Un uomo ha impugnato la condanna penale per spaccio di lieve entità, sostenendo che le sostanze rinvenute fossero destinate al proprio consumo. La Corte d'Appello ha respinto la tesi difensiva, confermando la responsabilità penale e la pena di quattro mesi di reclusione e quattromila euro di multa. I giudici hanno escluso l'uso personale di stupefacenti a causa del quantitativo complessivo superiore a trentuno grammi, della compresenza di hashish e marijuana, del frazionamento in molteplici dosi e dei precedenti penali dell'imputato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, evidenziando la corretta valutazione delle prove materiali e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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