La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27179/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto. La Corte ha negato le attenuanti generiche perché il ricorso si limitava a ripetere argomenti già respinti in appello. La decisione sottolinea che la gravità dei fatti, la mancanza di pentimento e la reiterazione dei reati sono elementi validi per escludere la prevalenza delle attenuanti. Inoltre, ha confermato che la motivazione sull'aumento di pena per il reato continuato era adeguata, essendo la sanzione vicina al minimo edittale.
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