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Effrazione

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74 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricettazione: quando scatta il reato penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di Ricettazione a carico di un soggetto trovato in possesso di una bicicletta elettrica rubata. La difesa sosteneva la tesi dell'incauto acquisto, ma la presenza di segni di effrazione e la manipolazione della matricola della batteria hanno dimostrato la consapevolezza dell'origine illecita del bene. La Corte ha inoltre negato le attenuanti a causa del valore del bene (circa mille euro) e dei precedenti penali dell'imputato, dichiarando il ricorso inammissibile.
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Furto aggravato: danno lieve escluso se c’è effrazione
Un individuo condannato per furto aggravato di 120 euro, commesso tramite effrazione di una porta, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione dell'attenuante per danno di lieve entità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la valutazione del danno non deve limitarsi al valore della refurtiva, ma deve includere anche i danni materiali causati, come la porta danneggiata. Pertanto, l'attenuante non era applicabile.
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Danno di speciale tenuità: no se la casa è a soqquadro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 39768/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha stabilito che la valutazione del danno non può limitarsi al valore della refurtiva, ma deve includere tutte le conseguenze del reato, come l'effrazione delle porte e il disordine creato nell'abitazione, che escludono la particolare tenuità del danno complessivo.
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Ricorso inammissibile: parola della vittima e pena
Un giovane condannato per furto con scasso da un'auto ricorre in Cassazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile perché i motivi sono generici e infondati. Viene confermato il principio secondo cui la testimonianza credibile della persona offesa è sufficiente per la condanna. La sentenza ribadisce anche i limiti alla motivazione sulla determinazione della pena.
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Danno di particolare tenuità: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto, che chiedeva l'applicazione della circostanza attenuante del danno di particolare tenuità. La Corte ha stabilito che la valutazione del danno non può limitarsi al solo valore del denaro sottratto, ma deve comprendere tutti i pregiudizi economici subiti dalla vittima, inclusi i danni materiali come la rottura di una porta e il valore del cassetto del registratore di cassa asportato.
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Particolare tenuità del fatto: no al furto notturno
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto aggravato. La richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa delle modalità gravi del reato, commesso di notte e con effrazione, che prevalgono su ogni altra valutazione.
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Particolare tenuità del fatto: quando è esclusa?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto agli arresti domiciliari che aveva rotto il braccialetto elettronico e si era allontanato per un giorno intero. Esclusa la particolare tenuità del fatto per la gravità delle condotte.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per furto aggravato. Il motivo? L'imputato si è limitato a ripetere le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza. La Corte ha confermato che il possesso della refurtiva subito dopo il fatto può costituire prova sufficiente.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono di fatto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per tentato furto aggravato. La Corte stabilisce che non è possibile, in sede di legittimità, proporre censure che mirino a una nuova valutazione dei fatti e delle prove, come l'identificazione dell'imputato o la sussistenza dell'aggravante dell'effrazione, se già adeguatamente motivate dai giudici di merito.
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Quasi flagranza: arresto legittimo anche senza refurtiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'arresto in quasi flagranza è legittimo anche se l'indiziato non viene trovato in possesso della refurtiva. Nel caso specifico, un individuo è stato sorpreso di notte all'interno di un istituto scolastico, nascosto sotto un pianoforte, dopo l'attivazione dell'allarme antieffrazione. La Corte ha ritenuto che la presenza di chiari segni di scasso, oggetti sparsi e il comportamento del soggetto fossero elementi sufficienti a integrare lo stato di quasi flagranza, annullando la decisione del giudice di primo grado che non aveva convalidato l'arresto.
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Furto in abitazione: aggravante e concorso di persone
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto in abitazione. La sentenza conferma che l'aggravante dell'effrazione si applica a tutti i concorrenti nel reato, anche a chi non ha materialmente forzato l'ingresso, essendo sufficiente la consapevolezza della sua avvenuta esecuzione per entrare nell'immobile. La Corte ribadisce inoltre l'impossibilità di rivalutare la congruità della pena in sede di legittimità se non palesemente illogica.
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Furto in garage: è furto in abitazione? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la sua condanna per furto in abitazione. La decisione si fonda sul principio che un furto in garage, qualora il locale sia utilizzato come pertinenza per attività della vita quotidiana, integra la fattispecie più grave prevista dall'art. 624-bis c.p. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di attenuanti, considerando anche il danno alla serratura forzata, e ha chiarito i limiti procedurali per la richiesta della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Prova effrazione assicurazione: quando non basta?
Un assicurato si vede negare l'indennizzo per furto nonostante un verbale di polizia attestasse segni di scasso. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, non solo per questioni sulla prova dell'effrazione e assicurazione, ma perché l'assicurato non ha impugnato tutte le motivazioni della sentenza d'appello, come la mancata prova del valore dei beni rubati. La Corte sottolinea che l'impugnazione deve coprire tutte le 'rationes decidendi' autonome.
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Furto in abitazione: il ruolo del palo è reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3018/2025, ha confermato la condanna per furto in abitazione a carico di un'imputata che aveva agito come "palo". La Corte ha chiarito che tale ruolo costituisce piena partecipazione al reato e non mera connivenza. Inoltre, ha precisato che il furto è da considerarsi consumato, e non tentato, nel momento in cui la refurtiva viene portata fuori dall'abitazione, anche se recuperata immediatamente dopo. È stata infine respinta la questione di legittimità costituzionale sulla severità della pena prevista per il furto in abitazione.
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