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Errore Materiale

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2097 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Errore materiale: correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in un precedente dispositivo. Per un lapsus formale, era stata indicata una Corte di Appello errata come sede del rinvio per il nuovo giudizio. Trattandosi di una svista evidente e non di una valutazione di merito, la Corte ha applicato la procedura semplificata per rettificare il nome dell'autorità giudiziaria competente, garantendo la corretta prosecuzione dell'iter processuale.
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Errore materiale: la correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione è intervenuta per correggere un errore materiale riscontrato nel dispositivo di un'udienza precedente. Nel documento originale era stato erroneamente indicato il riferimento a un determinato capo d'imputazione anziché a quello corretto. Trattandosi di una mera svista formale che non altera la sostanza della decisione, la Corte ha disposto la rettifica del testo, ordinando alla Cancelleria di procedere con le annotazioni necessarie per ripristinare la correttezza formale dell'atto.
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Ricorso straordinario: limiti nelle misure prevenzione
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso straordinario presentato per la correzione di presunti errori materiali contenuti in una precedente sentenza. Il collegio ha dichiarato l'istanza inammissibile, ribadendo che l'istituto del ricorso straordinario ex art. 625 bis c.p.p. è limitato esclusivamente alle decisioni di condanna. Poiché il caso in esame riguardava misure di prevenzione, la procedura non è stata ritenuta applicabile. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.
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Errore materiale: correzione spese legali Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di errore materiale relativo all'omessa liquidazione delle spese legali in favore della parte civile. Nonostante la società danneggiata avesse partecipato all'udienza e presentato regolarmente la nota spese, il dispositivo della sentenza di inammissibilità del ricorso non conteneva la condanna dell'imputato al rimborso. La Corte ha stabilito che tale omissione, riguardando una statuizione accessoria e obbligatoria, può essere sanata tramite la procedura di correzione senza necessità di impugnazione.
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Particolare tenuità del fatto e spaccio abituale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per spaccio di stupefacenti. Il ricorrente invocava la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ma i giudici hanno confermato che la pluralità delle cessioni dimostra un'abitualità della condotta incompatibile con il beneficio. Sono stati inoltre respinti i motivi relativi a errori materiali nell'imputazione e alla presunta mancanza di principio attivo, poiché quest'ultimo punto richiedeva una valutazione di merito preclusa in sede di legittimità.
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Distrazione delle spese: la correzione dell’errore
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza per la correzione di errore materiale relativa a un'ordinanza precedente. Il ricorrente ha segnalato l'omessa **distrazione delle spese** in favore del proprio difensore antistatario, sia per quanto riguarda il giudizio di merito che quello di legittimità. La Suprema Corte, confermando l'orientamento consolidato, ha stabilito che tale mancanza può essere sanata attraverso il procedimento di correzione, integrando il dispositivo con l'ordine di pagamento diretto al legale.
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Distrazione delle spese: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza per la correzione di un errore materiale contenuto in una propria precedente ordinanza. Il ricorrente aveva segnalato che i giudici, pur avendo liquidato le spese di lite, avevano omesso di disporre la distrazione delle spese in favore del difensore antistatario. La Suprema Corte, richiamando i propri precedenti, ha confermato che tale omissione costituisce un errore materiale emendabile, integrando il dispositivo con l'ordine di pagamento diretto al legale.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza per la correzione di un errore materiale relativo alla mancata distrazione delle spese legali. Nonostante il difensore avesse richiesto il pagamento diretto nel ricorso originario, l'ordinanza di accoglimento aveva omesso tale disposizione. La Corte ha ribadito che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese non costituisce un vizio da impugnare con i mezzi ordinari, ma deve essere risolta tramite il procedimento di correzione degli errori materiali, garantendo così la celerità e il rispetto della ragionevole durata del processo.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
Un ricorrente ha presentato istanza per la correzione di un errore materiale in un'ordinanza della Corte di Cassazione. Il provvedimento originario aveva omesso la distrazione delle spese a favore del difensore, nonostante questi si fosse dichiarato antistatario. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese non richiede un'impugnazione ordinaria, ma può essere risolta tramite il procedimento di correzione degli errori materiali. Tale procedura è rapida e garantisce al legale il diritto di ottenere un titolo esecutivo diretto contro la parte soccombente.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
Un avvocato ha presentato istanza per la correzione di un'ordinanza della Corte di Cassazione che, pur avendo liquidato le spese di lite, aveva omesso di disporre la distrazione delle spese a suo favore nonostante l'espressa richiesta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ribadendo che l'omessa pronuncia sulla distrazione non costituisce un vizio da impugnare con i mezzi ordinari, ma un errore materiale correggibile tramite la procedura semplificata prevista dagli artt. 287 e 288 c.p.c. Tale orientamento garantisce la rapidità nell'ottenimento del titolo esecutivo per il difensore.
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Correzione errore materiale: rettifica nomi atti
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale relativa all'errata trascrizione del nome di un ricorrente nel ruolo di udienza. Il provvedimento, emesso ai sensi dell'art. 130 c.p.p., rettifica una svista ortografica che non incide sulla sostanza della decisione, ordinando alla cancelleria di annotare la corretta grafia del nominativo sull'originale dell'atto per garantire la precisione formale del processo.
