La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tre persone, due amministratori e un presidente di banca, per aver causato il fallimento di una società. L'operazione consisteva nel far ottenere appalti a una nuova azienda per poi trasferire i guadagni a una vecchia società di famiglia, in grave difficoltà economica. Questi soldi sono serviti a ripagare un debito che la vecchia società aveva proprio con la banca che aveva concesso gli appalti. Questo schema ha svuotato le casse della nuova azienda, portandola al collasso. La Corte ha stabilito che si tratta di **fallimento da operazioni dolose**, in quanto gli imputati, pur non volendo forse direttamente il fallimento, erano consapevoli del rischio e lo hanno accettato (dolo eventuale).
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