Il caso riguarda un uomo sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, condannato a cinque mesi di arresto per aver violato il divieto di associarsi abitualmente a soggetti pregiudicati o sottoposti a misure di sicurezza. L'imputato era stato sorpreso per tre volte in pochi giorni in compagnia di persone con precedenti penali. La difesa ha sostenuto l'occasionalità degli incontri e la brevità degli stessi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che, per configurare il reato, sono necessari plurimi e stabili contatti che dimostrino l'abitualità della frequentazione. Tre episodi ravvicinati nel tempo, uniti ad altri contatti successivi, sono sufficienti a dimostrare la violazione consapevole della prescrizione.
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