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Dolo Specifico — Anno 2026

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391 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dolo Specifico

Provvedimenti

Dichiarazione fraudolenta: quando è reato?
Un contribuente è stato condannato per dichiarazione fraudolenta avendo utilizzato fatture per spese mediche inesistenti. La Cassazione ha respinto il suo ricorso, affermando che la responsabilità del reato sussiste anche se la dichiarazione è materialmente compilata da un CAF. È stato inoltre chiarito che il pagamento del debito tributario dopo l'avvio del procedimento penale non estingue il reato, confermando la condanna.
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Reddito di cittadinanza: condanna per false dichiarazioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per false dichiarazioni finalizzate a ottenere il reddito di cittadinanza. Nonostante la Corte Costituzionale abbia ridotto il requisito di residenza da 10 a 5 anni, l'imputata non lo possedeva comunque. L'errore sulla legge penale e l'uso di un intermediario non escludono la responsabilità.
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Responsabilità socio accomandante: la Cassazione la esclude
La Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione di un socio accomandante dal reato di dichiarazione infedele. La sentenza stabilisce che la responsabilità penale per questo reato ricade su chi gestisce la società e firma la dichiarazione, non sul socio accomandante che non ha poteri di gestione. La mera omissione di controllo non è sufficiente per una condanna penale, a meno che non si provi un suo contributo diretto e consapevole all'illecito. Viene così tracciata una netta distinzione tra la responsabilità socio accomandante in ambito tributario e quella in ambito penale.
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Ricorso straordinario: limiti e inammissibilità
Un imputato ha presentato un ricorso straordinario contro una decisione della Cassazione, lamentando errori di fatto nella sua condanna per detenzione di pistola clandestina e trasferimento fraudolento di valori. Sosteneva che i giudici avessero travisato le prove documentali. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il ricorso straordinario serve a correggere solo errori percettivi palesi (sviste), non a ottenere una nuova valutazione del merito o a contestare il ragionamento giuridico della Corte.
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Intestazione fittizia di beni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo su tre tabaccherie, oggetto di un'ipotesi di intestazione fittizia di beni. La sentenza chiarisce un principio fondamentale: per il terzo intestatario fittizio non è richiesto il dolo specifico di eludere le misure di prevenzione, essendo sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza della finalità illecita perseguita dal reale proprietario. Il ricorso è stato rigettato, consolidando l'orientamento giurisprudenziale sul tema.
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Fatture false: la prova indiziaria è sufficiente?
L'amministratore di una società è stato condannato per l'utilizzo di fatture false per evadere le imposte. Ha presentato ricorso in Cassazione contestando il valore delle prove, in particolare la testimonianza dei finanzieri, e sostenendo la mancanza del dolo specifico. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la testimonianza indiretta di un agente su indagini svolte da colleghi è valida e che l'uso sistematico di fatture da società fittizie per importi rilevanti è prova sufficiente del dolo specifico di evasione.
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Emissione fatture false: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per il reato di emissione fatture false. L'amministratrice di una società era stata condannata per aver emesso fatture per operazioni sia oggettivamente che soggettivamente inesistenti, al fine di permettere a un'altra impresa di evadere le imposte. La Corte ha stabilito che la prova del reato può derivare dal complesso schema fraudolento e che il dolo specifico è dimostrato dalla reciprocità delle operazioni fittizie tra le società coinvolte.
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Bancarotta preferenziale: dolo specifico e piano di risanamento
Un imprenditore, condannato per bancarotta preferenziale, ha impugnato la sentenza sostenendo di aver agito in buona fede, confidando in un piano di risanamento aziendale. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo che il giudice di merito non ha adeguatamente valutato se la speranza di salvare l'azienda fosse fondata. Tale valutazione è decisiva per accertare il dolo specifico, elemento necessario per configurare il reato di bancarotta preferenziale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Dolo specifico bancarotta: Cassazione annulla condanna
Due amministratori di una società fallita impugnano la condanna per bancarotta. La Cassazione respinge il ricorso della prima amministratrice, condannata per bancarotta fraudolenta patrimoniale. Accoglie invece il ricorso del secondo amministratore, annullando con rinvio la condanna per bancarotta documentale. La Corte ha riscontrato un difetto di motivazione sulla prova del dolo specifico bancarotta documentale, ovvero l'intenzione specifica di recare pregiudizio ai creditori, elemento necessario per la configurabilità del reato.
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Bancarotta fraudolenta documentale: dolo specifico
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta documentale a carico di un'imprenditrice che aveva omesso la tenuta delle scritture contabili per otto anni. La sentenza chiarisce che il dolo specifico, ovvero l'intenzione di arrecare danno ai creditori, può essere desunto da una serie di elementi circostanziali, come la durata dell'omissione, l'ingente passivo accumulato e l'organizzazione fraudolenta dell'attività, escludendo così una meno grave ipotesi di bancarotta semplice.
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Amministratore di fatto: prova e responsabilità penale
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di tre soggetti condannati per reati tributari, chiarendo la distinzione tra amministratore di diritto e amministratore di fatto. La sentenza ha annullato parzialmente la condanna per vizi di motivazione, soprattutto riguardo all'errata correlazione tra evasione IVA e imposte dirette e all'uso di dichiarazioni auto-incriminanti rese senza garanzie difensive durante una verifica fiscale. È stata invece confermata la possibilità di provare il ruolo dell'amministratore di fatto attraverso elementi concreti e continuativi di gestione aziendale.
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