LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Eccezione In Senso Lato

Pagina 6 di 8

154 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Stabilizzazione del precario: esclude il risarcimento?
Una lavoratrice pubblica, dopo aver subito un abuso di contratti a termine, ha ottenuto la stabilizzazione. L'amministrazione sosteneva che questo annullasse il diritto al risarcimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che la stabilizzazione del precario non cancella automaticamente il diritto al risarcimento. Inoltre, ha chiarito che l'eccezione di avvenuta stabilizzazione non può essere sollevata per la prima volta nel giudizio di rinvio, poiché richiede accertamenti di fatto non ammessi in quella fase processuale.
Continua »
Progressione economica: la Cassazione chiarisce i criteri
Una dipendente pubblica ha richiesto la riclassificazione e la progressione economica a un livello retributivo superiore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la posizione economica iniziale dipende dal livello funzionale precedente e che ogni successivo avanzamento non è automatico, ma richiede una selezione basata sul merito. La Corte ha confermato la posizione iniziale D1, e non D3 come richiesto dalla lavoratrice.
Continua »
Rinuncia alla prescrizione: la Cassazione chiarisce
Una creditrice ha citato in giudizio un debitore per un vecchio prestito senza una data di scadenza. Il debitore ha eccepito la prescrizione del credito. La Corte d'Appello ha accolto la sua richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. Il motivo è che la Corte d'Appello non ha considerato una possibile rinuncia alla prescrizione da parte del debitore. Secondo la Cassazione, questa eccezione, definita "in senso lato", avrebbe dovuto essere esaminata d'ufficio dal giudice d'appello, dato che i fatti a suo sostegno erano già stati presentati nel corso del primo grado del processo.
Continua »
Indennità chilometrica: si applica il CCNL privato?
Un operaio forestale di un'agenzia pubblica ha richiesto il pagamento di un'indennità chilometrica basata sul CCNL del settore privato. L'ente si è opposto, contestando la propria responsabilità e l'applicabilità di tale contratto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando il diritto del lavoratore all'indennità. La sentenza stabilisce che, in settori specifici come quello idraulico-forestale, è legittima l'applicazione di contratti collettivi privati anche per i dipendenti pubblici, soprattutto se prevista da una legge regionale e da una scelta esplicita del lavoratore.
Continua »
Danno comunitario: quando la stabilizzazione lo esclude?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18553/2024, ha stabilito principi cruciali in materia di risarcimento del danno comunitario per l'abuso di contratti a termine nel pubblico impiego. La Corte ha chiarito che il diritto al risarcimento non viene meno se il lavoratore viene assunto a tempo indeterminato da una Pubblica Amministrazione diversa da quella che ha commesso l'abuso. Inoltre, ha ribadito che la stabilizzazione, per avere efficacia 'sanante', deve essere una misura riparatoria diretta attuata dallo stesso datore di lavoro responsabile. Infine, fatti come la stabilizzazione avvenuti dopo la sentenza di appello non possono essere valutati nel giudizio di Cassazione.
Continua »
Prescrizione Rimesse Solutorie: Ruolo del Fido
Una società e i suoi fideiussori hanno agito contro una banca per la restituzione di somme indebitamente versate su un conto corrente. La banca si è difesa eccependo la prescrizione del diritto alla restituzione. Il nodo centrale della controversia è diventato stabilire la natura dei versamenti (ripristinatori o solutori), legata all'esistenza di un'apertura di credito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18230/2024, ha stabilito un principio fondamentale: l'esistenza di un fido, anche "di fatto", costituisce un'eccezione in senso lato. Ciò significa che il giudice deve valutarla sulla base dei documenti in atti per decidere sulla prescrizione rimesse solutorie, anche se il cliente non l'ha specificamente allegata nei suoi scritti difensivi iniziali. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Eccezione di nullità tardiva: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Ente Locale contro una propria dipendente. La motivazione si fonda sul principio della preclusione processuale: l'eccezione di nullità tardiva della procedura selettiva, sollevata dall'ente solo in corso di appello e basata su fatti non allegati in primo grado, non può essere esaminata. Anche se la nullità è rilevabile d'ufficio, i fatti su cui si basa devono essere stati introdotti ritualmente e tempestivamente nel processo.
Continua »
Fideiussione omnibus: il socio non è sempre informato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16822/2024, ha esaminato il caso di una fideiussione omnibus prestata da un socio per i debiti della propria società. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del garante, stabilendo che la sua qualità di socio, anche di minoranza, gli conferiva la possibilità concreta di conoscere la situazione economica della società debitrice. Di conseguenza, la banca non ha violato i doveri di correttezza e buona fede nel concedere ulteriore credito senza un'autorizzazione specifica, non operando così la liberazione del fideiussore prevista dall'art. 1956 c.c.
Continua »
Incumulabilità dei benefici: no a pensione e amianto
La Corte di Cassazione ha confermato il principio di incumulabilità dei benefici previdenziali, rigettando la richiesta di un lavoratore che, avendo già ottenuto il prepensionamento, chiedeva anche la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. La Corte ha chiarito che la scelta per un beneficio preclude la possibilità di richiederne un altro, e che tale questione può essere sollevata d'ufficio dal giudice in quanto fatto impeditivo del diritto stesso.
Continua »
Compensatio lucri cum damno e onere della prova
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di risarcimento danni richiesto da alcuni investitori nei confronti di un istituto di credito per l'acquisto di obbligazioni poi rivelatesi rischiose. La Corte ha confermato la decisione di merito che, in applicazione del principio di compensatio lucri cum damno, ha sottratto dal danno risarcibile tutti i vantaggi economici conseguiti dagli investitori, come le cedole incassate e il valore derivante dal concambio dei titoli. La sentenza chiarisce che tale principio, stabilito in una precedente pronuncia di cassazione, ha valore vincolante per tutte le parti nel giudizio di rinvio e che la valutazione dei fatti relativi ai benefici percepiti spetta al giudice di merito.
