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Errore Materiale — Anno 2026

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345 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Errore Materiale

Provvedimenti

Correzione di errore materiale: la sentenza diventa ordinanza
La Corte di Cassazione è intervenuta per disporre la correzione di errore materiale relativa a un proprio precedente provvedimento. Nel testo originario, la decisione era stata erroneamente qualificata con il termine 'sentenza' invece di 'ordinanza'. A seguito della segnalazione della cancelleria, i giudici hanno applicato la procedura prevista dal codice di procedura penale per rimediare al mero lapsus formale. La Suprema Corte ha così stabilito che la parola 'sentenza' deve intendersi sostituita da 'ordinanza', lasciando inalterato il contenuto sostanziale del giudizio espresso nei confronti dell'imputato.
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Integrazione probatoria in appello e ricorso inammissibile
L'Imputata ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna d'appello, contestando l'acquisizione d'ufficio di documenti in secondo grado e un errore di trascrizione nel capo di imputazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'integrazione probatoria in appello è sempre consentita al giudice anche nel giudizio abbreviato, purché sia garantito il contraddittorio. Inoltre, un semplice errore materiale nella trascrizione dell'accusa non lede i diritti difensivi se la condotta rimane chiara. A causa dell'inammissibilità del ricorso, L'Imputata è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Inammissibilità del ricorso per cassazione e sanzioni
L'Imputato ha proposto ricorso contro la sentenza d'appello contestando la presenza in albergo e la revoca di testimoni. La Corte di Cassazione ha confermato l'Inammissibilità del ricorso per cassazione poiché i motivi erano generici e basati su una semplice ricostruzione alternativa dei fatti. Le censure sulla revoca delle testimonianze non erano state sollevate in appello. La ricostruzione dell'albergo sulla presenza dell'imputato è risultata coerente, mentre la diversa data dell'annotazione di polizia era un semplice errore materiale. Il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e a tremila euro per la Cassa delle Ammende.
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Rifiuto del videocollegamento e processo a distanza
L'imputata ha impugnato la sentenza di condanna lamentando la violazione del proprio diritto di difesa. La persona accusata si era rifiutata di accedere alla saletta del carcere per la partecipazione a distanza al processo, pretendendo una sedia a rotelle e un accompagnatore. La relazione medica del direttore sanitario ha smentito tale necessità fisica, confermando la piena capacità di deambulazione della detenuta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. I giudici hanno condannato la ricorrente al pagamento delle spese legali e a una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende, trasmettendo gli atti relativi all'identità anagrafica ai giudici territoriali e alla Procura.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge l’omissione
Un istituto bancario proponeva ricorso in Cassazione contro un cliente. La Corte rigettava il ricorso condannando la banca al pagamento delle spese di giudizio, ma ometteva di disporre la distrazione delle spese in favore del difensore del cliente, che si era dichiarato antistatario. Il difensore presentava quindi istanza per correggere l'omissione. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, confermando che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese costituisce un errore materiale emendabile con apposito procedimento di correzione. Di conseguenza, ha integrato l'ordinanza originaria disponendo l'attribuzione delle spese direttamente al professionista.
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Correzione di errore materiale: spese legali salve in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale contenuta nel dispositivo di una precedente sentenza penale. Per una svista, il provvedimento originario non aveva inserito la condanna dell'imputato al pagamento delle spese legali in favore delle parti civili. Accertata l'omissione formale, la Suprema Corte ha applicato la procedura di correzione, integrando il testo e condannando formalmente la ricorrente a rimborsare quattromilaseicento euro, oltre agli accessori di legge, per le spese di rappresentanza e difesa sostenute dalle parti civili nel giudizio di legittimità.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione rimedia alla svista
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale di una propria precedente sentenza. Il Cittadino aveva presentato ricorso esclusivamente in relazione al reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Tuttavia, nel dispositivo della sentenza di annullamento senza rinvio, la Corte aveva omesso di specificare che l'annullamento riguardava unicamente tale reato. Rilevato l'errore materiale, che non ha comunque generato confusione, i giudici hanno applicato la procedura di correzione d'ufficio. Di conseguenza, il dispositivo è stato integrato chiarendo che l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata è limitato esclusivamente al reato di oltraggio a pubblico ufficiale.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione liquida le spese
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione di errore materiale presentata da un'associazione ambientalista. Nel provvedimento originario, la Corte aveva erroneamente stabilito che la liquidazione dei compensi per il patrocinio a spese dello Stato spettasse alla Corte di appello territoriale. Con questa ordinanza, i giudici di legittimità hanno corretto l'errore, provvedendo direttamente alla liquidazione della somma di 2.835,00 euro, oltre agli accessori di legge, in favore del richiedente.
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Imputato giudicato in assenza: no a proroga per mero errore
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità dell'appello proposto oltre i termini ordinari dal difensore di un imputato. Nonostante la sentenza di primo grado riportasse erroneamente la dicitura "libero assente", l'imputato era comparso personalmente a un'udienza, con conseguente revoca dell'assenza. La Suprema Corte ha chiarito che la proroga di quindici giorni per l'impugnazione spetta solo all'imputato giudicato in assenza per l'intero giudizio. Trattandosi di un mero errore materiale nell'intestazione della sentenza, l'imputato, essendo comparso anche solo una volta, non aveva diritto al termine esteso. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Correzione errore materiale: lo Stato non paga le spese
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza. Nel rigettare il ricorso presentato dal Pubblico Ministero contro un cittadino, la Corte aveva erroneamente condannato la parte pubblica al pagamento delle spese processuali. Trattandosi di una evidente svista materiale, poiché il rappresentante dello Stato non può essere condannato alle spese del giudizio, i giudici hanno applicato la procedura semplificata per eliminare la condanna economica dal testo della decisione, riformulando il verdetto finale nel solo rigetto del ricorso.
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Correzione errore materiale: niente spese per il magistrato
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza. Nel provvedimento originario, la Corte aveva rigettato il ricorso proposto dal Pubblico Ministero nei confronti dell'Imputato, ma aveva erroneamente inserito nel dispositivo la condanna del magistrato dell'accusa al pagamento delle spese processuali. Trattandosi di una evidente svista materiale, i giudici hanno eliminato la condanna alle spese, riformulando il dispositivo nel solo rigetto del ricorso.
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Errore materiale nel capo d’imputazione: la condanna resta valida
L'Imputato è stato condannato per spaccio e detenzione di cocaina ed eroina. Nel ricorso in Cassazione, la difesa ha eccepito un errore materiale nel capo d'imputazione, che indicava come data del reato il 2016 anziché il 2019, sostenendo la violazione del diritto di difesa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'errore sulla data era facilmente riconoscibile dagli atti di causa, poiché l'uomo era stato colto in flagranza nel 2019 e aveva subito confessato. Di conseguenza, l'inesattezza non ha compromesso la possibilità di difendersi. L'Imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Spese negate: i limiti della correzione di errore materiale
Una parte civile ha chiesto la correzione di errore materiale di una sentenza della Cassazione che aveva dichiarato inammissibile il ricorso di un'altra parte civile, lamentando la mancata condanna di quest'ultima al rimborso delle spese legali. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta. I giudici hanno chiarito che l'omessa statuizione sulle spese non costituisce un errore materiale correggibile quando richiede una valutazione discrezionale o di merito sulla legittimazione delle parti. Inoltre, la Corte ha stabilito che il rigetto della domanda di correzione non comporta la condanna alle spese per chi l'ha proposta, poiché tale procedura non è un mezzo di impugnazione e non si applica il principio di soccombenza.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione rettifica la nascita
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale contenuta nell'intestazione di una precedente ordinanza. Nel provvedimento originario, il luogo di nascita del ricorrente era stato erroneamente indicato come Barcellona Pozzo di Gotto anziché Milazzo. Su segnalazione dell'Ufficio Esecuzioni Penali, la Suprema Corte ha applicato la procedura semplificata prevista dal codice di rito, ordinando la rettifica del dato anagrafico errato senza alterare il contenuto sostanziale della decisione. Il ricorrente ottiene così la corretta associazione dei propri dati personali nei registri ufficiali.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge l’errore
Nel corso di una controversia tributaria, la Corte di Cassazione aveva rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, condannandola al pagamento delle spese legali in favore della Società Contribuente. Tuttavia, i giudici avevano omesso di disporre la distrazione delle spese in favore del difensore, che si era regolarmente dichiarato antistatario nel controricorso. Il Difensore ha quindi proposto ricorso per la correzione dell'errore materiale. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, disponendo l'integrazione del provvedimento originario con l'esplicita indicazione della distrazione delle spese a favore del professionista, confermando che l'omissione di tale statuizione costituisce un errore materiale emendabile anche d'ufficio.
