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Esonero Contributivo

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'esenzione, prevista dalla legge a determinate condizioni, dall'obbligo di versare i contributi previdenziali e assistenziali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Recupero sgravi contributivi: il DURC non evita la sanzione
Una società cooperativa ha impugnato la pretesa dell'INPS relativa al versamento di differenze contributive e al conseguente recupero sgravi contributivi. La cooperativa allontanava i lavoratori a turno iniziato riducendo l'orario senza preavviso e non applicava le maggiorazioni per lo straordinario. Inoltre, la società conteneva i costi anziché adeguare i salari ai rinnovi contrattuali. La Corte di Cassazione ha stabilito che il mero possesso del DURC non garantisce l'immunità dai controlli. La regolarizzazione avvenuta a verbale iniziato non evita la revoca delle agevolazioni. Di conseguenza, il datore di lavoro deve versare i contributi calcolati sul minimale retributivo e restituire i benefici fruiti indebitamente.
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Esonero contributivo: negato lo sgravio senza prove attuali
L'Inps ha richiesto a una cooperativa sociale il pagamento di oltre 290.000 euro per contributi non versati. Secondo l'ente previdenziale, la cooperativa aveva applicato indebitamente l'esonero contributivo per l'assunzione di persone svantaggiate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della cooperativa, confermando che spetta al datore di lavoro dimostrare l'attualità dello stato di svantaggio dei dipendenti durante tutto il periodo di fruizione del beneficio. Inoltre, la Corte ha chiarito che le leggi regionali non possono ampliare autonomamente le categorie dei beneficiari degli sgravi contributivi statali, in quanto la materia previdenziale è di competenza esclusiva dello Stato. Di conseguenza, la cooperativa perde la causa e deve pagare i contributi richiesti.
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Obbligo contributivo società partecipate: stop ai privilegi
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una Società di gestione idrica, interamente controllata da enti locali, il pagamento dei contributi per gli ammortizzatori sociali. La Corte d'Appello aveva inizialmente esentato la società, ritenendola un'impresa pubblica. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, stabilendo che le società a partecipazione pubblica che gestiscono servizi locali non beneficiano dell'esonero. La scelta di operare in forma societaria privatistica comporta l'accettazione delle regole del diritto privato e l'obbligo di versare i contributi previdenziali. Pertanto, sussiste l'obbligo contributivo società partecipate per finanziare la cassa integrazione e la mobilità, al fine di non alterare la concorrenza sul mercato. La sentenza è stata cassata con rinvio ad altra sezione per ricalcolare le somme dovute.
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Esonero contributi disoccupazione: stabilità fittizia, azienda perde
Una società a partecipazione pubblica si opponeva a una richiesta di pagamento dell'INPS, sostenendo di avere diritto all'esonero contributi disoccupazione grazie alla stabilità dell'impiego dei suoi dipendenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: per le società che operano secondo le regole del diritto privato, la stabilità del posto di lavoro non può derivare solo da un contratto collettivo. È indispensabile ottenere uno specifico decreto ministeriale che attesti tale requisito. In assenza di questo provvedimento formale, l'azienda è tenuta a versare i contributi come qualsiasi altra impresa privata. La richiesta dell'azienda è stata quindi dichiarata inammissibile.
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Vizio di motivazione: annullata la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per indebita percezione di contributi previdenziali a causa di un grave vizio di motivazione. I giudici d'appello avevano omesso di rispondere alle specifiche deduzioni difensive riguardanti l'effettiva autonomia di una nuova società, limitandosi a trascrivere le conclusioni del primo grado senza una reale analisi critica.
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Contributi istruttori sportivi: decide la Cassazione
Una società sportiva ha contestato una richiesta di pagamento di contributi per i propri istruttori, sostenendo che l'attività dilettantistica e l'iscrizione al CONI garantissero l'esenzione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per ottenere l'esenzione dai contributi istruttori sportivi non è sufficiente un requisito formale come l'iscrizione al CONI. È necessario dimostrare la natura sostanzialmente non professionale e non subordinata dell'attività svolta, con l'onere della prova a carico della società.
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Esonero contributivo ASD: quando non si applica
Un'associazione sportiva ha contestato l'obbligo di versare i contributi per i suoi istruttori, invocando l'esonero contributivo ASD. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la natura commerciale dell'attività, per dimensioni e modalità, prevale sulla qualifica formale di associazione dilettantistica, rendendo dovuti i contributi.
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Esonero contributivo sport: quando non si applica?
Una società sportiva dilettantistica si è vista negare l'esonero contributivo sport per i suoi collaboratori. Nonostante la certificazione del CONI, i giudici hanno ritenuto che l'attività avesse natura imprenditoriale e non dilettantistica, a causa del gran numero di collaboratori e dell'organizzazione professionale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso della società perché non aveva contestato adeguatamente la natura imprenditoriale dell'attività, ritenuta decisiva per superare la presunzione di dilettantismo.
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Esonero contributivo appalto: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esonero contributivo per nuove assunzioni non si estende all'azienda che subentra in un appalto e assume i lavoratori della precedente impresa. La Corte ha chiarito che il beneficio è legato a specifiche condizioni di legge, non trasferibili automaticamente. La decisione sottolinea come l'agevolazione prevista dalla L. 190/2014 non si applichi in questo contesto di cambio appalto, distinguendola da normative successive più permissive. È stato inoltre confermato che un avviso di addebito è valido anche se motiva il credito 'per relationem', ovvero facendo riferimento ad atti precedenti già noti al debitore.
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Esonero contributivo: esteso a docenti precarie
Una docente con contratto a tempo determinato e madre di tre figli si è vista negare l'esonero contributivo previsto dalla L. 213/2023, riservato per legge ai soli lavoratori a tempo indeterminato. Il Tribunale di Torino ha accolto il suo ricorso, stabilendo che tale esclusione costituisce una discriminazione vietata dal diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, il giudice ha disapplicato la norma nazionale, riconoscendo il diritto della lavoratrice a beneficiare dell'esonero e condannando l'amministrazione alla restituzione delle somme trattenute.
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Esonero contributivo: 100% valido per portabilità
Il Tribunale di Brescia ha stabilito che un datore di lavoro ha diritto all'esonero contributivo nella misura del 100%, come previsto dalla Legge 178/2020, anche se assume un lavoratore che aveva già parzialmente usufruito di un'agevolazione al 50% presso un precedente datore. La sentenza chiarisce che la 'portabilità' del beneficio riguarda il periodo residuo ma si adegua alla misura più favorevole vigente al momento della nuova assunzione, respingendo l'interpretazione restrittiva dell'ente previdenziale.
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Contributi previdenziali: quando sono dovuti?
Una società ha impugnato un verbale di accertamento relativo a contributi previdenziali non versati su alcune somme erogate ai dipendenti. Il Tribunale ha stabilito che il "contributo di trasporto" forfettario, non essendo un mero rimborso spese, ha natura retributiva e deve essere soggetto a contribuzione. La Corte ha inoltre differenziato le sanzioni per evasione e omissione, applicando la prima al mancato versamento sul contributo di trasporto e la seconda al recupero di sgravi contributivi indebitamente fruiti. È stata anche dichiarata la prescrizione parziale dei crediti più datati.
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