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Error In Procedendo — Anno 2026

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281 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Error In Procedendo

Provvedimenti

Cumulo di pene: il Giudice può correggere il PM?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Giudice dell'esecuzione ha il potere di rivedere la decisione del Pubblico Ministero che nega l'unificazione delle pene (cumulo di pene). Anche un diniego, e non solo un cumulo errato, può essere oggetto di controllo giurisdizionale, poiché incide sulla libertà personale del condannato e sul suo diritto a beneficiare di istituti come la liberazione anticipata. La Corte ha annullato la decisione del giudice di merito che si era dichiarato incompetente a valutare il rigetto del PM.
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Notifica errata PEC: annullata la sentenza d’appello
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello a causa di una notifica errata PEC del decreto di citazione. L'errore, consistito nell'inviare l'avviso a un indirizzo di un avvocato omonimo ma diverso, ha violato il diritto di difesa dell'imputato, determinando la nullità assoluta e insanabile del procedimento.
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Scatti di anzianità cambio appalto: sì al cumulo
Una lavoratrice, impiegata continuativamente nello stesso servizio di mensa nonostante diversi cambi di azienda appaltatrice, ha citato in giudizio l'ultimo datore di lavoro per il mancato pagamento degli scatti di anzianità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando che, in base al CCNL Turismo, l'impresa subentrante deve riconoscere l'intera anzianità di servizio maturata dal lavoratore nell'appalto, anche se con datori di lavoro precedenti e anche se gli scatti non erano stati precedentemente erogati. La necessità di documentazione è una modalità procedurale, non una condizione che annulla il diritto del lavoratore.
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Liberazione anticipata: quando la condotta la nega
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della liberazione anticipata a un detenuto a causa di gravi infrazioni disciplinari, tra cui aggressioni e possesso di droga. La sentenza chiarisce che la competenza a decidere spetta al Tribunale di sorveglianza del luogo di attuale detenzione e che la valutazione sulla partecipazione al percorso rieducativo può considerare negativamente anche fatti recenti, estendendone gli effetti a semestri precedenti, senza necessità di una condanna penale definitiva per tali condotte.
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Motivazione per relationem: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento per fatture inesistenti, la cui motivazione per relationem si basava su un verbale di constatazione (PVC) non adeguatamente notificato. La Corte ha stabilito che la consegna del PVC all'amministratore giudiziario non garantisce la conoscenza da parte del legale rappresentante della società, rendendo l'accertamento nullo per difetto di motivazione. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Motivazione per relationem: quando è valida? La Cassazione
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per IVA su operazioni ritenute inesistenti. Il nodo della questione era la validità della motivazione per relationem dell'avviso, che rinviava a un Processo Verbale di Constatazione (PVC) notificato non al legale rappresentante, ma a un amministratore giudiziario. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per la validità della motivazione per relationem, l'atto richiamato deve essere effettivamente conosciuto dal legale rappresentante, a cui spetta la difesa della società. La Corte ha cassato la sentenza e rinviato il caso per una nuova valutazione.
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Patrocinio ente riscossione: sì all’avvocato privato
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena legittimità del patrocinio ente riscossione a mezzo di avvocati del libero foro. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia, ritenendo erroneamente che non potesse avvalersi di un legale privato. La questione è stata rinviata al giudice di secondo grado per una nuova valutazione.
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Credito d’imposta estero: sì anche senza quadro GN
Una società holding, pur avendo percepito redditi dall'estero tra il 2004 e il 2012, ometteva di compilare i quadri specifici della dichiarazione dei redditi per richiedere il credito d'imposta estero. L'Agenzia delle Entrate negava il rimborso, ma la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente. La Suprema Corte ha stabilito che la mancata indicazione nel modello dichiarativo non comporta la decadenza dal diritto, in quanto le norme dei trattati internazionali contro la doppia imposizione prevalgono sulla normativa interna. L'attuale art. 165 del TUIR, a differenza della normativa precedente, non prevede una sanzione di decadenza esplicita per tale omissione.
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Società di comodo: Cassazione e la Direttiva IVA
Una società operante nel settore del riciclo è stata classificata come 'società di comodo' dall'Agenzia delle Entrate per mancanza di ricavi, nonostante avesse sostenuto costi significativi per avviare l'attività. La causa dell'inattività era il ritardo del Comune nel rilasciare la necessaria concessione edilizia. La Corte di Cassazione, richiamando una sentenza della Corte di Giustizia Europea, ha annullato l'accertamento. Ha stabilito che la qualifica di società di comodo non può basarsi su una mera presunzione legata ai ricavi, specialmente in presenza di oggettive cause di forza maggiore. La normativa italiana è stata ritenuta in contrasto con il principio di neutralità dell'IVA sancito dal diritto europeo.
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Notifica cartella esattoriale: nulla se a indirizzo errato
Un contribuente ha impugnato diverse cartelle di pagamento sostenendo la prescrizione dei crediti per vizi di notifica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la notifica della cartella esattoriale è invalida se effettuata presso un vecchio indirizzo di residenza, nonostante il contribuente si fosse trasferito da anni e avesse fornito prova del cambio anagrafico. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per una nuova valutazione sulla base di questo principio.
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Omessa pronuncia appello: la Cassazione decide
Una società di gestione del risparmio ha impugnato un avviso di accertamento catastale che rettificava la rendita proposta tramite DOCFA. Vittoriosa in primo grado per difetto di motivazione dell'atto, la società ha visto la decisione ribaltata in appello. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza di secondo grado per omessa pronuncia appello, in quanto il giudice non aveva esaminato le questioni di merito (eccessiva valorizzazione) che la società aveva correttamente riproposto dopo che erano state assorbite dalla decisione di primo grado.
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Notifica del decreto: Cassazione annulla inammissibilità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che dichiarava inammissibile un appello contro misure di prevenzione personali e patrimoniali. L'errore fatale del giudice di merito è stato calcolare erroneamente i termini per l'impugnazione, basandosi su una data di notifica del decreto errata. La Suprema Corte, riscontrando un 'error in procedendo', ha verificato gli atti e stabilito la tempestività dell'appello, riaffermando il principio fondamentale secondo cui i termini decorrono solo da una corretta e provata comunicazione dell'atto all'interessato.
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Notifica ricorso tributario: errore e inammissibilità
Una contribuente doveva impugnare tre avvisi di accertamento distinti ma, per un errore tecnico, il suo legale notificava per tre volte lo stesso ricorso relativo a una sola annualità. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso mai correttamente notificato, chiarendo che un errore di questo tipo non costituisce una mera nullità sanabile, poiché la notifica del ricorso tributario corretto non è mai avvenuta, facendo così decorrere inutilmente i termini di decadenza.
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Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1409/2026, ha analizzato il caso di una socia di una S.p.A. a ristretta base azionaria a cui erano stati imputati utili extracontabili. La Corte ha confermato la legittimità della presunzione distribuzione utili, specificando che per superarla non è sufficiente dimostrare una mera conflittualità interna, ma occorre provare una totale estraneità alla gestione societaria. Ha tuttavia accolto il motivo relativo alle sanzioni, disponendo l'applicazione della normativa più favorevole sopravvenuta (ius superveniens).
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Responsabilità amministratori: ritardo fallimento
La Cassazione conferma la condanna per responsabilità amministratori che hanno ritardato la dichiarazione di fallimento. Il danno risarcibile include gli interessi passivi sul mutuo maturati nel periodo di ritardo, poiché una tempestiva procedura concorsuale li avrebbe evitati. La Corte chiarisce che il ritardo ha aggravato la posizione dei creditori, aumentando le passività ammesse al passivo con prelazione.
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Notifica errata data udienza: nullità assoluta
La Corte di Cassazione annulla una condanna penale a causa di una notifica errata della data di udienza. La sentenza stabilisce che tale errore equivale a un'omessa citazione, configurando una nullità assoluta e insanabile che lede il diritto dell'imputato a partecipare al processo. La presenza del difensore in aula è stata ritenuta irrilevante per sanare il vizio.
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Autonoma valutazione: Cassazione su nullità ordinanza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato in custodia cautelare per associazione mafiosa. L'imputato lamentava la mancanza di autonoma valutazione da parte del giudice. La Corte ha stabilito che, per la nullità, non basta una censura generica, ma occorre dimostrare come una valutazione critica avrebbe cambiato la decisione. Il ricorso è stato anche ritenuto inammissibile per difetto di autosufficienza, non avendo allegato prove decisive.
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Inerenza dei costi: la Cassazione e il favor rei
Una società si vedeva contestare la deducibilità di un ingente costo per la chiusura di una linea produttiva, per presunta mancanza di inerenza. Dopo la condanna nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha analizzato il caso. Pur rigettando i motivi di ricorso sul merito della questione, ritenendo il costo non sufficientemente determinato, ha cassato la sentenza sulle sanzioni. La Corte ha applicato il principio del favor rei, rinviando alla corte d'appello il compito di ricalcolare le sanzioni sulla base di una normativa successiva più favorevole (ius superveniens).
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Licenziamento per scarso rendimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un licenziamento per scarso rendimento di una dipendente di un'azienda di trasporti. La Corte ha stabilito che lo scarso rendimento, se causato da assenze per malattia risultate simulate, costituisce un inadempimento colpevole che giustifica il recesso del datore di lavoro. L'accertamento della simulazione della malattia è una valutazione di merito che non può essere riesaminata in sede di legittimità, se la motivazione della corte d'appello è logica e coerente.
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Ne bis in idem: onere della prova in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sul principio del ne bis in idem a causa della sua genericità. La sentenza chiarisce che è onere del ricorrente produrre la documentazione completa (sentenza irrevocabile e capi d'imputazione) per dimostrare l'identità del fatto, soprattutto quando il giudicato si è formato nel corso del procedimento. In assenza di tale prova, l'appello non può essere accolto, ma resta la possibilità di sollevare la questione in sede esecutiva.
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