Un lavoratore ha chiesto il riconoscimento dei contributi figurativi per una presunta esposizione qualificata ad amianto durata oltre dieci anni durante la sua attività in uno stabilimento chimico. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, rilevando che l'esposizione era solo sporadica, passiva e di breve durata, e che la consulenza tecnica si basava su mere congetture. Il lavoratore ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando una cattiva valutazione delle prove. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che il giudice di merito ha il potere esclusivo di valutare le prove e che la Cassazione non può riesaminare i fatti. Di conseguenza, il lavoratore perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »