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Esecuzione Specifica Contratto Preliminare

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Usufrutto mutato: Esecuzione specifica contratto preliminare impossibile
Un Promittente Venditore si era impegnato a vendere il 50% dell'usufrutto di un villino a un Acquirente. Successivamente, il Promittente Venditore ha ceduto la nuda proprietà dell'immobile alla figlia, riservandosi l'usufrutto vitalizio su una quota diversa. L'Acquirente ha chiesto l'esecuzione specifica del contratto preliminare. La Corte d'Appello aveva accolto la domanda, ma la Cassazione ha cassato la sentenza. La Suprema Corte ha stabilito che l'esecuzione specifica del contratto preliminare non è possibile quando l'oggetto del diritto, come l'usufrutto, subisce modifiche radicali che alterano l'assetto di interessi originariamente pattuito, rendendo impossibile riprodurre il medesimo accordo.
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Azienda vs Proprietario: Esecuzione specifica contratto preliminare confermata
L'Azienda, in liquidazione, ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza che aveva accolto la richiesta del Proprietario di ottenere l'esecuzione specifica di un contratto preliminare di compravendita immobiliare. La Corte d'Appello aveva riconosciuto la validità di tale contratto, derivante dal collegamento con un rogito di cessione di terreno edificabile, e aveva imposto all'Azienda di cedere gli immobili. L'Azienda ha contestato la decisione con tre motivi, tra cui l'inammissibilità dell'appello e la valutazione di una quietanza. La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i motivi, confermando l'obbligo dell'Azienda di adempiere al contratto preliminare e condannandola alle spese.
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Esecuzione Specifica Contratto Preliminare: Quote e Irregolarità Edilizie
L'Impresa Acquirente ha chiesto l'esecuzione specifica di un contratto preliminare per l'acquisto di quote di un immobile indiviso, nonostante la presenza di abusi edilizi e il mancato coinvolgimento di tutti i comproprietari. I Promittenti Venditori si sono opposti, sollevando questioni procedurali e di merito. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di merito. Ha stabilito che l'esecuzione specifica contratto preliminare è ammissibile anche per singole quote se il preliminare le prevede esplicitamente. Ha inoltre chiarito che la condizione sospensiva (sanatoria) si era avverata e che il pagamento del prezzo, previsto al rogito, non richiedeva un'offerta formale preventiva. La Corte ha anche riconosciuto il diritto alla riduzione del prezzo per le irregolarità urbanistiche residue.
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Esecuzione specifica contratto preliminare: negata se non paghi
Una promissaria acquirente di un terreno agisce in giudizio per ottenere l'esecuzione specifica del contratto preliminare, chiedendo al giudice di trasferirle la proprietà. La sua richiesta viene respinta perché non ha dimostrato di aver pagato integralmente il prezzo pattuito o di averne fatto formale offerta al venditore. La Corte di Cassazione conferma la decisione, sottolineando che per ottenere questo tipo di tutela è indispensabile adempiere alle proprie obbligazioni. Inoltre, la Corte chiarisce che chi ottiene la disponibilità anticipata di un immobile è un semplice 'detentore' e non un 'possessore', e quindi non ha diritto a un'indennità per i miglioramenti apportati al bene.
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Esecuzione Specifica Contratto Preliminare: Documenti Tardivi Validi
Un promissario acquirente ha richiesto l'esecuzione specifica contratto preliminare per il trasferimento di un immobile. I venditori, tuttavia, non avevano prodotto le necessarie dichiarazioni di conformità urbanistica e catastale. Questi documenti sono stati presentati solo nel corso del giudizio di appello. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale produzione tardiva è legittima. La conformità urbanistica, infatti, non è un presupposto della domanda (che deve esistere da subito), ma una condizione dell'azione, che può essere soddisfatta in qualsiasi momento prima della decisione finale. Di conseguenza, il ricorso dell'acquirente è stato respinto e la vendita forzata confermata.
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Esecuzione specifica contratto: l’offerta non formale
Una società acquirente ha richiesto l'esecuzione specifica di contratti preliminari immobiliari dopo il fallimento della società venditrice. L'acquirente sosteneva di aver pagato parte del prezzo tramite compensazione con crediti preesistenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'offerta della controprestazione deve essere seria e concreta. Le fatture unilaterali non sono state ritenute prova sufficiente del credito, rendendo l'offerta inidonea e impedendo l'accoglimento della domanda di esecuzione specifica contratto preliminare.
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