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Doglianze — Anno 2023

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292 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Doglianze

Provvedimenti

Ricorso concordato appello: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di condanna per rapina, emessa a seguito di un concordato in appello. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso concordato in appello preclude la possibilità di sollevare questioni precedentemente rinunciate, come la mancata valutazione delle condizioni per il proscioglimento secondo l'art. 129 c.p.p., confermando i rigidi limiti di impugnabilità per tali sentenze.
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Rinuncia motivi appello: cosa include la pena?
La Corte di Cassazione, con la sentenza 47639/2023, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per estorsione. Gli imputati sostenevano che la loro rinuncia ai motivi di appello, eccetto quelli "sulla pena", non coprisse la recidiva e le attenuanti. La Corte ha stabilito che la rinuncia motivi appello formulata in modo generico esclude anche la discussione su tali elementi, in quanto costituiscono punti autonomi della decisione, distinti dalla mera quantificazione finale della sanzione.
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Bancarotta semplice documentale: obblighi dell’amm.
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un amministratore condannato per bancarotta semplice documentale. La Corte ha stabilito che la condizione di dissesto preesistente e la non operatività della società non esonerano l'amministratore dagli obblighi formali di tenuta delle scritture contabili.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e ripetitivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due imputati contro una condanna per reati legati agli stupefacenti. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici, ripetitivi di questioni già decise in appello e miravano impropriamente a una nuova valutazione dei fatti. Di conseguenza, gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Bancarotta fraudolenta: prova dei beni è essenziale
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per bancarotta fraudolenta, stabilendo un principio fondamentale: l'accusa deve provare concretamente l'esistenza dei beni che si presumono distratti. Nel caso specifico, un presunto importo distratto si è rivelato essere un saldo passivo di conto corrente, ovvero un debito e non un bene. Questa mancanza di prova ha portato all'annullamento della sentenza con rinvio per un nuovo processo.
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Inammissibilità ricorso Cassazione per motivi generici
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso Cassazione presentato da un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. I motivi sono stati giudicati in parte generici e in parte ripetitivi di questioni già decise dalla Corte d'Appello, configurandosi come un tentativo inammissibile di ottenere una nuova valutazione dei fatti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per violazione della legge sugli stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/90). L'inammissibilità deriva dal fatto che i motivi del ricorso erano in parte nuovi e in parte una semplice ripetizione di argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, configurandosi come una richiesta di riesame dei fatti non consentita in sede di legittimità.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo respinge
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da tre imputati condannati per reati legati agli stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici, reiterativi e volti a un mero riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La decisione comporta per i ricorrenti la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due imputati condannati per evasione. La Corte ha stabilito che il ricorso si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già valutate e respinte dalla Corte d'Appello, trasformandosi in una richiesta inammissibile di riesame dei fatti. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile per motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione. Il ricorso inammissibile è stato motivato dalla genericità e non pertinenza delle doglianze sollevate, oltre che dalla proposizione di una questione non dedotta nel precedente grado di giudizio. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è solo un riesame dei fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per resistenza e altri reati. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di argomentazioni già valutate e respinte in appello, e miravano a una rivalutazione dei fatti, compito che non spetta alla Suprema Corte. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso: Cassazione spiega quando
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti. La decisione si basa sul fatto che i motivi presentati erano mere ripetizioni di argomenti già respinti in appello o doglianze non sollevate in precedenza, ribadendo che la Cassazione non può riesaminare i fatti del processo.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo dichiara
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti (art. 73 D.P.R. 309/1990). La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano mere ripetizioni di questioni già respinte in appello o tentativi di ottenere un nuovo esame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da due imputati condannati per rapina. I motivi del ricorso sono stati giudicati meramente reiterativi di argomentazioni già respinte in appello e volti a ottenere una nuova valutazione delle prove, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha ritenuto logica e completa la motivazione della corte territoriale sia sull'identificazione degli imputati sia sul diniego delle attenuanti generiche, confermando così la decisione impugnata.
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Quantificazione della pena: quando il ricorso è inammissibile
Due imputati hanno presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione di attenuanti e l'errata quantificazione della pena. La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, chiarendo che le attenuanti erano state concesse e che la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito. Una motivazione dettagliata è richiesta solo per pene eccezionalmente severe, altrimenti espressioni come 'pena congrua' sono sufficienti.
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Inammissibilità ricorso: quando è una mera ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato per appropriazione indebita. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di doglianze già respinte in appello, senza affrontare la questione centrale della legittima rappresentanza in giudizio della società offesa, che escludeva la presunta remissione tacita della querela.
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Rapina impropria: furto con violenza del correo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna condannata per concorso in rapina impropria. Anche se non ha commesso materialmente la violenza, la sua fuga mentre il complice aggrediva la vittima per assicurarsi la refurtiva è stata ritenuta sufficiente a configurare il reato più grave, seppur con una specifica attenuante.
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Rapina impropria: consumazione con la sottrazione
Con l'ordinanza in esame, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per rapina impropria. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: per la consumazione del reato di rapina impropria è sufficiente la semplice sottrazione del bene alla vittima, non essendo necessario il conseguimento di un pieno e autonomo impossessamento. Il ricorso è stato rigettato anche perché considerato meramente reiterativo delle doglianze già presentate in appello.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e nuove domande
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per ricettazione. Le motivazioni del ricorrente sono state giudicate troppo generiche e una richiesta di attenuante è stata presentata per la prima volta in sede di legittimità, violando la catena devolutiva. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi dell'appello sono stati ritenuti generici e riproduttivi di censure già esaminate, senza un confronto critico con la sentenza impugnata. La decisione sottolinea l'importanza della specificità dei motivi di ricorso e conferma la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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