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Documento Di Valutazione Dei Rischi (Dvr)

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Documento obbligatorio per ogni azienda con dipendenti, che analizza e valuta tutti i rischi per la sicurezza e la salute presenti sul luogo di lavoro, indicando le misure di prevenzione e protezione da adottare.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Somministrazione di lavoro a termine tra scadenze e sicurezza
Un lavoratore ha impugnato plurimi contratti di somministrazione di lavoro a termine chiedendo l'assunzione a tempo indeterminato presso la società utilizzatrice. I giudici di merito hanno respinto la domanda: hanno ritenuto tardiva l'impugnazione del primo contratto, scaduto prima dell'ultimo rinnovo, e hanno considerato valido il documento di valutazione dei rischi redatto dall'impresa subentrata nell'appalto. Il lavoratore ha proposto ricorso per cassazione sostenendo che l'attività lavorativa fosse continuativa e contestando la regolarità del documento di sicurezza. La Suprema Corte ha rilevato questioni di massima importanza senza precedenti specifici: la decorrenza del termine per contestare la successione di contratti e i requisiti del documento di sicurezza nel subentro d'appalto. I giudici hanno rinviato la causa in pubblica udienza per una decisione nomofilattica.
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Omessa valutazione dei rischi: contratto salvo se il lavoratore firma
Un lavoratore chiedeva di convertire il suo contratto a termine in indeterminato a causa della presunta omessa valutazione dei rischi da parte dell'azienda, che non aveva prodotto in giudizio il relativo documento (DVR). La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. Ha stabilito che la firma del lavoratore sul contratto, con cui dichiarava di aver ricevuto il DVR, è una prova sufficiente della sua esistenza e consegna. L'azienda non decade da questa prova solo perché non produce materialmente il documento in una fase successiva del processo. La mancata consegna del DVR, in ogni caso, non comporta l'automatica conversione del contratto. Il lavoratore ha perso la causa su questo punto fondamentale.
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Sicurezza: assolto per ‘tenuità del fatto’, la Cassazione annulla
Un imprenditore, accusato di gravi e numerose violazioni sulla sicurezza sul lavoro, era stato assolto in primo grado per la particolare tenuità del fatto. Il giudice aveva ritenuto il pericolo limitato, basandosi sull'ipotesi che l'azienda fosse in chiusura. La Procura ha impugnato la decisione e la Corte di Cassazione le ha dato ragione. La Suprema Corte ha annullato l'assoluzione, definendo la motivazione del giudice 'apparente' e contraddittoria. La valutazione sulla particolare tenuità del fatto non può ignorare la concretezza e la gravità dei rischi. Il processo è da rifare.
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Onere della prova DVR: i poteri del giudice del lavoro
Un lavoratore ha impugnato un contratto a termine per la presunta mancanza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). La Corte di Cassazione ha stabilito che, a fronte di una contestazione generica del lavoratore e della produzione di un DVR datato da parte dell'azienda, il giudice d'appello ha legittimamente esercitato i propri poteri istruttori per acquisire la documentazione aggiornata. La decisione chiarisce l'equilibrio tra l'onere della prova DVR a carico del datore di lavoro e i poteri del giudice nel processo del lavoro.
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Responsabilità 231: esclusa per condotta sporadica
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per responsabilità 231 a carico di una società di costruzioni, in seguito alla morte di due tecnici in un paese straniero ad alto rischio. La Corte ha stabilito che la condotta imprevedibile e sporadica di un manager locale, che agì in violazione delle prassi aziendali, interrompe il nesso causale. L'assoluzione dei vertici aziendali e l'assenza di un vantaggio economico concreto per l'ente hanno reso illogica la condanna per 'colpa di organizzazione', escludendo così la responsabilità amministrativa della società.
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Contratto intermittente: no conversione senza DVR
L'Ente Previdenziale ha richiesto la conversione di un contratto di lavoro intermittente in contratto a tempo indeterminato a causa della mancata redazione del documento di valutazione dei rischi da parte del datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, a differenza di altri tipi di contratto, non esiste una norma specifica che preveda tale automatica conversione per il contratto di lavoro intermittente in questa ipotesi.
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Valutazione dei Rischi: quando aggiornare il DVR?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro una società di ristorazione. La controversia riguardava l'obbligo di redigere un nuovo documento di valutazione dei rischi (DVR) a seguito dell'apertura di un nuovo locale. I giudici hanno confermato le sentenze dei gradi precedenti, stabilendo che l'apertura di una nuova unità produttiva non equivale alla costituzione di una nuova impresa, non facendo scattare il termine di 90 giorni per un nuovo DVR. Inoltre, l'ente non ha provato né una modifica sostanziale dei rischi che richiedesse un aggiornamento immediato, né la data esatta di inizio attività per dimostrare un eventuale ritardo nell'aggiornamento effettuato dalla società.
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Contratto di prossimità: legittima deroga alle norme
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un contratto a tempo determinato stipulato in base a un contratto di prossimità. La sentenza chiarisce che tali accordi possono derogare alla normativa generale se finalizzati a obiettivi come l'incremento dell'occupazione e della competitività, anche se non prevedono un aumento salariale e si applicano a tutti i dipendenti del sito aziendale, a prescindere dal reparto specifico.
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Onere della prova DVR: chi prova l’inadeguatezza?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva la conversione del contratto a termine per la presunta mancata predisposizione di un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) specifico per una delle sedi di lavoro. La Corte ha chiarito che, una volta che il datore di lavoro produce in giudizio il DVR, l'onere della prova DVR si sposta sul lavoratore, il quale deve allegare e dimostrare gli elementi specifici che rendono tale documento inadeguato. In assenza di tale prova, il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto di autosufficienza.
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