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Erede Apparente

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Colui che, in base a circostanze esteriori come un testamento pubblicato, appare come il legittimo erede, anche se la sua qualità potrebbe essere successivamente contestata.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Acquisto da erede apparente: salvi i compratori in buona fede
La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'acquisto di un immobile effettuato da una coppia di coniugi nel 1959. Il venditore era un erede apparente, che si era impossessato dei beni del padre defunto prima che venisse alla luce un testamento segreto. I veri eredi avevano impugnato la vendita, rivendicando la proprietà del bene. La Suprema Corte ha stabilito che l'acquisto da erede apparente è pienamente valido se l'acquirente è in buona fede e se trascrive il proprio acquisto prima che i veri eredi trascrivano il testamento o l'azione di petizione ereditaria. Nel caso specifico, la vendita è stata registrata a settembre 1959, mentre il testamento è stato trascritto solo a novembre dello stesso anno. Vincono quindi gli acquirenti in buona fede, che mantengono la proprietà dell'immobile.
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Sospensione necessaria: quando un processo si ferma
Un erede, nominato in un testamento, ha chiesto a una banca il pagamento delle somme depositate dalla defunta. Un'altra erede ha però impugnato la validità di quel testamento in un'altra causa. La banca si è opposta al pagamento, e il tribunale ha ordinato la sospensione necessaria del procedimento di pagamento in attesa della decisione definitiva sulla validità del testamento. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la legittimazione a richiedere il pagamento dipendeva interamente dall'esito della causa successoria, rendendo la sospensione inevitabile per evitare giudicati contrastanti.
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Responsabilità della banca e successioni: il caso
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità della banca che aveva eseguito un ordine di vendita di titoli impartito da un'erede presentatasi con un atto notorio formale, nonostante fosse stata informata in via non ufficiale dell'esistenza di un testamento a favore di un'altra persona. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali, confermando che la banca aveva agito con prudenza, depositando il ricavato sul conto del defunto e non su quello dell'erede apparente.
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Erede apparente: acquisto salvo se in buona fede
La Corte di Cassazione conferma la validità di un acquisto immobiliare effettuato da un erede apparente, la cui nomina derivava da un testamento poi dichiarato falso. La sentenza ribadisce che per la tutela dell'acquirente sono decisivi la sua buona fede, l'onerosità dell'atto e l'anteriorità della trascrizione dell'acquisto rispetto alla trascrizione della domanda giudiziale dei veri eredi. Viene chiarito che la nozione di erede apparente include anche chi agisce sulla base di un titolo ereditario (come un testamento) che si rivela successivamente nullo.
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Erede apparente: acquisto valido e tutela del terzo
La Corte di Cassazione conferma la validità dell'acquisto di un immobile da un erede apparente. La controversia vedeva contrapposti gli eredi di un legatario testamentario e gli acquirenti che avevano comprato in buona fede dal fratello del defunto, il quale si era qualificato come unico erede legittimo. La Suprema Corte ha dato prevalenza alla tutela degli acquirenti, ritenendo provata la loro buona fede sulla base di una serie di elementi oggettivi, come la regolarità delle trascrizioni della successione. Viene rigettato il ricorso basato sulla titolarità effettiva del bene, applicando il principio di tutela dell'affidamento del terzo acquirente dall'erede apparente.
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Petizione ereditaria: buona fede e doveri dell’erede
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di petizione ereditaria avanzata da una figlia riconosciuta giudizialmente dopo la morte del padre. La Corte ha stabilito che la buona fede degli altri eredi, che nel frattempo avevano venduto parte dei beni, si presume fino alla notifica della domanda di petizione ereditaria, e non dalla precedente azione per il riconoscimento di paternità. Di conseguenza, gli eredi sono tenuti a restituire solo il prezzo ricavato dalla vendita dei beni e non il loro valore oggettivo al momento della stessa, confermando un principio a tutela dell'erede apparente.
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Erede apparente: acquisto e tutela del terzo
La Corte di Cassazione analizza un complesso caso di successione internazionale, confermando la validità di un testamento redatto all'estero. La sentenza si concentra sulla figura dell'erede apparente e sulla tutela dei terzi che hanno acquistato in buona fede un immobile ereditario. Viene cassata la decisione d'appello per aver errato nell'invertire l'onere della prova della buona fede e per aver condannato i terzi a una duplice restituzione (bene e prezzo).
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Acquisto da erede apparente: come tutelarsi
Una figlia, riconosciuta post-mortem, agisce per la sua quota di eredità, inclusa una partecipazione societaria venduta dai fratelli a terzi. Le corti inferiori proteggono l'acquisto da erede apparente dei terzi acquirenti, ritenendoli in buona fede. In Cassazione, la ricorrente rinuncia al ricorso e il giudizio viene dichiarato estinto, chiudendo la vicenda senza una decisione nel merito.
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Usucapione figlio naturale: quando si interrompe?
La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale in materia di usucapione e diritti successori del figlio naturale. La sentenza chiarisce che un figlio, la cui discendenza è riconoscibile secondo la legge vigente al momento della morte del genitore, ha il potere di interrompere l'usucapione sui beni ereditari anche prima che una sentenza passi in giudicato e accerti formalmente la sua filiazione. Secondo la Corte, l'interesse alla conservazione del patrimonio ereditario sussiste fin dal momento della morte del genitore e giustifica l'esercizio di azioni conservative, come l'interruzione dell'usucapione, distinguendole dal diritto di accettare l'eredità, che matura solo con l'accertamento definitivo dello status.
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Usucapione beni ereditari: figlio naturale e diritti
In una complessa vicenda successoria, un uomo viene giudizialmente riconosciuto come figlio naturale di un testatore deceduto decenni prima. La Corte di Cassazione, riunendo due ricorsi, stabilisce un principio fondamentale in materia di usucapione dei beni ereditari: il figlio, anche prima di ottenere la sentenza definitiva che accerta il suo status, ha il potere e l'interesse giuridico per compiere atti interruttivi del possesso altrui. La Corte chiarisce che il decorso del tempo per l'usucapione non è sospeso in attesa dell'accertamento giudiziale della filiazione, distinguendo tra impossibilità giuridica e ostacoli di mero fatto. La sentenza viene cassata con rinvio, fornendo principi guida sui diritti successori e le azioni a tutela del patrimonio.
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