familiare del ricorrente in Italia.
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Espulsione straniero: quando i legami familiari contano?
Un cittadino straniero, detenuto, ha impugnato il provvedimento di espulsione come misura alternativa alla detenzione, sostenendo che i suoi legami in Italia (un cugino) fossero più significativi di quelli nel suo Paese d'origine. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la legittimità dell'espulsione dello straniero. I giudici hanno ritenuto che la valutazione del Tribunale di Sorveglianza fosse corretta, poiché la presenza delle figlie nel Paese d'origine e la lontananza del grado di parentela con il cugino in Italia non configuravano una violazione del diritto alla vita privata e familiare del ricorrente.
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Espulsione straniero: i legami familiari contano
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di espulsione straniero emesso dal Tribunale di Sorveglianza. La decisione è stata motivata dalla mancata e superficiale valutazione dei legami familiari dell'uomo in Italia e dell'assenza di connessioni nel suo paese d'origine. La Corte ha ritenuto che il giudice di merito non avesse considerato adeguatamente la documentazione prodotta, che attestava la residenza della madre in Italia e la morte del padre, unico parente nel paese natio, rendendo la motivazione del provvedimento meramente apparente.
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Espulsione straniero: quando è legittima per reati?
Un cittadino straniero, condannato per spaccio di eroina, ha impugnato la sentenza che ne disponeva l'espulsione dal territorio nazionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la legittimità della misura dell'espulsione straniero. Secondo la Corte, la pericolosità sociale dell'imputato era stata correttamente valutata sulla base della gravità del reato e dei precedenti. Inoltre, la difesa non ha fornito elementi concreti sui legami familiari o sociali dell'imputato, necessari per un bilanciamento tra la sicurezza pubblica e il suo interesse a rimanere in Italia.
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Espulsione straniero: quando è legittima? La Cassazione
Un cittadino straniero, condannato per spaccio e porto d'armi, ricorre contro l'ordine di espulsione. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, confermando che l'espulsione dello straniero è legittima se il giudice motiva adeguatamente sulla concreta pericolosità sociale, anche in caso di patteggiamento. L'integrazione sociale e l'incensuratezza non sono sufficienti a escluderla di fronte a reati gravi.
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Espulsione straniero: prevale sulla pena alternativa?
La Corte di Cassazione ha confermato l'espulsione di un cittadino straniero, estradato per scontare una pena per traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che l'espulsione straniero, quale misura alternativa, prevale su altre richieste come l'affidamento in prova, anche se pendenti. La sola presenza di una sorella in Italia non è stata ritenuta sufficiente a dimostrare un radicamento sociale tale da impedire il provvedimento, dato che il soggetto viveva all'estero prima dell'estradizione.
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Espulsione straniero: valutazione della pericolosità
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per reati di droga nei confronti di un cittadino straniero, poiché il giudice di merito aveva omesso di valutare la sua pericolosità sociale ai fini dell'applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione. La Corte ha ribadito che, a seguito di una storica sentenza della Corte Costituzionale, l'espulsione dello straniero non è mai automatica ma richiede una specifica e motivata valutazione da parte del giudice circa il rischio che l'imputato commetta nuovi reati.
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Espulsione straniero: no stop con richiesta d’asilo
Un cittadino straniero ha presentato ricorso contro un provvedimento di espulsione, sostenendo la necessità di sospendere il procedimento a causa di una domanda di protezione internazionale pendente e del suo matrimonio con una cittadina italiana. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la richiesta d'asilo non crea un nesso di pregiudizialità tale da sospendere l'espulsione. Inoltre, ha confermato che la tutela legata alla vita familiare è subordinata a una effettiva convivenza, che nel caso di specie è stata giudicata inesistente, legittimando così l'espulsione dello straniero.
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Espulsione straniero: illegittima se pende ricorso
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava l'espulsione di un cittadino straniero. Il principio chiave affermato è che l'espulsione straniero è illegittima se il procedimento di richiesta di protezione internazionale non è definitivamente concluso, ovvero se pendono ancora i termini per impugnare giudizialmente il provvedimento di diniego della Commissione territoriale. La Corte ha accolto il ricorso, cassando la decisione del Giudice di Pace e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Espulsione straniero: stop con sanatoria pendente
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di espulsione nei confronti di un cittadino straniero. Il caso riguardava un lavoratore la cui domanda di regolarizzazione ('sanatoria') era stata respinta dall'amministrazione, ma il cui ricorso contro tale rigetto era ancora pendente davanti al giudice amministrativo. La Corte ha stabilito che l'espulsione straniero è vietata fino alla conclusione definitiva dell'intero procedimento di sanatoria, compresa la fase di appello giurisdizionale. Poiché il rigetto non era definitivo, il decreto di espulsione è stato ritenuto illegittimo.
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Espulsione straniero: quando è legittima?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un provvedimento di espulsione straniero basato su ragioni di sicurezza sociale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché l'individuo, dedito a reati a scopo di lucro, non aveva dimostrato alcun radicamento familiare o sociale sul territorio nazionale, rendendo prevalenti le esigenze di tutela della collettività.
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