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Dolo — Anno 2025

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442 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dolo

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: evasione e art. 131-bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione (art. 385 c.p.). I motivi, relativi alla presunta mancanza di dolo e alla richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), sono stati giudicati meramente ripetitivi dell'appello e non in grado di confutare la logica motivazione della sentenza impugnata. La Corte ha ribadito che la valutazione sulla gravità del fatto ai fini dell'art. 131-bis è una prerogativa discrezionale del giudice di merito.
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Ricorso inammissibile: evasione e resistenza
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per evasione e resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano una mera riproduzione di quelli d'appello e non confutavano adeguatamente la motivazione della sentenza impugnata, la quale aveva correttamente individuato il dolo e valutato la gravità complessiva del fatto.
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Dolo di ricettazione: Cassazione chiarisce i limiti
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione. Il caso offre spunti cruciali sul dolo di ricettazione, specificando che esso sussiste quando l'agente accetta consapevolmente il rischio che la cosa ricevuta provenga da un delitto. La Corte ha ribadito che questa accettazione del rischio distingue il reato dalla meno grave contravvenzione di acquisto di cose di sospetta provenienza, confermando inoltre l'insindacabilità in sede di legittimità della valutazione del giudice di merito sul bilanciamento delle circostanze e sulla modesta entità del danno.
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Ricettazione e prescrizione: la pena di riferimento
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione di un assegno. La sentenza chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione: anche in caso di ricettazione attenuata, il termine si calcola sulla pena prevista per l'ipotesi base del reato e non su quella ridotta.
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Truffa aggravata: cosa sono gli artifizi e raggiri?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per truffa aggravata. L'imputato aveva promesso un posto di lavoro alla figlia di una donna, facendosi consegnare del denaro per presunte spese propedeutiche. Gli 'artifizi e raggiri' sono stati ravvisati nella presentazione di documenti falsi e nella promessa mai mantenuta, configurando così il reato. La Corte ha confermato che la valutazione dei fatti spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Bancarotta fraudolenta: il ruolo dell’extraneus
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro una condanna per bancarotta fraudolenta, chiarendo la responsabilità penale del concorrente extraneus. La sentenza stabilisce che modificare la qualifica giuridica da amministratore di fatto a concorrente esterno non viola il diritto di difesa se i fatti contestati restano identici. Inoltre, viene ribadito che il dolo dell'extraneus consiste nella consapevolezza di contribuire al depauperamento del patrimonio sociale, senza che sia necessaria la conoscenza dello stato di insolvenza.
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Sequestro Superbonus: i costi di gestione esclusi
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo legato al Superbonus 110%. Un consorzio è stato accusato di aver gonfiato le fatture con costi di gestione non ammissibili, ottenendo così crediti d'imposta indebiti. La Corte ha stabilito che il sequestro Superbonus è legittimo poiché il credito fiscale è equiparabile a un'erogazione pubblica e i costi di gestione, privi di un nesso funzionale diretto con i lavori, non sono detraibili.
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Truffa militare: ricorso inammissibile per genericità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un militare condannato per truffa militare. Il caso riguardava assenze ingiustificate mascherate da presunti malfunzionamenti del sistema di rilevazione presenze. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici e non contestavano adeguatamente la 'motivazione rafforzata' della Corte d'Appello, che aveva legittimamente ampliato l'istruttoria in sede di rinvio per accertare il dolo dell'imputato.
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Inammissibilità ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con ordinanza, dichiara l'inammissibilità ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. I giudici hanno ritenuto che le censure sulla tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. costituissero una valutazione di merito non sindacabile in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di merito
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, ribadendo la propria incompetenza a riesaminare i fatti del caso. L'ordinanza sottolinea che la valutazione delle prove e la ricostruzione degli eventi sono di esclusiva competenza dei giudici di merito. A seguito della decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la valutazione del fatto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per evasione. Le censure dell'imputata, relative alla ricostruzione dei fatti e alla valutazione del dolo, sono state respinte poiché riservate alla competenza esclusiva del giudice di merito. La Corte ha confermato la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro alla cassa delle ammende, ribadendo i limiti del giudizio di legittimità.
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Inammissibilità del ricorso: motivi e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi sono la natura fattuale delle censure sulla tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e la mera reiterazione dei motivi d'appello sulla pena. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una condanna per la violazione di un provvedimento di allontanamento. La Corte ha stabilito che le censure sollevate riguardavano la valutazione dei fatti, materia di competenza esclusiva del giudice di merito, e non vizi di legittimità. Di conseguenza, confermando la sussistenza del dolo, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: ubriachezza non scusa
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, confermando una condanna. L'imputato sosteneva di essere incapace di intendere e volere a causa dell'ubriachezza, ma per i giudici i motivi del ricorso erano generici e lo stato di ebbrezza irrilevante di fronte a una chiara condotta oppositiva verso un pubblico ufficiale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per la violazione di un provvedimento del giudice. La Corte ha stabilito che le censure proposte riguardavano la valutazione dei fatti, materia non sindacabile in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: no a rivalutazioni di fatto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato di cui all'art. 496 c.p. L'imputato contestava l'elemento soggettivo del reato, ma la Corte ha stabilito che il motivo mirava a una non consentita rivalutazione dei fatti. Viene ribadito che lo stato di ebbrezza alcolica non esclude il dolo e che la valutazione del merito spetta ai giudici di primo e secondo grado, se la loro motivazione è logica e coerente.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la prescrizione
Un imprenditore, condannato per dichiarazione infedele con un'evasione milionaria, presenta ricorso in Cassazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che non può riesaminare i fatti già valutati nei gradi di merito e che il tempo per la prescrizione non matura in caso di impugnazione inammissibile. La decisione conferma la condanna e stabilisce importanti principi procedurali.
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Fatture fittizie: quando il ricorso è inammissibile
Un imprenditore, condannato per l'utilizzo di fatture fittizie, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un difetto di prova e il mancato riconoscimento di attenuanti. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che non è possibile riesaminare i fatti in sede di legittimità. La decisione si è basata su elementi concreti che dimostravano la falsità delle fatture, come la natura della società emittente e l'inverosimiglianza dell'operazione, confermando la gravità del reato.
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Ricorso inammissibile: truffa e motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa. I motivi, incentrati su presunte carenze investigative, sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e della particolare tenuità del fatto, sono stati giudicati una mera riproposizione di argomenti già respinti in appello, privi di una critica specifica alla sentenza impugnata. La Corte ha confermato la condanna, sottolineando l'inammissibilità di un ricorso non specifico.
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Ricorso inammissibile: sorveglianza speciale e dolo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un soggetto in sorveglianza speciale, condannato per non aver rispettato l'orario di rientro. La Corte ha stabilito che la scelta di rimanere al lavoro oltre l'orario consentito è stata una decisione consapevole e volontaria, configurando il dolo. Inoltre, la richiesta di attenuanti generiche è stata respinta a causa della 'allarmante' personalità criminale del ricorrente, basata su precedenti reati gravi.
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