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Correzione errore materiale: da Milano a Firenze per il rinvio
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nel ruolo di udienza relativo a un precedente ricorso. Nel provvedimento originario, che annullava con rinvio una sentenza della Corte d'Appello di Firenze, era stata erroneamente indicata la Corte d'Appello di Milano come giudice del rinvio. Trattandosi di un mero errore grafico-materiale che non incide sul contenuto della decisione né determina alcuna nullità, la Suprema Corte ha applicato la procedura di correzione prevista dal codice di procedura penale, ristabilendo la corretta indicazione del giudice fiorentino. I Ricorrenti ottengono così la corretta individuazione del tribunale competente per il nuovo giudizio.
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Rimborso IVA: il fisco perde se contesta in ritardo il credito
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso una cartella di pagamento contro la Curatela Fallimentare di una società per un presunto omesso versamento d'imposta. La Curatela ha contestato l'atto, sostenendo di avere un credito d'imposta maturato negli anni precedenti, per il quale aveva già chiesto il Rimborso IVA. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ufficio tributario. I giudici hanno chiarito che l'onere di provare i fatti costitutivi del credito grava sul contribuente solo se l'ufficio contesta specificamente tale credito fin dal primo grado. Poiché l'ente impositore non ha sollevato tempestivamente contestazioni specifiche sull'esistenza del credito, limitandosi a rilievi formali sulla mancata presentazione di alcune dichiarazioni annuali, il diritto al Rimborso IVA del contribuente deve considerarsi definitivamente confermato.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge la sigla
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta in una precedente ordinanza. Nel testo originale, la società controricorrente era stata erroneamente indicata come Società per Azioni anziché come Società a Responsabilità Limitata nell'intestazione dell'atto. Poiché nel resto del provvedimento la denominazione corretta emergeva chiaramente, i giudici hanno stabilito che si trattasse di una semplice svista formale. La Suprema Corte ha quindi ordinato la rettifica del nome, ristabilendo la corretta qualificazione giuridica della società senza modificare la sostanza della decisione precedente.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge la data
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in relazione a una precedente sentenza. Nel documento originario, la data di nascita del ricorrente era stata erroneamente indicata come 15 maggio 1944 anziché 17 luglio 1944. Trattandosi di un mero refuso nell'intestazione del provvedimento, che non incide sul contenuto della decisione, la Suprema Corte ha disposto la correzione della data e ha ordinato alla cancelleria di annotare la modifica sull'atto originale.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata in sentenza
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale avanzata da La Ricorrente. Nella precedente sentenza emessa dalla stessa Corte, la data di nascita della donna era stata erroneamente indicata come 12 novembre 1953 anziché 12 novembre 1957. Trattandosi di un evidente refuso di battitura nell'intestazione del provvedimento, che non incide sulla sostanza della decisione, i giudici hanno ordinato la rettifica formale del dato anagrafico errato, disponendo che la cancelleria provveda alle necessarie annotazioni sull'atto originale.
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