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Esigibile

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un credito che può essere riscosso immediatamente dal creditore poiché non è sottoposto a condizioni o a termini di tempo non ancora scaduti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Costituzione in mora: Fornitore perde contro ASL per ritardo pagamenti
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Fornitore di farmaci che chiedeva all'Azienda Sanitaria il pagamento di interessi e rivalutazione monetaria per ritardati pagamenti. Il Fornitore sosteneva che l'invio di distinte riepilogative o una nota successiva valessero come costituzione in mora. La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'invio delle distinte non costituisce una valida costituzione in mora, poiché il credito diventa esigibile solo dopo specifici termini. La nota successiva non ha dimostrato che il credito fosse già scaduto. L'Azienda Sanitaria ha vinto la causa, e il Fornitore è stato condannato a pagare le spese legali.
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Merce trattenuta: quando l’appropriazione indebita non è scriminata
Un trasportatore ha trattenuto merce di una grande azienda di elettronica, sostenendo di esercitare un diritto di ritenzione per crediti pregressi verso un consorzio di trasporto. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per appropriazione indebita. Ha stabilito che il diritto di ritenzione è legittimo solo se il credito è liquido, esigibile e direttamente collegato al trasporto della merce trattenuta. Nel caso specifico, il credito non era esigibile e l'azienda proprietaria della merce non era la committente diretta dei trasporti che avevano generato il presunto debito, rendendo illegittima l'appropriazione indebita.
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Liquidazione della quota del socio: la prescrizione non è immediata
Un socio recede da una società di persone e richiede la liquidazione della propria quota. La società eccepisce la prescrizione quinquennale del credito, sostenendo che il termine decorra dal giorno del recesso. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del socio, stabilendo che la prescrizione del diritto alla liquidazione della quota del socio inizia a decorrere solo dopo sei mesi dallo scioglimento del rapporto sociale. Questo perché, secondo l'articolo 2289 del Codice Civile, la società ha sei mesi di tempo per pagare, rendendo il credito esigibile solo allo spirare di tale termine. Di conseguenza, la domanda giudiziale del socio, presentata entro i cinque anni successivi alla scadenza del semestre, è pienamente tempestiva.
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Sospensione condizionale della pena: risarcire subito o revoca
Il Tribunale di Vercelli aveva rigettato la richiesta del Pubblico Ministero di revocare la sospensione condizionale della pena a un condannato che non aveva risarcito il danno alla vittima. Secondo il giudice di merito, in mancanza di un termine fissato in sentenza, il condannato aveva cinque anni di tempo per pagare. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Procuratore. I giudici di legittimità hanno stabilito che, se la sentenza non fissa un termine, l'obbligo di risarcimento per ottenere la sospensione condizionale della pena scatta immediatamente al momento del passaggio in giudicato della condanna, trattandosi di un debito di denaro subito esigibile.
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Contributo di solidarietà: stop ai prelievi illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una cassa di previdenza privata sulle pensioni già in essere. I giudici hanno chiarito che gli enti previdenziali privatizzati non possiedono il potere legislativo necessario per imporre prelievi patrimoniali forzosi, i quali restano di esclusiva competenza dello Stato. La sentenza stabilisce inoltre che il diritto del pensionato a recuperare le somme indebitamente trattenute è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale, respingendo la tesi della prescrizione breve quinquennale.
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Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria: calcolo
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto del ricorso riguardante il calcolo della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria. La controversia verteva sulla base di calcolo oraria e sulla decorrenza degli interessi legali. La Corte ha stabilito che il diritto alla prestazione nasce solo con il decreto ministeriale di autorizzazione e che gli interessi decorrono dopo 120 giorni da tale atto. È stato inoltre ribadito il principio di soccombenza per le spese legali.
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Appropriazione indebita auto aziendale: la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per appropriazione indebita a carico di un ex socio e dipendente che ha rifiutato di restituire l'auto aziendale dopo il licenziamento. L'imputato sosteneva di trattenere il veicolo a titolo di compensazione per presunti crediti vantati verso la società. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che tale condotta integra il reato poiché il credito non era certo, liquido ed esigibile. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile anche a causa della proposizione di motivi nuovi non dedotti in appello e della richiesta di una rivalutazione dei fatti preclusa in sede di legittimità.
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