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Errore materiale: come correggere la pena errata
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso per la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente sentenza. Il ricorrente ha dimostrato che nel calcolo della pena complessiva era stato erroneamente inserito un aumento per un reato dal quale era stato precedentemente assolto. Riconosciuta la svista aritmetica, la Corte ha rideterminato la pena finale riducendola da nove anni a otto anni e otto mesi di reclusione, eliminando l'aumento indebito.
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Errore materiale: la correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una precedente ordinanza. L'errore riguardava l'errata indicazione dei nomi degli eredi di una delle parti coinvolte nel giudizio. La Corte ha stabilito che tali imprecisioni nell'intestazione, nella motivazione e nel dispositivo devono essere rettificate per riflettere correttamente l'identità dei soggetti processuali, garantendo la coerenza formale del provvedimento senza mutarne la sostanza decisionale. La procedura di correzione assicura che il titolo giudiziale sia privo di vizi formali che potrebbero ostacolarne l'esecuzione.
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Giudicato esterno e compensi avvocato dipendente
Un avvocato, dipendente di un ente sanitario pubblico, ha richiesto il pagamento di compensi professionali per l'attività di difesa legale svolta in favore del proprio datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che l'esistenza di un precedente **giudicato esterno** aveva già accertato la natura dipendente di tale attività. Poiché una sentenza passata in giudicato aveva stabilito che le prestazioni legali rientravano nel normale rapporto di pubblico impiego, il professionista non può vantare diritti a compensi autonomi in assenza di specifiche clausole contrattuali o amministrative che ne prevedano l'erogazione extra.
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Giudicato esterno e compensi avvocato dipendente
Un ex dirigente amministrativo ha agito contro un'azienda sanitaria per ottenere il pagamento di compensi professionali derivanti dall'attività di patrocinio legale svolta durante il rapporto di lavoro. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda rilevando l'esistenza di un precedente giudicato esterno che aveva già qualificato tale attività come parte integrante dei doveri di ufficio e non come rapporto d'opera professionale autonomo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'accertamento definitivo contenuto in una sentenza passata in giudicato preclude ogni ulteriore contestazione sullo stesso rapporto giuridico fondamentale.
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Errore materiale: la correzione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per rettificare un **errore materiale** riscontrato in una precedente sentenza. Nel testo originale era stato erroneamente indicato un riferimento normativo relativo a un decreto del 1996, mentre la norma corretta da applicare era l'articolo 14 del D.P.R. n. 600 del 1973. La Corte ha disposto la sostituzione del riferimento errato con quello corretto, ordinando alla cancelleria di procedere con le annotazioni necessarie per garantire la piena validità formale del provvedimento.
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Errore materiale: la correzione del dispositivo
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per correggere un **errore materiale** riscontrato nel ruolo di udienza di una precedente decisione. Inizialmente, il testo riportato ometteva la specifica limitazione dell'annullamento alla sola confisca per equivalente, rischiando di estendere impropriamente l'efficacia della sentenza. La Corte ha stabilito che, essendo la motivazione della sentenza già corretta e chiara, fosse necessario integrare il dispositivo del ruolo di udienza per garantire la piena coerenza tra la volontà del giudice e il documento formale.
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Errore materiale: come correggerlo in Cassazione
Una società di trasporti ha richiesto la correzione di un errore materiale contenuto in un'ordinanza della Cassazione. Il dispositivo indicava erroneamente l'accoglimento del secondo motivo di ricorso anziché del primo, in palese contrasto con la motivazione della sentenza stessa. La Suprema Corte, rilevata la svista, ha ordinato la correzione, ristabilendo la coerenza tra il ragionamento giuridico e la decisione finale riguardante un licenziamento per giusta causa, garantendo così la corretta applicazione della parola_chiave nel processo.
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Errore materiale: la correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza per la correzione di un errore materiale riscontrato in una precedente ordinanza. Gli errori consistevano nell'errata indicazione dei cognomi delle parti coinvolte e della denominazione di una società immobiliare proprietaria di un immobile oggetto di un contratto preliminare. La Corte ha stabilito che, poiché l'identità dei soggetti e dell'oggetto della controversia era chiaramente desumibile dagli atti processuali, non sussisteva alcuna nullità, ma solo la necessità di una rettifica formale per garantire la precisione del documento.
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Errore materiale: spese legali e Sezioni Unite
Un cittadino ha presentato istanza per la correzione di un errore materiale in una sentenza, lamentando la mancata indicazione della distrazione delle spese legali a favore del difensore della controparte. Il Tribunale ha dichiarato l'istanza inammissibile, condannando il richiedente al pagamento delle spese processuali. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha rilevato un profondo contrasto giurisprudenziale circa la possibilità di liquidare le spese in un procedimento di natura amministrativa come quello di correzione. Per tale ragione, la causa è stata rinviata in attesa di una decisione definitiva delle Sezioni Unite.
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