Continua »
Data Certa e Contraddittorio: Cassazione Annulla
Una società creditrice si è vista negare l'ammissione al passivo di un fallimento perché i documenti a prova del credito erano privi di data certa. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, non entrando nel merito della prova, ma sanzionando il comportamento del giudice di merito. Quest'ultimo aveva sollevato d'ufficio la questione della data certa senza prima sottoporla alle parti, violando così il fondamentale principio del contraddittorio. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame che rispetti il diritto di difesa.
Continua »
Eccezione revocatoria fallimentare: quando si applica?
Una società in procedura fallimentare ha citato in giudizio una compagnia di navigazione per revocare alcuni pagamenti relativi a un contratto di noleggio marittimo. La compagnia si è difesa invocando una norma del diritto dell'Unione Europea (Reg. CE 1346/2000) che esclude la revocatoria se la legge applicabile al contratto (in questo caso, il diritto inglese) non la consente. La Corte di Cassazione ha stabilito che questa specifica **eccezione revocatoria fallimentare** è un'eccezione in senso stretto, ovvero una difesa che deve essere sollevata dalla parte interessata entro i rigidi termini processuali iniziali, e non in un momento successivo. Avendola proposta tardivamente, la difesa della compagnia di navigazione è stata respinta.
Continua »
Appello inammissibile: le regole per nuove prove
La Corte di Cassazione dichiara un appello inammissibile perché il ricorrente ha introdotto tardivamente, solo in secondo grado, l'argomento decisivo relativo a un errore di notifica e la relativa prova documentale. La sentenza sottolinea l'importanza di delineare compiutamente il 'thema decidendum' fin dal primo grado di giudizio, evitando l'introduzione di nuove questioni fattuali in appello che ne amplierebbero l'oggetto.
Continua »
Specificità appello: la Cassazione sugli oneri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4732/2024, ha rigettato i ricorsi incrociati tra una società di trasporti e un'amministrazione regionale in materia di contributi pubblici. La decisione sottolinea l'importanza della specificità dell'appello, che non può limitarsi a critiche generiche, e chiarisce la natura di 'condizione dell'azione' della delibera amministrativa necessaria per la richiesta di restituzione di somme, considerandola un'eccezione proponibile in ogni stato e grado del giudizio.
Continua »
Assegno nullo e presunzione di pagamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione stabilisce che la restituzione volontaria di un assegno nullo al debitore non costituisce prova definitiva del pagamento. La nullità del titolo, dovuta alla mancanza di requisiti essenziali come data e firma, rappresenta un'eccezione "in senso lato" che il giudice d'appello può rilevare d'ufficio. Di conseguenza, la presunzione di liberazione del debitore può essere vinta se il creditore dimostra che la restituzione è avvenuta per altri motivi. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Incarico professionale nullo: senza albo niente compenso
Un committente aveva affidato a un ingegnere uno studio di fattibilità per un complesso immobiliare. Sorta una controversia sul pagamento, il caso è giunto in Cassazione. La Corte ha stabilito che l'incarico professionale è nullo se il tecnico non è iscritto al relativo albo professionale. Tale nullità, essendo assoluta e rilevabile d'ufficio in ogni fase del giudizio, impedisce al professionista di pretendere qualsiasi compenso per l'attività svolta, anche se ha collaborato con altri tecnici iscritti.
Continua »
Prescrizione contributi: prova ammessa in appello
Un contribuente ha impugnato delle cartelle esattoriali per contributi previdenziali, eccependo la prescrizione quinquennale. La Corte d'Appello aveva ritenuto inammissibile la produzione di nuovi documenti da parte dell'Agenzia di Riscossione volti a dimostrare l'interruzione della prescrizione contributi. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la prova dell'interruzione, essendo un'eccezione rilevabile d'ufficio, può essere introdotta anche in appello se ritenuta indispensabile per la decisione, in linea con i poteri istruttori del giudice nel rito del lavoro.
Continua »
Lucro cessante: prova e risarcimento del danno
A seguito di danni da infiltrazioni che hanno reso un appartamento inagibile, il proprietario ha richiesto il risarcimento per la mancata locazione. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito i principi per la prova del lucro cessante, specificando che è sufficiente dimostrare la potenziale redditività dell'immobile al momento del danno, senza necessità di provare una sua pregressa locazione. La sentenza di merito è stata annullata per aver erroneamente interpretato le prove e per vizi procedurali, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Aliunde Perceptum: Ricorso Inammissibile, Danno Zero
Un dirigente pubblico, il cui incarico era stato revocato, ha chiesto un risarcimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile. La decisione si fonda sul principio dell'aliunde perceptum: è stato provato che il dirigente, dopo la revoca, aveva guadagnato con un'altra attività una somma superiore a quella che avrebbe percepito mantenendo l'incarico. Di conseguenza, il danno patrimoniale è stato azzerato.
Continua »
Provvigione mediatore: quando è dovuta? Analisi Cass.
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 680/2024, ha chiarito che la provvigione mediatore matura solo alla conclusione di un affare giuridicamente vincolante e azionabile in giudizio. Un acquirente aveva versato la provvigione sulla base di una proposta d'acquisto, ma la Corte ha stabilito che, in assenza di un accordo definitivo o di un preliminare non condizionato, la commissione non è dovuta. La successiva stipula di un preliminare sottoposto a condizione sospensiva (concessione di un mutuo), poi non verificatasi, non fa sorgere il diritto alla provvigione.
Continua »