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Doglianze In Punto Di Fatto — Anno 2024

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491 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Doglianze In Punto Di Fatto

Provvedimenti

Bancarotta preferenziale: dolo e ricorso in Cassazione
Un amministratore, condannato per bancarotta preferenziale per aver favorito sé stesso a danno di altri creditori, ricorre in Cassazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, qualificando i motivi come mere doglianze di fatto e sottolineando che una delle eccezioni non era mai stata sollevata in appello. La decisione conferma la condanna e chiarisce i limiti del giudizio di legittimità in materia.
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Ricorso inammissibile per ricettazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per ricettazione dalla Corte d'Appello di Palermo. I giudici hanno ritenuto i motivi del ricorso mere doglianze di fatto, non ammissibili in sede di legittimità, e hanno confermato la corretta qualificazione giuridica del reato, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per ricettazione e reati ambientali. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello e che le contestazioni si basavano su questioni di fatto, non di diritto. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi di fatto non ammessi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per oltraggio a pubblico ufficiale. I motivi del ricorso erano basati su una contestazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti e motivi
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i confini del giudizio di legittimità, dichiarando inammissibile un ricorso contro una condanna per oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti o delle prove, confermando che l'inammissibilità del ricorso in Cassazione scatta quando le censure sono puramente fattuali. La decisione ribadisce anche che la valutazione sulla particolare tenuità del fatto spetta al giudice di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità se logicamente motivata.
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Accesso aula udienza: no a ricorso senza mascherina
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per interruzione di pubblico servizio (art. 340 c.p.). L'imputato lamentava la nullità delle udienze di primo grado a causa del negato accesso all'aula di udienza, dovuto al suo rifiuto di indossare la mascherina anticovid. La Corte ha ritenuto tale esclusione legittima e le motivazioni del ricorso manifestamente infondate, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 4 luglio 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi, considerati mere doglianze di fatto e non di diritto, e la censura infondata sulla mancata applicazione di pene sostitutive, non hanno superato il vaglio di legittimità, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano mere doglianze di fatto e ha ribadito che la circostanza attenuante prevista per chi si costituisce non si applica al semplice rientro nell'abitazione da cui ci si era allontanati.
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Ricorso inammissibile: doglianze di fatto in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sul principio che le censure basate su mere doglianze di fatto, relative alla ricostruzione degli eventi, non sono ammissibili in sede di legittimità. La Corte ha confermato la correttezza della sentenza d'appello, che aveva adeguatamente valutato le prove, inclusi referti medici per le lesioni agli agenti e i danni materiali, escludendo che si trattasse di semplici percosse.
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Inammissibilità ricorso: i limiti del giudizio di merito
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso avverso una sentenza che, pur dichiarando un reato prescritto, confermava le statuizioni civili. Il ricorso è stato respinto perché basato su doglianze di fatto, non consentite in sede di legittimità, ribadendo che la Cassazione non può riesaminare nel merito la vicenda.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una questione di fatto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché l'appellante ha tentato di ottenere una nuova valutazione dei fatti, proponendo una lettura alternativa delle prove già esaminate dalla Corte d'Appello. Questa pratica non è consentita in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sul fatto che i motivi presentati erano mere doglianze sui fatti, non riesaminabili in sede di legittimità, e che la critica sulla mancata concessione delle attenuanti generiche era priva di specificità. Questa pronuncia sul ricorso inammissibile ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: doglianze di fatto e genericità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per oltraggio a pubblico ufficiale. I motivi sono stati rigettati perché consistevano in mere doglianze di fatto, non ammesse in sede di legittimità, e per l'estrema genericità delle altre censure, come quelle sulla capacità di intendere e volere e sull'eccessività della pena. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di merito
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, poiché basato su doglianze di fatto e non su vizi di legittimità. L'imputato, condannato per il reato di cui all'art. 361 c.p., contestava la valutazione dei fatti e la pena. La Corte ha ritenuto la motivazione della sentenza d'appello completa e logica, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato, condannato per aver aggredito un agente durante l'arresto del fratello, aveva contestato i fatti e l'entità della pena. La Corte ha stabilito che le critiche sui fatti non sono ammesse in sede di legittimità e che la pena era stata correttamente motivata.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di merito
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso costituivano mere doglianze sui fatti e una richiesta di nuova valutazione delle prove, attività preclusa in sede di legittimità. Di conseguenza, la condanna è stata confermata, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è reato attivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato, in stato di alterazione alcolica, aveva tentato di colpire con pugni gli agenti intervenuti per sedare un suo comportamento molesto in un locale. La Corte ha stabilito che tale condotta, non essendo una mera resistenza passiva, integra pienamente il reato, giustificando la condanna e il diniego delle attenuanti generiche a causa dei precedenti penali.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che la condotta violenta e le minacce verso un agente di polizia penitenziaria per opporsi alla chiusura della cella non costituiscono una mera protesta, ma integrano pienamente il reato. I motivi del ricorso, basati su una diversa interpretazione dei fatti, sono stati respinti in quanto non consentiti in sede di legittimità.
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Ricorso inammissibile: quando è solo questione di fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, stabilendo che le critiche basate sulla ricostruzione dei fatti non sono valide in sede di legittimità. L'ordinanza chiarisce che l'inammissibilità dei motivi principali rende irrilevanti questioni come la prescrizione maturata dopo la sentenza d'appello. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e i limiti del fatto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per omicidio preterintenzionale. La Corte ha stabilito che i motivi, focalizzati sulla rivalutazione dei fatti e sulla mancata concessione delle attenuanti generiche, esulano dalle sue competenze, che sono limitate alla corretta applicazione della legge. Di conseguenza, il ricorso inammissibile è stato rigettato, con condanna degli imputati al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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