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Divieto Di Dimora

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78 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Esigenze Cautelari: Cassazione conferma la misura
Un individuo, accusato di tentata estorsione, ha impugnato in Cassazione il ripristino della misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Roma. Il ricorso si fondava sulla presunta mancanza di attualità delle esigenze cautelari e su un errore di fatto commesso dal Tribunale del riesame. La Corte di Cassazione, pur riconoscendo l'errore materiale, ha rigettato il ricorso, affermando che la motivazione del Tribunale sulla persistenza del pericolo di recidiva era comunque logica e sufficiente, e ha ribadito che il proprio sindacato non può estendersi a una nuova valutazione dei fatti.
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Custodia cautelare: quando il carcere è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due indagati per furto aggravato contro l'ordinanza che sostituiva il divieto di dimora con la custodia cautelare in carcere. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale, basata sull'elevato pericolo di fuga e di reiterazione del reato, data la natura transnazionale e organizzata dell'attività criminale, ritenendo la valutazione del giudice di merito non sindacabile in sede di legittimità.
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Divieto di dimora: quando è una misura inadeguata?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva imposto un divieto di dimora regionale a due indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La Suprema Corte ha ritenuto illogica e immotivata la limitazione territoriale della misura, poiché il rischio di reiterazione del reato non era confinato a una sola regione. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione sulla misura cautelare più adeguata.
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Rinuncia implicita: quando l’imputato non deve esserci
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, pur avendo un divieto di dimora che gli impediva di raggiungere l'aula, aveva conferito al suo legale procura speciale per un concordato in appello. Tale atto è stato interpretato come una rinuncia implicita a comparire, rendendo infondata la doglianza sulla mancata traduzione o autorizzazione.
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Interesse ad impugnare: la Cassazione sul fatto lieve
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la riqualificazione di un reato di spaccio in fatto di lieve entità. L'indagato, sottoposto a divieto di dimora, non aveva un concreto interesse ad impugnare, poiché la modifica della qualificazione giuridica non avrebbe comunque impedito l'applicazione della misura cautelare in atto. La mancanza di un vantaggio pratico rende l'impugnazione un mero esercizio teorico.
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Divieto di dimora: misura efficace contro l’abuso edilizio
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un divieto di dimora applicato a una persona accusata di abuso edilizio e ripetuta violazione dei sigilli. Nonostante la ricorrente sostenesse l'inefficacia della misura, poiché avrebbe potuto incaricare terzi per proseguire i lavori, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. È stato stabilito che il divieto di dimora è uno strumento idoneo a prevenire la reiterazione del reato, allontanando l'indagato dal luogo dell'illecito e ostacolando così la continuazione dell'attività criminosa.
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Esigenze cautelari: annullamento senza rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio un'ordinanza che imponeva il divieto di dimora a un sindaco, accusato di abuso d'ufficio e falso. La decisione si fonda sulla mancanza di motivazione riguardo alle esigenze cautelari, ritenute non più attuali e concrete. La Corte ha stabilito che la gravità dei fatti passati e meri sospetti derivanti da intercettazioni non sono sufficienti a giustificare una misura restrittiva della libertà personale.
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Misure cautelari: no al carcere se il giudice motiva
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Pubblico Ministero contro un'ordinanza che applicava il divieto di dimora, anziché il carcere, a due indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La Corte ha stabilito che la presunzione legale di adeguatezza della custodia in carcere è relativa e può essere superata da una motivazione specifica del giudice che, valutando il caso concreto (assenza di pericolo di fuga e ridotto pericolo di reiterazione), ritenga sufficienti delle misure cautelari meno afflittive.
