La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo stradale a carico di un'automobilista che, svoltando a sinistra senza rispettare lo STOP, ha travolto e ucciso un motociclista. La difesa sosteneva che l'introduzione del nuovo reato di omicidio stradale nel 2016 avesse cancellato la vecchia norma incriminatrice, determinando l'assoluzione per i fatti avvenuti nel 2007. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che tra la vecchia aggravante e il nuovo reato di omicidio stradale esiste una perfetta continuità normativa. Di conseguenza, la condotta resta penalmente rilevante e punibile. La Corte ha inoltre confermato la regolarità delle notifiche effettuate presso il difensore a causa dell'irreperibilità dell'imputata al domicilio eletto, respingendo ogni vizio procedurale.
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