Un automobilista veniva condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza, accertato tramite alcoltest con valori superiori ai limiti di legge. L'imputato proponeva ricorso in Cassazione lamentando, tra i vari motivi, l'invalidità della notifica del decreto di citazione a giudizio e la mancata concessione di benefici di legge. La Suprema Corte, rilevando che il primo motivo di ricorso non era manifestamente infondato, ha dichiarato l'ammissibilità dell'impugnazione. Di conseguenza, i giudici hanno rilevato il decorso del tempo massimo consentito dalla legge e hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna. Il reato si è infatti estinto per prescrizione, poiché il fatto risaliva al maggio del 2016. L'automobilista ottiene così la cancellazione della condanna.
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