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Divieto di dimora e mafia: la Cassazione decide
La Procura ricorre contro un'ordinanza che aveva limitato a un soggetto, ritenuto esponente di vertice di un'associazione mafiosa, il divieto di dimora alla sola Sicilia, annullandolo per Calabria e Campania. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, ritenendo la motivazione del tribunale contraddittoria. Secondo la Corte, non si può riconoscere il ruolo apicale dell'individuo in una potente organizzazione criminale e al contempo negare, senza adeguata motivazione, il rischio di collegamenti con la criminalità di regioni limitrofe, soprattutto in presenza di indagini che suggeriscono tali contatti.
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Obbligo di dimora: quando è legittima la sostituzione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la sostituzione del divieto di dimora con l'obbligo di dimora. La Corte ha ritenuto le due misure normativamente equivalenti e ha sottolineato che nuove questioni non possono essere sollevate per la prima volta in Cassazione. La decisione evidenzia l'importanza di presentare tutte le argomentazioni difensive nei gradi di merito.
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Pericolo di fuga: custodia in carcere necessaria
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza che applicava il divieto di dimora a un cittadino straniero accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La Corte sottolinea che, in presenza di un concreto pericolo di fuga e di una presunzione di legge, la custodia cautelare in carcere è l'unica misura idonea, essendo illogico e inefficace applicare misure non detentive a chi non ha alcun radicamento sul territorio nazionale.
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Custodia Cautelare: Quando il Carcere è Legittimo?
Un individuo, già sottoposto a divieto di dimora, viene arrestato per tentato furto. Nonostante la condanna a due anni, la Corte di Cassazione conferma la legittimità della custodia cautelare in carcere. La decisione si basa sull'elevato pericolo di reiterazione del reato e sull'indisponibilità di un domicilio idoneo per gli arresti domiciliari, evidenziando le eccezioni previste dalla legge.
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Misura cautelare: inammissibile il ricorso generico
Un indagato, sottoposto a una misura cautelare detentiva per il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che le argomentazioni erano generiche, ipotetiche e non supportate da prove concrete. La decisione ribadisce l'importanza del principio di autosufficienza del ricorso e la necessità di formulare motivi specifici e documentati per contestare una misura cautelare.
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Divieto di dimora: Cassazione su esigenze cautelari
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro la misura del divieto di dimora in una regione. La Corte ha stabilito che la valutazione sulle esigenze cautelari è autonoma rispetto al calcolo del tempo già scontato e che non possono essere presentati in Cassazione motivi non sollevati nel precedente appello. Il divieto di dimora è stato quindi confermato.
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Aggravamento misura cautelare: quando è legittimo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato la cui misura cautelare del divieto di dimora era stata aggravata con la custodia in carcere. La decisione si fonda sulla reiterazione di un reato in materia di stupefacenti e sulla palese violazione della misura precedente. La Corte ribadisce che la valutazione sulla gravità della trasgressione, se logicamente motivata, spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità. L'aggravamento della misura cautelare è stato quindi ritenuto corretto.
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Custodia cautelare in carcere: quando è legittima?
Un individuo condannato per spaccio di droga, dopo aver violato ripetutamente misure cautelari meno afflittive come il divieto di dimora e l'obbligo di firma, si è visto aggravare la misura in custodia cautelare in carcere. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, ritenendo la decisione del Tribunale logica e ben motivata, data la totale inaffidabilità del soggetto e l'assenza di alternative valide come gli arresti domiciliari.
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Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un'imputata avverso una misura cautelare. La decisione è scaturita dalla formale rinuncia al ricorso da parte della difesa, motivata dalla sopravvenuta carenza di interesse dopo che la misura stessa era stata revocata. La Corte, applicando il codice di procedura penale, ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle Ammende.
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Custodia cautelare: quando è inevitabile? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo accusato di atti persecutori, confermando la misura della custodia cautelare in carcere. La decisione si fonda sulla sistematica violazione da parte dell'indagato di misure cautelari meno afflittive precedentemente disposte e sulla sua totale refrattarietà a ogni forma di controllo, elementi che rendono la detenzione in carcere l'unica misura idonea a fronteggiare il concreto pericolo di recidiva.
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