La Corte d'Appello aveva dichiarato inammissibile l'appello proposto da L'Imputato contro una sentenza di condanna, ritenendolo tardivo. L'Imputato ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che i giudici di secondo grado non avessero considerato la sospensione dei termini processuali dovuta all'emergenza sanitaria da COVID-19 (dal 9 marzo all'11 maggio 2020). La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, confermando che, calcolando la sospensione straordinaria, l'appello depositato in forma cartacea il 12 maggio 2020 era pienamente tempestivo. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato la decisione impugnata e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello di Roma per un nuovo giudizio.
Continua »