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Distanze

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Misure minime stabilite dalla legge per separare costruzioni o aperture al fine di garantire aria, luce e privacy.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Veduta in appiombo: tutela e distanze legali
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un condomino che lamentava la costruzione di una tettoia da parte del vicino, appoggiata al proprio balcone. Tale struttura impediva la veduta in appiombo, ovvero la possibilità di guardare verticalmente verso il basso fino alla base dell'edificio. Mentre i giudici di merito avevano rigettato la domanda di rimozione, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione. La sentenza chiarisce che il diritto di veduta include necessariamente la visuale verticale e che l'articolo 907 del Codice Civile tutela questo interesse attraverso distanze rigide, che non possono essere violate per esigenze unilaterali di costruzione o riservatezza.
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Distanze legali tra edifici: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato una controversia relativa alle distanze legali tra edifici confinanti, originata dalla costruzione di un'autorimessa ritenuta troppo vicina al confine. Mentre i giudici di merito avevano ordinato l'arretramento del manufatto, la Suprema Corte ha accolto il ricorso limitatamente alla mancata valutazione di un edificio preesistente sul fondo del vicino. Tale elemento risulta decisivo per determinare la corretta normativa applicabile al calcolo delle distanze tra pareti finestrate, richiedendo un nuovo esame dello stato dei luoghi al momento dell'edificazione.
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Autosufficienza del ricorso: regole Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso relativo alla violazione delle distanze legali tra edifici. Il ricorrente contestava la decisione della Corte d'Appello che aveva ordinato l'arretramento di un manufatto a dieci metri dal confine. Tuttavia, il ricorso è stato rigettato per difetto di autosufficienza del ricorso, in quanto mancava una chiara esposizione dei fatti di causa. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorrente deve fornire tutti gli elementi necessari per comprendere la vicenda senza che il giudice debba attingere ad altre fonti processuali.
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Distanze legali e opere pubbliche: le regole
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due privati che lamentavano la violazione delle distanze legali da parte di una società di trasporti per la costruzione di una stazione ferroviaria. La sentenza chiarisce che le norme sulle distanze legali non si applicano alle opere pubbliche, poiché l'interesse collettivo prevale sul diritto del singolo proprietario. In tali casi, il privato non può agire per il risarcimento del danno da illecito, ma può eventualmente richiedere solo un indennizzo per atto lecito, a patto che l'opera sia stata realizzata in conformità ai titoli edilizi e ai progetti approvati.
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Distanze legali: nullità patti in deroga
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria riguardante la validità di un accordo privato volto a derogare alle distanze legali tra edifici. Nel caso di specie, un proprietario aveva citato il vicino chiedendo la risoluzione di un contratto e la demolizione di un immobile costruito a distanza inferiore rispetto a quella legale, lamentando difformità progettuali. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, la Suprema Corte ha rilevato d'ufficio la possibile nullità del patto derogatorio, poiché le distanze previste dai piani regolatori comunali sono spesso considerate norme inderogabili a tutela dell'interesse pubblico. La decisione è stata rinviata per permettere alle parti di interloquire su tale questione di nullità.
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Radici degli alberi: guida all’abbattimento forzato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna all'abbattimento di un filare di pioppi le cui radici degli alberi avevano invaso il fondo confinante, distruggendo un prato all'inglese. Nonostante il proprietario degli alberi sostenesse che il vicino avrebbe dovuto tagliare autonomamente le radici, i giudici hanno stabilito che l'abbattimento è necessario quando la recisione parziale compromette la stabilità delle piante o quando sono violate le distanze legali. La responsabilità per i danni ricade interamente sul proprietario delle piante invasive, senza alcun obbligo di intervento preventivo da parte del danneggiato.
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