La Corte di Cassazione, con ordinanza del 4 giugno 2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. Il motivo del ricorso, relativo alla sussistenza dell'elemento soggettivo del reato, è stato ritenuto un tentativo di ottenere una nuova valutazione dei fatti, attività non consentita nel giudizio di legittimità. La Suprema Corte ha quindi confermato che il suo ruolo non è quello di riesaminare il merito della causa, ma di controllare la corretta applicazione della legge.
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