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Ebbrezza

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Stato di alterazione psicofisica causato dall'alcol che compromette la sicurezza alla guida.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: Guida in stato di ebbrezza, la Cassazione conferma
Un Lavoratore ha presentato un ricorso contro la condanna per guida in stato di ebbrezza, chiedendo l'applicazione della speciale tenuità del fatto. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, evidenziando il grave stato di ebbrezza e la serietà della condotta. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il Lavoratore aveva infatti solo ripetuto argomenti già respinti. La Suprema Corte ha quindi condannato il Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende. Questo caso sottolinea l'importanza di presentare un ricorso inammissibile con argomentazioni nuove e specifiche.
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Sospensione patente: no sconti col patteggiamento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza, confermando la legittimità della sospensione patente per la durata di otto mesi. Il ricorrente contestava la mancata riduzione della sanzione amministrativa a seguito di patteggiamento. La Suprema Corte ha chiarito che, per le violazioni dell'articolo 186 del Codice della Strada, lo sconto di pena previsto dal rito speciale non si estende alla sanzione accessoria della sospensione patente, ritenendo tale esclusione pienamente conforme ai principi costituzionali di ragionevolezza.
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Omicidio stradale: guida in ebbrezza e revoca patente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale a carico di un automobilista che, guidando in stato di ebbrezza e a velocità quasi doppia rispetto al limite consentito, ha causato un incidente mortale. Il conducente, nel tentativo di sorpassare un veicolo in curva, ha invaso la corsia opposta scontrandosi frontalmente con un'altra vettura. La difesa ha tentato di attribuire la colpa a una manovra del veicolo sorpassato, ma i giudici hanno ribadito l'esclusiva responsabilità dell'imputato. La sentenza conferma inoltre la revoca della patente di guida, escludendo la possibilità di una semplice sospensione data la gravità della violazione e lo stato di alterazione alcolica accertato.
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Guida in stato di ebbrezza: revoca patente e regole.
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza aggravata dalla causazione di un incidente stradale. La ricorrente contestava la legittimità della revoca automatica della patente e l'utilizzabilità del prelievo ematico per mancanza di avviso scritto del diritto al difensore. I giudici hanno chiarito che l'avviso può essere dato oralmente in situazioni di urgenza e che la revoca è giustificata dalla pericolosità intrinseca della condotta, indipendentemente dalla presenza di feriti. È stata inoltre negata l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa dell'elevato tasso alcolemico riscontrato.
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Guida in stato di ebbrezza e incidente stradale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 2,55 g/l. I giudici hanno negato l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa dell'elevato livello di alcol, della guida notturna su strade extraurbane e della presenza di precedenti penali. È stata inoltre confermata l'aggravante per aver provocato un incidente stradale, precisando che tale concetto include ogni perdita di controllo del mezzo che generi pericolo, anche senza il coinvolgimento di terzi. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, precludendo così anche la possibilità di dichiarare la prescrizione del reato.
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Stato di ebbrezza: validità alcoltest e prove
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato. La difesa contestava la revoca di un testimone e di un consulente tecnico, oltre alla valutazione dei risultati dell'alcoltest che avevano riportato valori di 0,85 g/l e 1,01 g/l. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice può legittimamente revocare prove irrilevanti e che, superata la soglia di 0,8 g/l in entrambe le misurazioni, la responsabilità penale è pienamente configurata, tenendo conto anche dei valori centesimali.
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Stato di ebbrezza: basta un solo alcoltest
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di stato di ebbrezza con tasso superiore a 1,5 g/l, nonostante fosse stata effettuata una sola misurazione valida. La decisione si fonda sulla presenza di elementi sintomatici inequivocabili, quali l'andatura barcollante e il linguaggio sconnesso, che hanno corroborato l'esito strumentale. La Corte ha inoltre negato l'applicazione della particolare tenuità del fatto, evidenziando la pericolosità della condotta stradale, culminata in un urto contro un veicolo in sosta su una strada di montagna. Infine, è stata chiarita la procedura per richiedere le pene sostitutive introdotte dalla Riforma Cartabia per i processi pendenti in legittimità.
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Omicidio stradale: guida in stato di ebbrezza e fuga
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale a carico di un conducente che, in stato di ebbrezza e con patente revocata, ha travolto un ciclista a velocità elevata (140 km/h). L'imputato si era dato alla fuga subito dopo l'impatto. I giudici hanno respinto i motivi di ricorso relativi all'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese dai passeggeri e hanno confermato il nesso causale tra l'eccesso di velocità e l'evento mortale, sottolineando che il rispetto dei limiti avrebbe evitato il sinistro.
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Guida in stato di ebbrezza e validità test ematico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un conducente condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata dall'aver causato un incidente stradale. La difesa contestava l'attendibilità dell'esame ematico eseguito ore dopo il sinistro, ipotizzando un picco alcolico tardivo. Tuttavia, la Suprema Corte ha confermato la validità della prova ematica, supportata da evidenti indici sintomatici rilevati dalle autorità. È stata inoltre negata l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa dell'elevato tasso alcolemico e dei danni arrecati a terzi.
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Stato di ebbrezza: stop ai lavori di pubblica utilità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un autotrasportatore sorpreso in stato di ebbrezza durante l'esercizio della sua attività professionale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché il diniego delle attenuanti generiche è apparso correttamente motivato dalla pericolosità della condotta e dai precedenti penali specifici. La Corte ha inoltre ribadito che il beneficio della conversione della pena in lavori di pubblica utilità non può essere concesso una seconda volta se il soggetto ne ha già usufruito in passato.
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Stato di ebbrezza: validità alcoltest e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un conducente sorpreso in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 2,04 g/l, aggravato dall'aver provocato un incidente stradale. Il ricorrente contestava l'utilizzabilità del prelievo ematico a causa dell'assunzione di farmaci e del tempo trascorso tra la guida e l'accertamento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la presenza di concause non esclude la responsabilità e che l'onere della prova circa l'incidenza del tempo sul tasso alcolemico spetta alla difesa. Sono state inoltre negate le attenuanti generiche a causa della gravità della condotta e della mancanza di ravvedimento.
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Guida in stato di ebbrezza: prova e ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un conducente accusato di guida in stato di ebbrezza, trovato a terra accanto al proprio scooter con un tasso alcolemico di 2,53 g/l. La difesa sosteneva che il veicolo fosse guidato da terzi sconosciuti, ma tale versione è stata giudicata inverosimile e priva di riscontri. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che in sede di legittimità non è possibile richiedere una nuova valutazione delle prove, specialmente in presenza di una doppia conforme dei giudici di merito.
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Omicidio stradale: valore legale dell’alcoltest
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale a carico di un conducente che, in stato di grave ebbrezza alcolica e a velocità eccessiva, ha causato un incidente mortale. La difesa contestava l'attendibilità dei test alcolemici per mancanza di esami di secondo livello. La Suprema Corte ha ribadito che l'alcoltest costituisce prova legale dello stato di alterazione e che la mancata conferma della positività agli stupefacenti non inficia la decisione se l'aggravante alcolica è già pienamente provata.
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