La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38449/2024, ha respinto un ricorso straordinario per errore di fatto, chiarendo i requisiti della cosiddetta bancarotta riparata. Gli amministratori di una società fallita, condannati per bancarotta fraudolenta distrattiva, sostenevano che il danno fosse stato 'riparato' da un co-imputato che aveva pagato direttamente alcuni creditori. La Corte ha ribadito che, per escludere la punibilità, i fondi distratti devono essere restituiti al patrimonio della società, non a singoli creditori. Questo per garantire la par condicio creditorum e permettere alla società di gestire le risorse reintegrate. Il pagamento diretto a creditori scelti discrezionalmente viola questo principio fondamentale e non integra la bancarotta riparata.
Continua »