\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Manomissione del cronotachigrafo: l’azienda risponde della multa

La Polizia Stradale ha sanzionato un autista per aver alterato il tachigrafo con un magnete, risultando a riposo durante la guida. Gli agenti hanno multato anche l’azienda di trasporti per aver consentito la circolazione del mezzo manomesso. La società ha fatto ricorso, sostenendo di essere esente da responsabilità avendo fatto svolgere corsi di formazione al dipendente. Il Tribunale e la Corte di Cassazione hanno respinto l’opposizione dell’impresa. I giudici hanno chiarito che la manomissione del cronotachigrafo comporta una responsabilità propria dell’azienda per omessa vigilanza. La semplice frequenza di corsi teorici non basta a escludere la colpa datoriale se mancano verifiche costanti sui veicoli, soprattutto in presenza di precedenti violazioni dell’autista sui tempi di riposo. L’azienda deve pagare la sanzione.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 35069 Anno 2022
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 31 agosto 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Il controllo stradale e la manomissione del cronotachigrafo

La normativa sulla sicurezza della circolazione impone limiti severi sui tempi di guida e di riposo degli autisti professionali. Durante un controllo, la Polizia Stradale ha fermato un mezzo pesante accertando la manomissione del cronotachigrafo. Il conducente aveva posizionato un magnete sul sensore dell’apparecchio di registrazione. Lo strumento registrava una sosta di riposo, mentre il camion viaggiava regolarmente su strada.

Gli agenti hanno multato il conducente, che ha pagato la sanzione ridotta. Subito dopo, l’autorità prefettizia ha notificato un verbale all’azienda titolare della licenza di trasporto. La contestazione riguardava l’omessa vigilanza e l’aver permesso la circolazione di un automezzo alterato nelle sue componenti obbligatorie.

I doveri di vigilanza a carico della ditta di trasporti

La società proprietaria del camion ha contestato il provvedimento sanzionatorio davanti all’autorità giudiziaria. L’azienda ha sostenuto di aver adempiuto a tutti i doveri di legge mediante l’iscrizione del dipendente a corsi di formazione professionale sulla sicurezza e sul corretto utilizzo degli strumenti tachigrafici.

I difensori dell’impresa hanno affermato che la condotta illecita rappresentava un atto isolato e doloso del dipendente. Secondo questa tesi, l’applicazione della sanzione alla ditta configurava una responsabilità oggettiva (imputazione senza colpa), contraria ai principi delle circolari ministeriali e del regolamento europeo di settore.

I limiti dei corsi di aggiornamento per evitare sanzioni

I giudici di primo e secondo grado hanno rigettato i ricorsi presentati dall’azienda. Gli atti di causa hanno evidenziato che il dipendente aveva seguito soltanto due brevi corsi formativi nell’arco di diversi anni. Questo elemento non dimostrava una prevenzione efficace e continua da parte dell’imprenditore.

L’impresa conosceva bene l’inaffidabilità dell’autista, al quale aveva già contestato varie violazioni sui riposi obbligatori negli anni precedenti. Di conseguenza, la direzione aziendale doveva intensificare i controlli materiali sul veicolo prima della partenza e durante i tragitti commerciali. La semplice formazione teorica non sostituisce l’obbligo di controllo materiale sui mezzi.

Le motivazioni dei giudici sulla manomissione del cronotachigrafo

I giudici della Corte di Cassazione hanno confermato la piena legittimità della sanzione a carico dell’impresa. Gli Ermellini hanno chiarito che il regolamento europeo e il Codice della Strada sanzionano l’azienda per una colpa propria, consistente nel mancato controllo effettivo sulle condizioni del veicolo.

L’azienda di trasporti non ha dimostrato di aver ispezionato lo strumento di registrazione prima della messa in circolazione del camion. Inoltre, la società ha depositato perizie tecniche svolte soltanto dopo l’accertamento dell’infrazione da parte della polizia. Tale documentazione tardiva non prova la regolarità del tachigrafo al momento della partenza del mezzo.

La presenza di precedenti violazioni a carico del medesimo lavoratore imponeva una vigilanza tecnica ancora più rigorosa sui camion affidati. La mancata adozione di verifiche preventive impedisce all’impresa di beneficiare di qualsiasi esenzione di responsabilità prevista dalle circolari amministrative.

Le conclusioni della Cassazione sulla responsabilità aziendale

La Suprema Corte ha respinto definitivamente il ricorso dell’azienda datrice di lavoro. I magistrati hanno ribadito che le ditte di autotrasporto devono garantire controlli continui, rigorosi e documentabili sulle apparecchiature di bordo.

La decisione impone alle società del settore di non fermarsi alla sola formazione teorica dei dipendenti. L’impresa inadempiente deve pagare l’importo della sanzione pecuniaria e versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato per l’esito negativo dell’impugnazione.

L’azienda risponde della sanzione se l’autista manomette il dispositivo di nascosto?
L’azienda risponde della violazione se non dimostra di aver effettuato controlli preventivi sul veicolo prima della partenza e verifiche periodiche sul corretto funzionamento dello strumento.

I corsi di formazione per gli autisti bastano a escludere le multe per la ditta?
La partecipazione ai corsi di formazione è un requisito necessario ma non sufficiente, poiché il datore di lavoro deve provare una vigilanza attiva e continua sulle abitudini di guida del dipendente.

I precedenti disciplinari dell’autista aggravano la responsabilità dell’azienda?
La presenza di pregresse violazioni dell’autista sui tempi di riposo impone all’azienda l’onere di intensificare le verifiche tecniche sui mezzi a lui assegnati prima di ogni viaggio.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati